ROLAND GARROS: ARNABOLDI, IL SOGNO CONTINUA

Splendida vittoria di Arnaboldi, che si impone 46 67 76 76 60 su James Duckworth. E' il suo primo successo in uno Slam. Ora affronterà Cilic.
martedì, 26 Maggio 2015

Non svegliatelo, non ancora. Ha giocato la partita dei record per qualificarsi, ma non gli è bastato. Ha rimontato uno svantaggio di due set per firmare la prima vittoria in uno Slam, e la prima al quinto. Il Roland Garros di Andrea Arnaboldi in un sogno che, probabilmente, non ritornerà mai più. Il canturino ha dato fondo a tutto, non si è abbattuto nelle difficoltà e si è esaltato nel crescendo finale. Ha battuto James Duckworth 46 67 76 76 60 in 4 ore e 13 minuti, ha sancito con il 13mo ace il primo “bagel” dal match di qualificazioni a Wimbledon 2014 contro Matteo Viola e si è assicurato un secondo turno affascinante contro Marin Cilic (un solo precedente, vinto dal croato sulla terra al Challenger di Genova del 2006). E’ il premio più giusto per l’azzurro, che ha chiuso con 12 vincenti in meno, 60 contro 72, ma soprattutto con 16 gratuiti in meno, 46 a fronte dei 62 del giovane australiano. E ha ricavato di più col servizio, sia con la prima sia con la seconda, anche se questa statistica è senza dubbio inficiata dal quinto set a senso unico.

L’inizio è subito in salita per Arnaboldi, sempre battuto nei due precedenti confronti diretti, che salva 3 palle break di fila nel secondo turno di battuta e fa valere la differenza di peso di palla nella diagonale sinistra, dritto contro rovescio, su cui il suo dritto mancino può incidere di più per cancellarne una quarta. Ma finisce per sbagliare la valutazione sul lob del giovane australiano, che alla quinta occasione sale 2-1.

“Arna”, entrato nella storia per aver giocato la partita più lunga di sempre al meglio dei tre set, al quinto game cancella altre tre palle break di fila e si salva con un parziale di cinque punti consecutivi, chiuso con l’ace centrale, il terzo del match. Non è una gran partita in avvio, gli errori superano i vincenti, le scelte tattiche si rivelano di frequente troppo rischiose. Nella fase centrale del set Arnaboldi si scalda e si scioglie, si apre il campo col topspin di dritto, aggredisce e allontana l’australiano con rovesci diagonali a tutto braccio come quello, in avanzamento su un drop rivedibile, che gli vale il controbreak nell’unica occasione disponibile e l’aggancio sul 3-3.

L’effetto, però, dura poco. Costretto ai vantaggi per il terzo turno di battuta di fila, torna a perdere il servizio (solo nel primo e nell’ultimo game di battuta non ha concesso palle break): una palla corta mal pensata e mal eseguita riportano avanti l’australiano. Pur piazzandosi molto esterno quando serve da sinistra, Duckworth cede 3 punti negli ultimi 2 game di servizio, l’azzurro arretra e sbaglia di più, saranno 14 gli errori a fine set. Il terzo ace, al centro da sinistra, certifica il 64 in 44 minuti sotto gli occhi di Kyrgios e Kokkinakis.

Il 23enne di Sydney, semifinalista al Roland Garros junior del 2010, è da un po’ di anni che “bussa alle porte del paradiso”, con la speranza di seguire le orme del suo idolo Andy Murray. E come il britannico, che dopo il matrimonio ha trovato un rinnovato feeling sul rosso, anche “Ducks” sta giocando la sua miglior stagione sulla terra battuta, segnata dalla semifinale al Challenger di San Luis Potosi e dai quarti ad An-Ning e Nizza.

Gioca più libero, il canturino, nel secondo set, seppur penalizzato da una chiamata errata in apertura di parziale. Il nipote di Beryl Penrose, vincitrice degli Australian Championships del 1955, deve correre di più. Arnaboldi, che serve col 61% nel set e raccoglie il 47% di punti con la seconda, attacca e rischia: i cambi di ritmo continui diventano la sua arma migliore, che toglie punti di riferimento e sicurezze all’avversario.

Anche in risposta, l’azzurro entra e anticipa appena può, fa valere le accelerazioni di rovescio lungolinea e un tennis “verticale”, in proiezione offensiva. Duckworth deve così estrarre il quinto ace per salvare la seconda palla break concessa mel match ma l’inerzia della partita si sposta dalla parte di Arnaboldi: è lui che detta i tempi, l’australiano deve adattarsi e reagire. E con due ace di fila, l’ottavo e il nono della sua partita, allunga il secondo set al “jeu decisif”, come lo chiamano qui, conclusione di un parziale senza break.

A manca occasione minibreak, dritto insideout dal centro, non impossibile, rigido a rete (3-3), D lo grazia mettendo lungo il lob dopo un serve and volley raffazzonato (4-4), e arrivando in ritardo sul rovescio successivo. Ma impatta benissimo quello più importante, stampa la risposta lungolinea sulla prima esterna e sigilla il minibreak del 7-5 che costa a Arnaboldi il quinto tiebreak di fila in stagione.

Duckworth, che ha iniziato l’incontro con un bilancio di 5-9 nei match al quinto set ma ha sempre vinto quando ha portato a casa i primi due set, continua a servire con grande efficacia (ha perso 4 punti con la prima nel set) mentre l’azzurro è costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista per un problema muscolare alla coscia sinistra: il 27-25 da record, evidentemente, si fa sentire. Nonostante non possa spingere al massimo col dritto, perché non riesce più a caricare il peso sulla gamba, Arnaboldi si arrampica comunque di nuovo al tiebreak. Lavora di sagacia, alza e sporca le traiettorie, cerca di far correre di più la palla per correre meno e riduce a 6 gli errori nel parziale a fronte di 12 vincenti. E’ un capolavoro di spirito combattivo, quello dell’azzurro, che si prende un meritato minibreak (3-1) con uno splendido passante stretto di rovescio e chiude 7-4 con l’inside-in di dritto anomalo al secondo set point. L’azzurro vince così il suo primo set nel main draw di uno Slam, dopo il 64 64 62 subito da Bolelli all’esordio assoluto in un major al Roland Garros dell’anno scorso.

E dopo quasi tre ore di gioco ha anche l’occasione per iniziare il quarto con il suo primo break, ma sfuma insieme a un back di rovescio troppo lungo. Il servizio comincia a tradire Duckworth, che con l’ottavo doppio fallo si ritrova sotto 0-30 per la prima volta nel set, la terza nel match, ma evita ancora il break. Alla fine saranno tre le chances non sfruttate nel set da Arnaboldi, che non concede palle break e aggancia ancora il tiebreak. Ormai è battaglia di testa e di energie nervose che fanno la differenza quando i muscoli tirano e si allunga la distanza fra pensiero e azione. E’ il terreno dell’azzurro, che piazza un’accelerazione di rovescio in cross delle sue, a tutto braccio, e un dritto dal centro a campo aperto, e sale 5-2 e servizio. I due minibreak di fila cambiano gli orizzonti del match, Arna trova risorse per chiudere la volée alta a campo aperto e definire il 7-2 con un topspin velenoso che forza l’australiano all’errore.

Il canturino inizia il primo quinto set in carriera come meglio non potrebbe: break a zero e corsa in testa. Tradotto, vuol dire un parziale di 14 punti di fila dall’1-2 nel tiebreak del quarto. Duckworth esce dalla partita, firma la resa con il nono doppio fallo e un dritto lungo di mezzo metro. Il 55mo gratuito del match consegna all’azzurro il secondo break di vantaggio. E’ bravo e un po’ fortunato, Arnaboldi, a non restituirne subito uno (il nastro corregge il suo passante centrale e impedisce all’australiano di coordinarsi per la volée), ma in fondo la fortuna bisogna anche sapersela meritare. E oggi Arna se l’è proprio meritata.


2 Commenti per “ROLAND GARROS: ARNABOLDI, IL SOGNO CONTINUA”


  1. Christian Marchetti ha detto:

    Un refuso può sempre capitare. E il refuso si può correggere, come si può correggere il tono perentorio, non molto garbato, di alcuni commenti. Cara Tiziana, grazie per la segnalazione.

  2. tiziana ha detto:

    Arnaboldi al secondo turno affronterà Cilic e non Janowicz. Correggete la gaffe.


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