FEDERER IRONIZZA SUL DOPPIO SEPPI-LORENZI

TENNIS - In diretta da Ginevra: Bolelli gioca come singolarista al posto di Seppi, mentre Barazzutti annuncia (beffardamente) un doppio composto da Seppi-Lorenzi. Le repliche svizzere non si fanno attendere
giovedì, 11 Settembre 2014

Tennis – Ginevra (Svizzera). Si sono svolti nella maestosa Victoria Hall, in pieno centro di Ginevra, i sorteggi della semifinale italo-svizzera di Coppa Davis. Nella giornata di venerdì i singolaristi delle due squadre scenderanno in campo seguendo questo ordine: dapprima Roger Federer e Simone Bolelli, poi Stanislas Wawrinka e Fabio Fognini. I ruoli s’invertiranno nelle eventuali sfide di domenica, con i numeri uno delle rispettive squadre (Federer e Fognini) a contendersi il primo match della terza giornata. Per quanto concerne il doppio, la prevedibile coppia Federer-Wawrinka potrebbe lasciare spazio ai meno gettonati Lammer-Chiudinelli nel caso di un “due a zero” nella serie, mentre, sul versante italiano, l’improbabile coppia Seppi-Lorenzi sarebbe quella prescelta da capitan Barazzutti. Ma il buon Corrado oramai lo si conosce: la sua poca attendibilità nella scelta dei doppisti, infatti, non è passata inosservata nemmeno a Lüthi, il quale ha dichiarato di “non credere affatto che Seppi e Lorenzi scenderanno in campo per il doppio, benché possano essere una bella coppia”. Se non altro, ironizza Federer, “nella foto ufficiale [scattata pochi istanti prima a margine del sorteggio, ndr] la coppia è proprio bella”.

Se per quanto riguarda il doppio la scelta-bluff di Barazzutti non desta sorpresa (e il diretto interessato taglia corto dicendo che “prima del doppio ci sono due singolari”), quella di scegliere Bolelli come secondo singolarista, invece, fuoriesce dai rigidi schemi matematici del ranking ATP abbracciando una logica di buonsenso. E infatti, come lo stesso Corrado conferma, “Simone sta giocando bene, è in grande forma. Ha giocato bene a Flushing Meadows e qui si è allenato bene. Penso che contro Federer sia il giocatore giusto”.
“È vero”, gli fa eco Seppi, “Bolelli è a posto, io invece non sono al cento per cento, non sto giocando il mio miglior tennis. E contro Roger”, aggiunge, “non ho questo gran record positivo”, alludendo con ironia al tondo “dieci a zero” in favore dello svizzero negli scontri diretti. “Se per motivi diversi dovessi venire chiamato a disputare un singolare, anche decisivo, sarei comunque pronto, così come lo sono stato l’ultima volta”, in occasione del quarto di finale di Napoli disputato contro la Gran Bretagna.

Molta attenzione viene allora riposta sul grande protagonista, non del tutto inatteso, della squadra ospite: Simone Bolelli. Quanta responsabilità avverte l’attuale n. 76 delle classifiche mondiali per questo suo ruolo cruciale? “Non troppa, a dire la verità. Gioco contro un grande campione, darò il centoventi per cento di me stesso, ma non sento responsabilità più forti del normale. Con Federer cercherò di fare le mie cose al meglio: sarò aggressivo, tenterò di non farlo giocare e di prendere in mano il gioco appena potrò. Il campo non è velocissimo, mi piace abbastanza: le condizioni sono buone. Dall’altra parte c’è un grande campione: sa fare tutto, non ha punti deboli, quindi dovrò cercare di fare del mio meglio”. Inoltre, conclude il tennista bolognese, la stagione in corso è molto positiva: “Penso di aver fatto un anno buono, dopo il lungo stop della scorsa stagione. Arrivare in semifinale con l’Italia è gratificante, e poter scendere in campo venerdì è un valore aggiunto a ciò che ho fatto personalmente e a ciò che ha fatto la nostra squadra finora”.

Sul versante elvetico, invece, la Svizzera si sente lanciata verso la conquista della Coppa Davis? Federer predica prudenza. “Certo, possiamo anche vincere, stiamo giocando bene in questa stagione, ma prima di un’eventuale finale c’è ancora Shangai, Basilea, Parigi e Londra; c’è ancora molto tennis da giocare, e cominceremo da qui questo weekend”. Lüthi aggiunge poi che “nessun match è facile. Contro il Kazakistan nei quarti di finale di aprile ne abbiamo avuto la dimostrazione. L’importante è totalizzare tre punti alla fine del weekend. Sarebbe bene cominciare con una doppia vittoria nella giornata di venerdì”. Quanto alla scelta di schierare Bolelli al posto di Seppi, Federer non si dice sorpreso – viste le qualità del bolognese – ma pensava fino all’ultimo che il secondo singolarista sarebbe stato l’altoatesino.
Le condizioni di gioco, invece, come sono rispetto al resto del tour? “Le palline sono le stesse, saremo indoor e comunque siamo abituati a cambiare terreno di gioco. Qui non c’è umidità: non c’è per noi come non ci sarà per loro”, afferma Wawrinka. “Non c’è vento”, aggiunge Federer, “e ciò fa sì che le palline non si comportino come a New York o a Melbourne, facilitando le cose dal punto di vista mentale”.

Un’ultima domanda viene posta a Wawrinka circa le sue condizioni fisiche. “Fisicamente sto bene”, replica. E psichicamente? “In qualità di giocatore, è la mia prima semifinale. Ma era anche il mio primo quarto di finale, ad aprile. Insomma, per me questo è l’anno delle ‘prime volte’. Per forza venerdì sarò nervoso, non perché si tratta di una semifinale ma piuttosto perché si tratta della Davis. Per il resto, poco importa se sia un quarto, una semi o anche un rimo turno. Mi preparo come penso sia meglio e per il momento, complessivamente, tutto ha sempre funzionato bene. Un ruolo molto importante lo svolge la squadra che sta dietro di te e che ti sostiene”. Alla stessa domanda, Fognini risponde che “è anche la mia prima semifinale, quindi con Stan partiamo pari. La strada è in salita, ce la metterò tutta”. Ma l’Italia ce la può fare, per finire, a compiere l’impresa? “Per novembre io ho prenotato un viaggio alle Maldive…”, conclude il ligure. Forse non così catastrofici, ma lungi dall’essere ottimistici, anche dall’Italia giungono i primi importanti pareri: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, cerca di risollevarsi d’animo affermando che “nello sport non si può mai dire. Se vi avessero detto che la Francia senza Tony Parker avrebbe battuto nei quarti di finale dei mondiali di basket la Spagna, da tutti considerata favorita per l’accesso in finale, e forse anche per il titolo, più degli Stati Uniti, chi ci avrebbe creduto? Attachiamoci a questo”.


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