DELUSIONE PENNETTA

Flavia cede al primo turno del Roland Garros alla statunitense Varvara Lepchenko in tre set: 6-3/2-6/6-3 lo score. Fuori anche la Peer; bene Kuznetsova e Jankovic

Parigi (Francia) – Inizia male il cammino della nutrita pattuglia azzurra nel singolare femminile al Roland Garros. Flavia Pennetta, ancora alla ricerca della miglior condizione, è stata sconfitta dalla statunitense d’adozione (uzbeka di nascita) Varvara Lepchenko con il punteggio di 6-3/2-6/6-3.

L’avversaria di Flavia sembra appena uscita dal pronto soccorso, tra cerotti e fasciature, ma la più sofferente delle due è proprio l’italiana, in debito di forma e quindi con troppi cattivi pensieri in testa. Il servizio non è decisamente l’arma letale di entrambe e la prima a farne le spese è la Pennetta, che se lo fa strappare al secondo gioco con un dritto lungo linea mancino che lascia di stucco l’azzurra. Alcune buone risposte rimettono subito in linea di galleggiamento Flavia che ottiene il contro-break a zero e subito dopo pareggia sul 2-2.

Varvara da ferma è molto pericolosa ma l’italiana non è sempre in grado di farla muovere. Nel sesto game la Pennetta si caccia nuovamente nei guai con un doppio fallo e un dritto in corridoio che portano l’americana sul 4-2 ma, per la regola dei due giochi ciascuno, Flavia torna sotto e accorcia sul 3-4 alla quarta palla-break (dopo che si era trovata 0-40 ed era stata respinta da un paio di errori e un buon servizio a uscire della mancina). Al rientro in campo però, l’azzurra cede di nuovo la battuta con tanto di doppio fallo (3-5) e nemmeno le due possibilità di rientrare nel game successivo la premiano; prima Varvara mette a segno un complicato schiaffo al volo, poi la Pennetta spedisce di poco a lato un dritto incrociato. Raggiunta la parità, Lepchenko si affida alla palla corta per salire al set-point, subito capitalizzato dalla statunitense: 6-4 e Flavia che non nasconde smorfie di disappunto.

La situazione non cambia in avvio di secondo set e Flavia subisce il quarto break su cinque servizi ma la pugliese ritrova lampi d’orgoglio e riesce ad invertire la rotta. Un dritto largo di centimetri penalizza la Lepchenko sulla palla-break e Flavia pareggia (1-1) prima di servire finalmente meglio e tenere la battuta senza troppa fatica. La svolta della frazione centrale arriva dai turni di battuta dell’americana; nel quarto game Varvara si fa riprendere dal 40-15 e deve annullare una palla-break con un bel dritto in corsa prima di andare 2-2. Due giochi più tardi però il giochino non si ripete e stavolta la Lepchenko, ancora avanti 40-15, paga a caro prezzo gli sprechi e la risposta incrociata di rovescio di Flavia vale il 4-2. Lepchenko accusa il colpo e infarcisce di errori i due game successivi, lasciando campo libero all’italiana che si guadagna il quarto set-point con un bel passante di dritto e può sfogare la sua rabbia a lungo repressa dopo l’errore dell’avversaria che le consegna il 6-2.

Il terzo set prosegue senza strappi nei primi cinque giochi, nonostante Flavia sia costretta ad annullare due palle-break nel terzo gioco. Flavia sale 2-1 venendo a prendersi il punto a rete ma spreca un’occasione clamorosa nel sesto gioco quando, in vantaggio 3-2 e 30-40, mette fuori a campo aperto una palla corta troppo alta della statunitense. Dal possibile 4-2 al 3-3 c’è tutta la differenza del mondo e infatti Flavia paga psicologicamente facendosi strappare il servizio con controno di doppi falli. Lepchenko si porta 5-3 non senza fatica ma il nono gioco diventa uno stillicidio di emozioni, con l’italiana che annulla due match-point con altrettanti splendidi dritti, un terzo spingendo di nuovo un dritto e un quarto con una stop-volley ma sul quinto commette doppio fallo e saluta Parigi.

Sarà così la Lepchenko a sfidare al secondo turno la connazionale Bethanie Mattek-Sands, capace di risalire la corrente e battere al terzo la spagnola Parra Santonja per 2-6/7-6/6-2. Al secondo turno anche la tedesca Mona Barthel (6-1/7-5 a Sybille Bammer).

Shahar Peer (numero 19) è stata la prima testa di serie del singolare femminile a lasciare il Roland Garros. Nel campo 2, l’israeliana è rimasta vittima sia delle variazioni di Maria Josè Martinez Sanchez che del proprio rovescio, troppo falloso. Sul risultato finale (7-6/6-1) ha pesato l’esito del primo set, quantomai incerto e predisposto ai capovolgimenti di fronte. La spagnola ha ottenuto il break alla terza opportunità nel secondo gioco (2-0) ed è riuscita a conservare il vantaggio fino al 4-1. Nel sesto game, la vincitrice di Roma 2010 avrebbe potuto chiudere virtualmente la frazione ma non è riuscita a capitalizzare nemmeno una delle cinque palle-break; Peer ha ringraziato e, naturalmente, nel gioco seguente si è attenuta alla legge non scritta del “break mancato, break subito” per portarsi 3-4. Shahar non ha avuto nemmeno il tempo di gioire perché, dopo il cambio di campo, ha di nuovo consegnato il servizio all’iberica con un rovescio in rete (3-5). Proprio mentre il set pareva avviato alla conclusione, la Peer si è fatta più aggressiva e ha ribaltato il fronte infilando tre giochi consecutivi (di cui due sulla battuta della spagnola) e andando a servire per chiudere la frazione di partenza. Qui la Martinez Sanchez si è trascinata al tie-break grazie a una palla corta su cui la Peer ha messo fuori il passante e al solito rovescio negativo della rivale di giornata (6-6). Il tie-break ha decisamente voltato le spalle al servizio: dieci degli undici punti disputati sono stati mini-break e di conseguenza è risultato decisivo il temporaneo punto del 3-1 che la spagnola ha fatto suo con un pregevole serve-and-volley. Alla fine la Martinez Sanchez ha chiuso 7-4 con due rovesci in corridoio dell’avversaria e la Peer ha virtualmente alzato bandiera bianca. Nel secondo set c’è stato subito il break iberico e da lì Maria Josè è volata al secondo turno con un perentorio 6-1.

In precedenza, la costante ricerca del vincente aveva premiato la giovane canadese Rebecca Marino nei confronti dell’ucraina Kateryna Bondarenko, battuta con un doppio 6-3 dall’alto di 23 vincenti (contro appena 5 dell’avversaria) e soli 13 errori non forzati. Restando in famiglia, Alona Bondarenko aveva un compito estremamente difficile contro Jelena Jankovic. La serba (numero 10) ha ottenuto il primo break nel sesto gioco del set iniziale e da quel momento è sempre rimasta in controllo della sfida. Buone le percentuali al servizio di Jelena (il 93% con la prima, nonostante 4 doppi falli) che ha vinto 6-3/6-1 in 65 minuti. Ne ha impiegati invece nove in meno la mancina Lucie Safarova, possibile mina vagante del torneo, per sbarazzarsi con un duplice 6-1 della belga Kirsten Flipkens.

Altra giocatrice accreditata, la tedesca Julia Goerges non ha brillato nel match che ha chiuso il programma sul Chatrier. La 17esima testa di serie ha dominato la francese Mathilde Johansson nel primo set (6-1) per poi smarrirsi in avvio del secondo e rischiare oltre il lecito. La francese è stata avanti 3-1 e ha avuto la palla per il doppio break ma a quel punto si è bloccata e ha ceduto i successivi tre turni di servizio, vanificando anche il break conquistato sul 3-5. La Johansson ha commesso due doppi falli consecutivi nell’ottavo gioco e addirittura tre nel decimo, con l’ultima battuta che è finita lunga di metri: 6-1/6-4 per la Goerges,  che al secondo turno dovrà vedersela con la Safarova, brutto cliente. Ci ha provato Jelena Dokic ma il miglior tennis dell’australiana è durato un set, il primo vinto 6-4, poi è scivolata fuori dalla partita e Vera Dushevina l’ha battuta 6-3/6-2 negli altri due. Non c’è stata partita invece sul campo 7, dove la giovane slovena Polona Hercog ha travolto 6-0/6-1 la wild-card transalpina Olivia Sanchez.

C’era curiosità per la prestazione di una delle uniche tre giocatrici in tabellone che hanno già vinto questo torneo (le altre sono Ivanovic e Schiavone), vale a dire Svetlana Kuznetsova. Reduce da risultati piuttosto deludenti sulla terra, Sveta era opposta alla slovacca Magdalena Rybarikova, capace una settimana fa di battere in finale Petra Kvitova e aggiudicarsi il ricco futures di Praga. Ebbene, la russa ha fugato, per ora, ogni dubbio vincendo 6-2/6-3 con l’80% di realizzazione con la prima di servizio e un solo break subito. Per la testa di serie numero 13 un buon test, che vale anche come avviso ai naviganti. Un’altra russa testa di serie (14) ha superato il primo esame: si tratta di Anastasia Pavlyuchenkova, che si è imposta alla kazaka Yaroslava Shvedova con lo score di 7-5/6-3.

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