LA RINASCITA DI DINARA

La Safina, precipitata al numero 108 del ranking Wta, elimina la Stosur e accede agli ottavi ad Indian Wells. Avanti anche la connazionale Petrova e la cinese Shuai Peng.
martedì, 15 Marzo 2011

Indian Wells – E se fosse davvero giunta l’ora del riscatto? Dinara Safina lo spera vivamente. Lei, che svettava su tutte nel ranking Wta per gran parte del 2009 (dal 20 aprile all’1 novembre, salvo due settimane di retrocessione al numero 2). Lei, che proprio in quei mesi patì più di qualunque altra le critiche piovutele addosso perché “rea” di essere una numero 1 senza la stigmate di uno Slam, sebbene non fosse stata l’unica (Jankovic docet). Snobbata da colleghe e addetti ai lavori, Dinara non ha mai potuto godere a pieno di quella posizione privilegiata (che pure si era conquistata con tenacia e dedizione) dimostrando di non reggere lo status di favorita ma perdente. Sprofondata alla posizione numero 100 dopo un 2010 da incubo (inclusi infortuni a go-go), la moscovita ha iniziato male anche in questo primo scorcio di stagione collezionando 4 sconfitte e 1 vittoria (a Kuala Lumpur contro la modesta Han). Ma in California il vento è cambiato, o almeno sembra.

Fuoco di paglia. Dunque, a Indian Wells Dinara è arrivata a corto di fiducia e risultati ma con una novità: da febbraio, infatti, la sorellona di Marat ha deciso di affidarsi al neo-coach Davide Sanguinetti. E, chiamala coincidenza o quello che vuoi, la russa ha nettamente cambiato il suo ruolino di marcia pareggiando il bilancio stagionale vittorie-sconfitte (4-4) sin qui disastroso (1-4). Si, perché in California la Safina ha calato tre successi consecutivi (non le accadeva da un anno) contro Parra Santonja, Hantuchova e Stosur. Tutte e tre regolate in due set. L’ultima vittima della moscovita è stata la numero 4 del mondo che, nella notte italiana, è stata sconfitta con il punteggio di 7-6 6-4 in poco meno di due ore di gioco. Attenzione, però, non sono tutte rose e fiori per la Safina. I problemi al servizio permangono (oggi 16 doppi falli); di nuovo, però, c’è una ritrovata efficacia dei colpi da fondo e una riacquistata fiducia e convinzione nei propri mezzi. Ecco la Safina a fine match: “Sono felice. Si, ho avuto parecchi problemi al servizio ma ho tenuto duro di testa e questo è quello che conta. Finalmente ho ritrovato il sorriso dopo un match, è una bella sensazione“. Poi svela una sua debolezza, palesando che i fantasmi non sono ancora del tutto svaniti: “Nel 2008 giocavo sciolta e spensierata. Oggi ci penso cinque volte prima di colpire una palla, è quella la differenza“. Al prossimo turno per lei ci sarà Maria Sharapova, contro la quale vanta tre vittorie e tre sconfitte: “Anche lei – ha dichiarato la Safina – è precipitata parecchio in classifica (n.90, ndr) a causa di un infortunio. Sarà dura batterla ma farò del mio meglio“.

Nadia e Shuai. La Russia continua a portare avanti elementi della sua armata. La quarta “matrioska” a centrare gli ottavi di finale è Nadia Petrova che ha eliminato la wild card americana Christina McHale: la numero 18 del seeding si è imposta con il punteggio di 3-6 6-4 6-2 in due ore e quattro minuti di incontro. Negli ottavi la Petrova troverà la cinese Shuai Peng, numero 36 Wta, che ha superato la qualificata ceca Lucie Hradecka dopo una battaglia durata due ore e conclusasi con il punteggio di 6-3 4-6 7-5.



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