ROLAND GARROS. TEMPO DI BILANCI PER GLI ITALIANI

Un torneo sicuramente da non buttare quello dei nostri portacolori, ma che avrebbe potuto riservare maggiori soddisfazioni a tutti i rappresentanti della spedizione in terra di Francia. Positivi Sara Errani e Andreas Seppi, negativi Fabio Fognini e Flavia Pennetta.
venerdì, 6 Giugno 2014

Tennis – Con l’uscita di Sara Errani per mano di Andrea Petkovic nei quarti di finale del Roland Garros la squadra azzurra inviata a Parigi e in cerca di gloria in questo secondo slam della stagione è rientrata alla base. La stagione sulla terra si chiuderà domenica, ma per i nostri portacolori con la racchetta è tempo di bilanci, soprattutto per quanto riguarda il Roland Garros 2014. Vediamo quali sono state le note positive della spedizione italiana in terra di Francia e quali le note stonate.

Sara Errani si è dimostrata ancora una volta la tennista italiana più in forma e con maggiori ambizioni sulla terra battuta. L’emiliana ha giocato un torneo di alto livello, soffrendo al primo turno contro Madison Keys, forse anche per i sintomi dell’infortunio patito al Foro Italico e riuscendo poi a superare Dinah Pfitzenmaier, Julia Glushko e Jelena Jankovic. Ai quarti di finale, contro Andrea Petkovic, è sembrata scarica, frustrata da un match rimandato più di una volta e giocato in condizioni meteo non ottimali. La tedesca si è abbattuta sulla nostra tennista con tutta la foga possibile e ha ottenuto il pass per le semifinali, ma Sarita sembrava un clone della lottatrice arrivata in finale a Roma quest’anno e a Parigi nel 2012, poco lucida tatticamente e notevolmente esposta alle risposte piatte e potenti della sua avversaria durante i propri turni di servizio. Il suo torneo si è chiuso con la beffa di non essere riuscita a difendere i punti conquistati qui lo scorso anno e quindi la perdita di qualche posizione in classifica potrebbe anche essere scontata. Rimane comunque l’impressione che Sara Errani sia uscita dal torneo senza potersi esprimere al meglio, soprattutto nell’ultimo match giocato. Il suo bilancio è sicuramente positivo, forse sono i suoi tifosi e gli appassionati ad aspettarsi sempre tanto dalla piccola, grande bolognese.

Il torneo di Flavia Pennetta potrebbe essere riassunto facilmente con un’espressione tra le più scontate: “Occasione sprecata”. Esatto, perché quando ti trovi un set in vantaggio e 3-0 nel secondo parziale contro Johanna Larsson, giocatrice di tutto rispetto ma pur sempre numero 99 del mondo e riesci a perdere la partita, devi avere qualcosa da rimpiangere. E se poi la stessa Larsson si spinge fino ai quarti di finale, dove viene regolata da Eugenie Bouchard, ecco che il tuo torneo diventa veramente un’occasione sprecata. Dispiace dirlo, ma per una che brama di tornare nella top ten queste avversarie vanno divorate. La brindisina è stata comunque onesta con con tifosi e giornalisti a fine match, quando ha ammesso di non cercare scuse per una partita buttata via. È uscita quindi a testa alta dal torneo, ma francamente è uscita troppo presto.

Un bilancio che non può essere positivo, purtroppo, per Francesca Schiavone e Roberta Vinci. Dalla milanese, proprio qui a Parigi, ci si aspetta sempre il massimo. Ma lei non sembra più riuscire nemmeno ad avvicinarsi alle imprese del 2010 (vittoria del titolo) e 2011 (sconfitta in finale). La sua prestazione contro Alja Tomlianovic si è consumata in quindici minuti abbondanti con il break nel quarto gioco e il conseguente 3-1 nel primo set. Ma poi la sua verve si è inesorabilmente spenta e la leonessa non è più riuscita a ritrovare il filo del discorso. Il risultato è stata una mesta sconfitta per 6-3, 6-3.

Roberta Vinci ha dovuto cedere contro la padrona di casa Pauline Parmentier. Anche la sua eliminazione lascia molti rimpianti. La Parmentier, numero 147 Wta, non era certo avversaria proibitiva per la nostra tennista. Purtroppo per lei, la condizione fisica non era eccellente e i fastidi provati alla schiena e alla gamba ne hanno decisamente limitato le prestazioni nel terzo e decisivo set del match di primo turno. Roberta Vinci si consolerà certamente, assieme all’amica Sara Errani, giocando la semifinale del torneo di doppio femminile nel pomeriggio di sabato.

Camila Giorgi ha dimostrato ancora una volta il suo talento e ha messo in evidenza il suo grande potenziale. Le è stato fatale il secondo turno contro Svetlana Kuznetsova. La maggiore esperienza della russa ha fatto la differenza nel match, ma della Giorgi rimane impressa l’ottima prestazione fornita nel primo turno dello slam parigino. Le aspettative sulla carriera della tennista di Macerata diventano sempre maggiori. Sta a lei rimanere con i piedi per terra e lavorare ancora sul suo talento al fine di regalare e regalarsi ulteriori soddisfazioni.

Veniamo ora agli uomini. Una lancia va spezzata in favore di Andreas Seppi, che ha giocato un torneo di buon livello perdendo contro quel David Ferrer già finalista qui a Parigi. Tuttavia, le sue vittorie al primo e secondo turno rispettivamente, contro Santiago Giraldo e Juan Monaco, sono state convincenti perché ottenute in tre set e senza troppe difficoltà. Il tennista altoatesino non è riuscito a eguagliare il quarto turno raggiunto nel 2012, ma David Ferrer era francamente avversario troppo difficile da battere per lui.

Discorso diverso è quello che va fatto per Fabio Fognini. Il tennista genovese si è spinto abbastanza agevolmente fino al terzo turno, giocando in maniera magistrale il match di secondo turno contro Thomaz Bellucci. Tuttavia, le sue ambizioni si sono spente proprio sul più bello. Nel match successivo contro Gael Monfils, dopo aver vinto il quarto set 6-0, qualcosa si è inceppato nel delicatissimo meccanismo mentale del nostro numero 1 e il risultato è stata la maturazione di una sconfitta che sa, anche nel suo caso, di occasione sprecata. Il tabellone sarebbe stato infatti alla sua portata fino ai quarti di finale e la condizione fisica dimostrata nei primissimi turni dal tennista genovese lasciava ben sperare. Certamente il francese ha saputo infastidire Fognini nei momenti importanti della partita, ma per uno che dice da sempre di voler realizzare il sogno di vincere un Roland Garros cadere in questo tipo di tranelli è un vero peccato.

Una piccola nota positiva va data a Simone Bolelli, che è uscito bene dalle qualificazioni superando poi il primo turno nel derby italiano contro Andrea Arnaboldi. Lo scoglio David Ferrer è stato troppo difficile da superare anche per lui.

Che dire quindi del bilancio complessivo della spedizione italiana in terra parigina? Non è sicuramente facile chiudere in positivo. La sola prestazione di Sara Errani si può considerare all’altezza. Tolti poi Simone Bolelli e Andreas Seppi, che sembrano aver dato il massimo e le cui ambizioni si sono infrante contro uno dei tennisti più forti del circuito, Camila Giorgi, che ha dalla sua parte la giovane età e la poca esperienza, quel che emerge è che si sarebbe potuto fare sicuramente di più. Soprattutto Flavia Pennetta e Francesca Schiavone avrebbero potuto spingersi un po’ oltre nel torneo e con il tabellone sgombro da nomi pesanti come quello di Na Li o quello di Serena Williams interpretare persino il ruolo di outsider che hanno avuto giocatrici come Andrea Petkovic e Garbine Muguruza. 


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