ROGERS CUP: MURRAY FIRMA L’IMPRESA, BATTUTO DJOKOVIC

Andy Murray gioca un match quasi perfetto e, con il punteggio di 6-4 3-6 6-3, sconfigge Novak Djokovic e si aggiudica l'undicesimo Masters 1000 in carriera. Il britannico, che ha scalzato Roger Federer dalla seconda piazza del Ranking, ha interrotto la spaventosa serie di 30 match consecutivamente vinti dal serbo a questo livello
lunedì, 17 Agosto 2015

Tennis – Una vittoria sudata, sofferta, voluta e, alla fine, conquistata. Come nelle più belle favole, Andy Murray è riuscito ad aggiudicarsi l’undicesimo Masters 1000 in carriera grazie al successo sul più forte di tutti, Novak Djokovic. Il britannico, reduce da otto sconfitte consecutive contro il numero uno del mondo, questa volta non ha tremato. Quarto successo stagionale, terzo all’Open del Canada, secondo a Montreal. Andy ha giocato una partita spaziale, prima mantenendo i nervi saldi nei momenti più importanti, poi capitalizzando al quinto match. Un mai domo Novak Djokovic, arresosi solamente dopo tre ore nette di gioco, un po’ scarico a causa di un torneo sfiancante, ha visto la sua striscia di 30 vittorie consecutive nei Masters 1000 infrangersi contro un avversario semplicemente più bravo. Il serbo, tra Shanghai e Roma, giustiziere di Andy Murray lo ha stato tre volte, ma questa volta la redenzione è arrivata in maniera quasi epica, ed è ancora più dolce, il finale, se si considera che da oggi sarà di nuovo numero due del mondo e potrà “contare” sui 1000 punti che Roger Federer ha da difendere a Cincinnati.

Murray si è dimostrato, per l’ennesima volta in stagione, l’unico in grado di poter mettere i bastoni fra le ruote al dominatore assoluto degli ultimi due anni. Un numero due, in ogni caso, al quarto successo stagionale e già qualificato per le Finals con larghissimo anticipo, questa testimonianza ultima del salto di qualità compiuto del britannico, l’anno scorso costretto agli straordinari durante la stagione Indoor per agguantare l’ottava posizione. Ha chiuso con un saldo di vincenti/errori negativo (39 e 43) ma ha messo in mostra un tennis spettacolare, riuscendo soprattutto con la risposta a guadagnare campo e a vincere tanti punti sulla seconda di servizio di Nole, che ha raccolto solamente il 49% di punti in quel caso, a fronte del 59% di prime messe in campo. La risposta, però, non è stato l’unico colpo a mettere in difficoltà il numero uno del mondo, perchè ad aprire il campo a Murray ci ha sempre pensato il rovescio. E’ su quella diagonale che il britannico ha costruito la partita, soprattutto nel primo set, spingendo sempre ed aprendosi, conseguentemente, il lungolinea. Aggressivo sin dal primo quindici, Murray è riuscito a volare 4-1 dopo poco più di venti minuti e, malgrado qualche errore di troppo nelle fasi centrali del match, non ha mai cambiato tattica e ha continuato a martellare sul lato sinistro, prendendo il pallino dello scambio in quasi tutte le occasioni. Tutt’altro che negativa la partita di Djokovic, finalmente dimostratosi umano dopo 9 mesi mostruosi (anche se quel Roland Garros…) ma comunque attaccato alla partita fino alla strette di mano.

Un successo pesantissimo per il neo numero due del mondo che, oltre ad aver raggiunto Pete Sampras a quota 11 Masters 1000, ha portato a 35 il bottino di trofei vini in carriera e, non di meno, ha mostrato al mondo “come si batte Djokovic”.  Tanti i segnali positivi, basti pensare a come ha annullato le sei palle break offerte a Djokovic nel quinto gioco del terzo set: spingendo a tutta col servizio, prendendosi rischi col primo colpo e salendo a rete con grande autorità. Il torneo perfetto, condito anche dalle vittorie su Jo-Wilfried Tsonga e Kei Nishikori, proietta Andy verso nuove prospettive, soprattutto in vista dell’ultimo Slam dell’anno.

Regalo più bello non poteva ricevere Amelie Mauresmo, coach del britannico, che proprio oggi ha dato alla luce il suo primogenito. Andy, commosso e felice allo stesso tempo, ha voluto dedicare il successo alla neo mamma, donna che dentro e fuori dal campo è stata fondamentale nella sua crescita. Quello che è importante capire, in ogni caso, è che Novak Djokovic oggi ha giocato una buonissima partita. Niente demeriti, solo un Murray più cinico e, magari, più motivato. Si prospetta un prosieguo di stagione americana molto interessante, con Djokovic affamato di agguantare il titolo a Cincinnati, unico 1000 assente in bacheca.


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