ROLAND GARROS, ARNABOLDI E IL VOLO INTERROTTO

Secondo turno a Parigi. Contro Marin Cilic, l'azzurro proveniente dalle qualitficazioni conduce un gran primo set, ma poi incappa in un doppio, bruttissimo 6-1
giovedì, 28 Maggio 2015

TENNIS – Bla… bla… bla… Il sogno che finisce… L’inflessibile tennis che emette la sua sentenza… Tanti i modi poco originali con i quali iniziare questa cronaca. Noi preferiamo dare una pacca virtuale sulle spalle di Andrea Arnaboldi da Cantù. Quell’Andrea Arnaboldi che vive una stagione da ricordare, partito dalle qualificazioni di questo Roland Garros 2015 ed eliminato oggi, solo al secondo turno, da Marin Cilic, numero 10 del mondo.  Punteggio: 7-6(3), 6-1, 6-1. Durata: un’ora e quarantanove minuti. Italiano decisamente in partita nella prima frazione, dove però spreca due set point; evanescente nelle restanti due, dove all’improvviso sembra risentire di tutta la fatica fatta in questi giorni. Al terzo turno passa il croato, che attende ora il vincitore di Janowicz-Mayer. Rimandato, ma non bocciato, l’italiano.

Buon tennis quello a cui si assiste nelle prime battute. Senza paura il canturino. Non è lì per caso e per mettere il sale sulla coda del croato ricorre spesso al caro vecchio serve and volley. Il gioco di Cilic dall’altra parte è incisivo e potente. La strategia è chiara: velocizzare i ritmi, lavorare ai fianchi l’avversario. Arnaboldi non si fa intimorire; sul 2-1 per Marin, si esibisce anche in un tweener. Pretenzioso, certo, eppure indicativo del suo approccio (iniziale) alla gara. Dominano i servizi, la prima palla break fa capolino sul 4-3 Arnaboldi ed è proprio in favore dell’italiano, ma Cilic neutralizza. La seconda e la terza, sempre per l’azzurro, sono set point sul 6-5, ma sono lunghe le due risposte di rovescio con cui il 27enne lombardo potrebbe chiudere la prima frazione. Dunque tie-break: Cilic si porta subito 2-0; Arnaboldi pareggia; altro “mini-break” e 4-2 Cilic; poi 5-3 per un doppio fallo di Andrea e 6-3 dopo un gran passante di Marin. Il punto decisivo è un ace, il sesto, per il vincitore degli US Open. Peccato.

Cilic continua a cercare la profondità martellando col dritto e a scendere a rete (nel primo set l’ha fatto in quattordici occasioni, nel secondo saranno otto). Il mancino di Cantù va subito sotto di un break e 3-0. Il 26enne di Medjugorje strappa il servizio anche sul 4-1 e la discesa verso il traguardo si accorcia. Il 6-1 si materializza in appena ventitré minuti di un copione già scritto. Andrea Arnaboldi sembra uscito dal campo.

Impressione confermata dal nuovo break in apertura di terzo set. La supremazia di Cilic si fa schiacciante, gli errori non forzati sono ridotti al minimo (nella prima frazione erano stati quattordici). Sparisce la difesa di Arnaboldi, che cede anche il secondo turno di battuta. Iniziano i titoli di coda. L’1-4 giunge al termine di uno dei game di servizio più tribolati di tutto il match. Un ricordo, infatti, gli ultimi due prima del tie-break chiusi in scioltezza a zero. Ma non tribolato come l’ultimo, sul 5-1: il predatore sente la paura e azzanna. Altro 6-1, fine.


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