SAFIN: “SAPEVO DI NON POTER BATTERE FEDERER, NADAL E DJOKOVIC”

La consapevolezza di non poter battere Federer, Nadal e Djokovic ha inciso sulla decisione di Safin di ritirarsi a 29 anni
domenica, 29 Novembre 2020

Tennis. Marat Safin può essere sicuramente annoverato tra i più grandi talenti dell’era moderna, anche se il russo non è riuscito a sfruttare a pieno il suo enorme potenziale.

In un’intervista concessa a gotennis.ru, l’ex numero 1 del mondo ha parlato del suo ritiro dal tennis (arrivato nel 2009 a soli 29 anni).

“In questo sport, o sei tra i primi cinque o non sei da nessuna parte. Non volevo continuare a giocare a tennis da numero 11, 12 o 20 al mondo. 

Giocare con tennisti più giovani, stancarti e correre con un ginocchio molto dolorante è solo screditare sé stessi. Ho sempre pensato che fosse meglio smettere di fare sport prima che lo sport ti abbandonasse.

Se il ginocchio non mi avesse dato così tanto fastidio, avrei potuto giocare ancora un paio d’anni, ma non è stato così. Ero già stanco di questo mondo. Mi sono annoiato, bruciato e dopo diversi anni posso dire di aver vinto il tennis.

Non avevo alcuna motivazione e ho iniziato a perdere con tennisti sconosciuti. Se non puoi più battere giocatori come Federer, Nadal o Djokovic, allora cosa ci fai lì?“.

“In generale, molte persone non capiscono cosa siano gli sport professionistici. 

Il tennis ai massimi livelli non consiste solo nell’imparare a colpire la palla, ma ciò che conta è quanto tempo puoi resistere in una situazione stressante“ – ha aggiunto.

Safin ha voluto dare qualche consiglio al connazionale Rublev: “Novak, vincendo meno tornei, ha concluso l’anno da numero 1 al mondo. Rublev ha bisogno di cambiare e saper giocare meglio nei tornei più importanti.

È un bravo tennista che sa competere e battere i migliori, ma bisogna vederlo gareggiare in semifinale o in finale degli Slam.

Lui sa di cosa sto parlando. Preso ci vedremo e gli dirò tutto, siamo costantemente in contatto. Un’altra cosa da aggiungere è che Andrey ha bisogno di imparare a non crollare in situazioni difficili“.


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