ROLAND GARROS, E’ UNA SCHIAVONE DA BATTAGLIA

Primo turno a Parigi. Per Francesca è dura avere la meglio sulla Wang, ma alla fine conquista tutti. E ora la Kuznetsova...
martedì, 26 Maggio 2015

TENNIS – C’è una ragazzina di 23 anni che corre e lotta come una pazza. E c’è un’altra ragazzina, questa di 35 anni, mefistofelica nei modi, nella sua rabbia, nel non concedere sconti. Una giovinetta che al primo turno del Roland Garros, lo stesso torneo che vinse nel 2010 e perse in finale nel 2011, vince 3-6, 6-3, 6-4 in due ore e nove minuti. La ragazzina di 23 anni si chiama Qiang Wang (numero 107 del mondo) e viene dalla Cina, quella di 35 Francesca Schiavone e oggi ha dato una risposta ulteriore a quanti le fanno pesare il dato anagrafico.

Avvio durissimo comunque per Francesca, che va subito sotto 3-0. L’azzurra non ci sta, reagisce, si fa più aggressiva e risponde ottenendo dieci punti di fila, strappando pertanto il servizio a zero per il momentaneo 1-3 e riavvicinandosi sul 2-3. Ma la cinese sembra essere ovunque: precisa e ordinata non si smarrisce, mantiene anzi quel break di vantaggio fin sul 5-3 e servizio Schiavone. Nuovo break ed è 6-3.

Si fa ancor più incisiva la milanese nel secondo set. La Wang è costretta a fare gli straordinari in difesa, cedendo però anzitutto il servizio all’inizio della frazione. La leonessa fiuta la preda e passa in controllo del match, ottenendo un altro break sul 3-1. Finale convulso: Francesca serve per pareggiare la partita, sul 5-2, e la cinese la beffa, salvo poi sciupare tutto nel game seguente. Per la Schiavone è comunque meritato il 6-3.

Combattiva e dinamica, nonostante tutto, la cinese. Contro di lei Francesca le prova tutte, cerca costantemente la profondità, ma lei risponde spesso in maniera sorprendente e limitando al massimo gli errori. Lotta punto su punto, mostra spesso (o troppo?) il pugnetto della vincitrice. Strappa sull’1-1 il servizio all’italiana, imprecisa e nervosa. “Gliele regalo io!”, urla in un momento di rabbia. E  quell’urlo sembra essere la chiamata alla battaglia. La brutalità e soprattutto quello schiaffo di dritto che tira al termine del game con cui porta in parità il conto dei break sono tutto entusiasmo: 3-3 e tutto da rifare. Durissimo il game a servizio che porta l’azzurra sul 5-4, ma indicativo della grande fame della Schiavone. Il break finale, quello del “gioco, partita e incontro”, è la firma di una campionessa. Fatica? Certo, ma abbiamo imparato ad amarla proprio per le sue mille battaglie. Nel 2010 e oggi…

Il pugnetto della Wang, l’insopportabile pugnetto della Wang, è battuto da Francesca Schiavone. Che al secondo turno è attesa da Svetlana Kuznetsova. A proposito di ragazzine terribili.


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