ROLAND GARROS, RAMOS DA FAVOLA: AI QUARTI CON WAWRINKA

Albert Ramos centra per la prima volta i quarti in uno Slam. Domina Raonic, seconda vittoria in carriera contro un top-10, e sfiderà Wawrinka. Murray ai quarti per la 20ma volta negli ultimi 21 Slam giocati.
domenica, 29 Maggio 2016

TENNIS – C’è il mancino spagnolo che non ti aspetti ai quarti del Roland Garros. Albert Ramos, che in uno Slam non aveva mai passato nemmeno il terzo turno, gioca la partita perfetta. Stende Raonic in tre set, celebra la seconda vittoria contro un top-10 e quella che, nei fatti, è il suo miglior match in carriera. Certo, in termini di classifica il canadese non è Federer, che aveva eliminato l’anno scorso a Shanghai. Ma l’impresa di Parigi, dove non passava un turno dal 2011, non ha eguali. Ha comandato sempre la partita, eppure è riuscito a contenere solo a 13 i gratuiti.

La presenza al suo angolo di McEnroe non sposta la strategia del canadese, che a inizio secondo set si butta qualche volta di più a rete ma non riesce quasi mai a leggere e contrastare le prime esterne da sinistra dello spagnolo, che si apre il campo e chiude col dritto vincente la palla break su cui praticamente si decide il secondo set. Il terzo regala un brivido solo, anzi due, i due match point che lo spagnolo manca. Ma è un attimo. Ramos, che si prende anche la soddisfazione più effimera di vincere il punto più bello dell’incontro sul 4-4 nel terzo, ha bisogno di due smash per liberare una gioia che sa di liberazione. Un sogno così, probabilmente, non ritornerà mai più.

Ai quarti il livello sale ancora. E i numeri non sono poi così incoraggianti. Ramos, il primo non testa di serie ai quarti al Roland Garros dal 2011 (Fognini e Chela) dovrà sfidare Wawrinka, che l’ha battuto sei volte su sei. Lo svizzero, che l’anno scorso è diventato il primo a conquistare il Roland Garros tanto da junior quanto da pro dai tempi di Mats Wilander nel 1988, ha impiegato quasi tre ore per spegnere 76 67 63 62 la resistenza di Troicki. Quest’anno lo svizzero prova a diventare l’ottavo a difendere il titolo a Parigi, ma ha già corso non pochi rischi. Contro Rosol, al debutto, ha portato a 23-19 il bilancio al quinto e ha evitato di diventare il primo campione del Roland Garros a uscire all’esordio l’anno successivo nell’era Open, il primo dal 1957 quando Lew Hoad dopo due bye ai primi due turni fu sconfitto al terzo. Dal 2009, dall’exploit di Soderling che cancellò l’imbattibilità parigina di Nadal, il campione in carica alla Porte d’Auteuil non perde prima dei quarti di finale.

Troicki, sconfitto per la quinta volta su cinque dallo svizzero e per la ventesima di fila da un top-3, ha contrastato Stan the Man solo per due set. Allunga il primo al tiebreak, ma incassa subito la risposta vincente di rovescio di Wawrinka, che dimostra ancora una volta di saper tirare vincenti anche da molti metri dietro la riga di fondo, l’aspetto che più di tutti mette in crisi Djokovic. Ha bisogno di otto set point, però, prima di completare il 7-5 al jeu decisif con una gran prima a uscire. Nel secondo, il serbo risale, allunga 5-2 ma si fa riprendere, sale ancora 6-3 al tiebreak prima di subire il nuovo aggancio dello svizzero che però sbaglia troppo e consente a Troicki di chiudere 9-7 e ritrovare fiducia. L’effetto però svanisce presto. Stan stampa un’altra risposta vincente di rovescio delle sue, si prende il break del 3-1 e al cambio campo successivo Troicki deve chiedere l’intervento del fisioterapista per un problema alla coscia destra.

A questo punto, Wawrinka si trasforma in show man e si mette a palleggiare con un ball boy. La partita, praticamente, finisce qui. Il serbo non ha più energie, e l’ultimo set e mezzo è solo l’appendice verso un finale già scritto.

Andy Murray domina John Isner e diventa il miglior britannico di sempre al Roland Garros. Lo scozzese raggiunge i quarti di finale per la sesta volta a Parigi (superato Fred Perry a quota 5), per la ventesima negli ultimi 21 Slam giocati dallo Us Open del 2010. Murray, comunque molto frustrato con se stesso nel terzo set domina 76 64 63 John Isner, con tanto di ace per cancellare la palla break nell’ultimo game del match e sul match point. Isner, che ha mancato tre set point nel tiebreak maratona finito 11-9, ha perso per la sesta volta di fila (sette con la sfida di Hopman Cup del 2011) contro Murray. Diventa così il settimo giocatore che Murray abbia battuto almeno sei volte senza mai perdere dopo Feliciano Lopez (10-0), Ivo Karlovic (7-0), Jurgen Melzer (7-0), Joao Sousa (7-0), Viktor Troicki (7-0) e Paul-Henri Mathieu (6-0). Murray allunga così a otto la serie di vittorie di fila sulla terra rossa: dovesse arrivare in finale, eguaglierebbe la sua miglior striscia di successi di sempre sul rosso, i dieci dell’anno scorso tra Monaco e Madrid. Dovesse poi conquistare il titolo, lo scozzese diventerebbe il secondo nell’era Open dopo Gaston Gaudio nel 2004 a trionfare a Parigi dopo essere stato costretto al quinto set nei primi due turni.

Murray affronterà Richard Gasquet che nel 21mo ottavo Slam della sua carriera supera finalmente il tabù Roland Garros. Il francese riesce a centrare i quarti di finale per la prima volta in carriera dopo 13 tentativi a Parigi, più di ogni altro quartofinalista (Haas ci era riuscito al dodicesimo anno). Fresco, centrato, lucido, ha ubriacato Nishikori a suon di rovesci vincenti. Ha chiuso 64 62 46 62, vincendo così per la seconda volta un ottavo Slam contro un avversario meglio classificato dopo il successo su Berdych l’anno scorso a Flushing Meadows. Il francese è sembrato trasformato dopo l’interruzione per pioggia sul 4-2 Nishikori nel primo set. “Penso che sia stato cruciale per me fermarmi in quel punto del primo set” ha detto. “Non stavo giocando affatto bene, lontano dalla linea di fondo e con colpi troppo deboli. Dopo la sospensione ho cambiato in meglio il gioco e sicuramente la vittoria del primo set mi ha dato una iniezione di fiducia. Nel secondo, se possibile, è andata ancora meglio con la folla che esultava assieme a me, è stato un momento favoloso”.


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