SAMPRAS: “LA MIA GENERAZIONE VIVEVA DI SERVE AND VOLLEY”

Pistol Pete, intervistato dal Times of India, parla del tennis attuale: “Nessuno gioca dentro al campo”. Il 14 volte vincitore di Slam ha parole dolci per Federer, ma non sembra ottimista sul futuro del tennis statunitense. John McEnroe non sarà d’accordo con lui.
martedì, 9 Dicembre 2014

Tennis – Non tutti hanno potuto apprezzare le gesta di Pete Sampras. Non tutti possono apprezzare ogni giorno quelle di Roger FeDerer né le potranno apprezzare all’infinito. Ma in India sembra ormai tutto possibile e la Iptl è riuscita a organizzare un match tra due dei tennisti più forti della storia inchiodando i tifosi sulle sedie per una partita da 31 titoli slam.

Non tutti gli sportivi godono dello status di icona o leggenda globale, ma Pistol Pete è uno di quelli che può vantarsi di una posizione di cotal prestigio. Il suo arrivo in India per la sua prima esibizione nel subcontinente è stata accompagnata da un’attesa febbrile e da un tifo sfrenato. Lo stesso Sampras, lusingato da tanta passione, ha dichiarato al Times of India: “Ho viaggiato in tutto il mondo e ho sempre avuto la sensazione che in India un sacco di persone amano il tennis. Sono felice di vedere tanto entusiasmo e tanta simpatia. Potrei essere a Los Angeles o in Germania. Gli indiani sarebbero sempre competenti in materia di tenns. E ora che sono qui spero di tornarci presto. L’India sembra una grande città del tennis”.

Non è dato sapere quanto ci sia di circostanziale in queste affermazioni. Sta di fatto che non è facile trovare tennisti che in qualche modo  – e in questo periodo della stagione – siano scontenti di un torneo che garantisce loro visibilità, divertimento e soprattutto quattrini. Lo stesso Pete Sampras non può essere esente al fascino dei soldi con qui l’organizzazione della Iptl è riuscita a convincere fior di giocatori ed ex campioni a fare questa trasferta nella federazione indiana.

Ma il 14 volte vincitore di Slam non si tira indietro quando si tratta di parlare del momento attuale del tennis e dell’evoluzione del gioco rispetto a quando sui campi c’era lui: “La mia generazione viveva di serve and volley, ma non mancava neanche la varietà. Un giorno giocavo con Boris Becker e il giorno dopo con Andrè Agassi. Adesso tutti giocano da dietro la linea di fondo e nessuno ha la capacità di entrare dentro al campo”.

Il 43enne si sofferma poi sul futuro dello sport e dello stile del gioco: “I bambini che crescono ora guardano Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer e vorrebbero giocare come loro. La mia generazione ha avuto come riferimento Stefan Edberg, Boris Becker e John McEnroe che giocavano con il serve and volley. E questo ci ha permesso di trovare familiarità con questo stile di gioco. Oggi sarebbe bello vedere maggior contrasto di stili di gioco”.

Un’impressione, poi, sulla stagione da poco terminata, caratterizzata, dopo molti anni, dalla vittoria di due titoli major da parte di due outsider, Stan Wawrinka (AusOpen) e Marin Cilic (UsOpen) e sulla prospettiva della fine del dominio del trio Federer, Nadal, Djokovic. La posizione di Sampras non cambia: “Sarà un anno interessante, ma io continuo a pensare che quei tre siano il meglio del raccolto. Continuo a vedere uno di quei tre dominare. Novak è la scelta più ovvia, Roger è motivato a raggiungere ancora il numero 1. La tenuta fisica di Rafa è incerta, ma se sta bene deve far parte della squadra. Dimitrov ha grande talento, ma deve imparare a vincere. Le minacce non mancano a quei tre, ma li vedrete sempre nella seconda settimana dei major, nelle semifinali e nelle finali”.

“Non è facile” – dice Sampras – “avere successo nel momento attuale del tennis. Ci vuole un buon diritto e un buon servizio, ma il gioco è molto più fisico adesso. Bisogna muoversi bene e avere un’arma affilata”. Difficile però pensare a nuovi rappresentanti del serve and volley: “Bisogna cominciare fin da giovani. Io ho cominciato a 14 anni. È uno stile che richiede tempo per coltivare gli istinti e il senso del gioco”.

La risposta offre uno stimolo per la domanda sul suo futuro e sulla possibilità di diventare coach o capitano di Coppa Davis: “Non mi vedo sempre in viaggio per il tour. Boris e gli altri sono più anziani e sono aperti a viaggiare ogni giorno. Diventare capitano di Coppa Davis non mi interessa”.

Pete Sampras esprime poi interesse per la formula della Indian Premier Tennis League: “C’è un tempo e un luogo per nuove regole e questo (la Iptl) è il momento e il posto giusto per applicarle”. Ma, come Roger Federer, non accetterebbe cambiamenti nel modo di giocare nel circuito: “Guardate la storia del tennis. Tutto è cominciato con gli Us Open e Wimbledon. Il tennis è uno sport molto tradizionale”. “Loro” – dice con il scherzando sugli organizzatori della Iptl – “non possono cambiare tutte le regole. È eccitante e divertente sperimentare nuove formule, ma quando si tratta del cuore di questo sport, le regole non sono destinate a cambiare in tempi brevi. Quello che i fan amano del tennis sono le grandi rivalità, come quella tra Rafael Nadal e Roger Federer”.

Parole dolci, poi, per il recente protagonista della vittoria della Svizzera in Coppa Davis: “È una bella persona ed è davvero bello quando mi dice ancora di essere il suo idolo. Sono felice che abbia battuto il mio record. È un uomo buono“

Infine una domanda sul tennis statunitense. Pete Sampras è stato la bandiera del dominio a stelle e strisce sul mondo. Ma il momento del tennis d’oltreoceano non sembra il migliore della storia e le prospettive non sono beneauguranti: “Io non so davvero chi potrebbe raccogliere la nostra eredità. Sicuramente non siamo più negli anni ’90. Lo sport è diventato internazionale e i giocatori arrivano da tutto il mondo. Noi non stiamo producendo ragazzi con potenziale. Ma è solo una fase”.

Non sarà d’accordo con lui un altro mostro sacro del tennis statunitense. John McEnroe punta infatti su Grigor Dimitrov come nuovo vincitore di Slam nel 2015: “Avrebbe potuto eliminare Djokovic quest’anno. L’erba di Wimbledon sembra fatta apposta per lui”. Scommette poi sulla scalata in classifica di Nick Kyrgios: “Può entrare nella top five, ha tutte le capacità per farlo”. Mentre sul tennis americano il sette volte vincitore di slam si sbilancia in favore di Stefan Kozlov (16 anni, numero 468 Atp): “Amo quel ragazzo. Il suo tennis è molto naturale, ha un buon tocco e sta lavorando duro per emergere”. Il verdetto lo darà la stagione 2015.


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