ROLAND GARROS: LE PAGELLE DEL TORNEO MASCHILE

Tennis - Rafael Nadal scrive il suo nome in un altro pezzo di storia del tennis. Andiamo ad analizzare le prestazioni dei migliori giocatori attraverso le pagelle di questo Roland Garros.
lunedì, 10 Giugno 2013

Tennis. Cala il sipario sulla modesta 112esima edizione del Roland Garros, che ha consacrato, ancora una volta, Rafael Nadal, come migliore tennista della storia sulla terra battuta. Come sempre, al termine di una prova del Grande Slam, diamo i voti ai protagonisti delle due settimane appena concluse.

RAFAEL NADAL, 9: Il maiorchino chiude una stagione sulla terra battuta coi fiocchi che nessuno, dopo l’infortunio al ginocchio, avrebbe mai previsto. A parte la sconfitta con Djokovic a Montecarlo, Rafa ha dominato sulla sua superficie preferita concludendo con la proverbiale ciliegina sulla torta del suo ottavo Roland Garros. Il “toro” di Manacor è diventato un po’ un diesel, che concede ai primi turni ma che diventa sempre più spietato a mano a mano che progredisce nei tornei. Il suo capolavoro, soprattutto per quanto riguarda la forza mentale, l’ha fatto contro il suo vero unico avversario in questo momento, un Novak Djokovic che se l’è giocata alla grande in quella che è stata la vera finale del torneo. Rafa è diventato capace di battere Nole sul suo punto di forza, la solidità mentale.

DAVID FERRER, 8: A mettere in dubbio Ferrer ci vuole ormai coraggio. Il suo tennis non sarà per palati fini, eppure lui è quello che sta appena sotto ai più grandi e non si fa mai sfuggire un’occasione per ribadirlo. C’è da dire che il suo lato di tabellone gli ha evitato scontri durissimi, ma in semifinale ha annullato uno Tsonga che fino a quel momento aveva giocato in modo impeccabile. In finale nulla può contro l’evidente superiorità di Nadal, ma la finale al Roland Garros è l’ennesimo premio per una carriera coi fiocchi, seppur da comprimario.

NOVAK DJOKOVIC, 7,5: E’ l’unico che in questo momento può impensierire Nadal, non c’è discussione. La semifinale contro lo spagnolo è stata una partita altalenante, fatta di straordinaria capacità e di debolezze inedite: spesso troppo temerario (ha giocato fuori dal campo più del solito), ha avuto serie difficoltà soprattutto nel gioco di volo (lo smash in particolare, non è degno del miglior tennista al mondo). Culmine di tutto è l’evento che probabilmente ha spostato l’equilibrio della partita, quella invasione ai limiti del fantozziano che uno dalla sua solidità mentale avrebbe potuto gestire con più freddezza. Resta il fatto che 75 gratuiti in una semifinale di Slam per lui sono davvero troppi. Nonostante la vittoria a Montecarlo, Nole perde punti ovunque sulla terra. Staremo a vedere se le sue debolezze (viste a Madrid, Roma e Parigi) sono solo passeggere. Evitare di lamentarsi della superficie dopo la sconfitta sarebbe stato senz’altro più elegante per il numero uno del mondo.

JO-WILFRIED TSONGA, 7: Fino alla semifinale è stato un rullo compressore. Ha dimostrato solidità, confidenza nonostante i suoi limiti che conosciamo. Il crollo però è arrivato contro Ferrer, match in cui si è lasciato schiacciare senza appello pur potendosela giocare. I suoi noti limiti mentali sono drammaticamente usciti fuori all’improvviso, insieme al suo rovescio che è di livello troppo inferiore rispetto al reale valore di Jo il quale, alla fine della fiera, è sempre il solito, immutabile giocatore incompleto.

ROGER FEDERER, 6: Continua l’”annus horribilis” di Roger. Il suo Roland Garros è una specie di fotocopia degli Internazionali: partenza col botto, sicurezza, scioltezza e poi l’arrivo delle prime difficoltà e il crollo. Con Simon deve arrivare al quinto recuperando da 1-2, quella con Tsonga è un’altra prestazione in cui lo troviamo irriconoscibile, spento, affaticato. Esce in tre set dopo un match da dimenticare. Sulle ragioni di queste difficoltà Roger tace: si dice abbia problemi di schiena, ma lui non conferma e non nega. E’ triste doverlo dire, ma nell’aria c’è un forte clima da ultima spiaggia per quanto riguarda Wimbledon. Speriamo non sia così: Forza, Roger.

TOMMY HAAS, 8: Il giocatore tedesco sta avendo il giusto riscatto per una carriera troppo sfortunata, mostrando il suo vero valore con un tennis fatto di classe e cuore. Esce vincitore da un’epica battaglia con Isner, batte agevolmente Youzhny e poi si infrange contro Djokovic, mettendocela tutta. Vederlo giocare è sempre un piacere, raro in questo periodo buio.

TOMMY ROBREDO, 8: Da giocatore scomparso dal circuito per via di un brutto infortunio, ridottosi a giocare i Challenger, entra nella storia come unico tennista ad aver vinto tre match consecutivi recuperando da 0-2 in uno Slam. Tanto cuore per un ragazzo che avevamo quasi dimenticato. Si infrange ai quarti contro la solidità di Ferrer, che gli lascia solo quattro game.

STANISLAS WAWRINKA e RICHARD GASQUET, 7,5: Il 2013 dello svizzero è da incorniciare, così come il suo ritorno nella top ten. Insieme al francese danno vita a quello che è tecnicamente l’incontro più bello di tutto il Roland Garros. Le statistiche parlano chiaro: 92 vincenti per Wawrinka, 57 per Gasquet, uno spettacolo oscurato solo dalla semifinale tra Djokovic e Nadal. Gli appassionati del rovescio ad una mano (voto 10, con otto dei migliori 16 del torneo, che giocano in questo modo il rovescio) hanno goduto come non accadeva da tempo.

GLI ITALIANI: Si spengono subito al primo turno le velleità di Bolelli e Lorenzi. Escono al terzo turno Seppi, menomato da uno stato di salute precario, che perde in tre set (con un 6-0) da Almagro e Fognini che fino ad un certo punto se la gioca bene con Nadal. Poi il ligure diventa come sempre vittima dei suoi fantasmi.


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