UNA NUOVA TRASCINATRICE?

Sara Errani ha raggiunto i quarti di finale di un torneo del Grande Slam per la seconda volta consecutiva, e sembra destinata a diventare presto la numero uno d'Italia. Un volto nuovo e simpatico, da prendere come esempio sia per la grinta portata in campo, che per l'atteggiamento composto e lodevole tenuto fuori
martedì, 5 Giugno 2012

Parigi (Francia). “Da quando l’ho conosciuta ha sempre superato le mie aspettative”. Quale frase migliore di questa, pronunciata da coach Pablo Lozano dopo la vittoria su Svetlana Kuznetsova, per attestare i progressi compiuti da Sara Errani negli ultimi anni? Al Roland Garros l’azzurra ha conquistato il secondo quarto di finale consecutivo in un torneo del Grande Slam, e se quello raggiunto in Australia fu una sorpresa, questo rappresenta un’importante conferma. L’ennesima di un 2012 sin qui splendido, nel quale la romagnola ha stupito tutti, e continua a farlo. “Sono sempre stato orgoglioso di lei”, ha proseguito Lozano. “Lo ero anche prima che facesse questi risultati, per il suo modo di vivere, di fare, per l’amore per il tennis”. Un modo di fare che le ha permesso di essere apprezzata per tutto e da tutti. Un amore per quello che fa che l’ha portata a crederci sempre, anche nei momenti difficili, e ottenere risultati che solo fino a qualche tempo fa apparivano irraggiungibili.

Forza mentale e condizione atletica non le sono mai mancate, mentre la consapevolezza dei propri mezzi sta maturando ogni giorno di più. Sara ha sempre saputo difendersi, ora sa anche attaccare. Gioca un tennis vario, e, anche se la sua palla non gode di grande velocità, è sempre profonda e fastidiosa. Nel costante tentativo di migliorarsi si è costruita un ottimo gioco di volo (e i risultati in doppio lo confermano), e la buona sensibilità la aiuta nelle smorzate, sempre più precise e raramente eseguite in situazioni sbagliate. Come lei stessa ha ammesso, ha tratto benefici dalla nuova Babolat Pure Drive (per poterla usare ha pagato 30mila euro di penale per sciogliere il precedente contratto con Wilson), ma il cambio di attrezzo incide in una percentuale minima. Semplicemente, Sara sta a poco a poco raccogliendo i frutti di tutto il lavoro svolto e dei sacrifici compiuti negli ultimi anni. Da gennaio ha scalato circa trenta posizioni del ranking, e fra singolare e doppio ha già vinto la bellezza di 8 tornei e 69 partite. Numeri significativi a livello statistico, ma che lo diventano ancora di più dal punto di vista mentale, portando fiducia e sicurezza.

Gli stessi fattori che l’hanno aiutata parecchio sia nel match con Ana Ivanovic sia, soprattutto, in quello con la Kuznetsova. La russa arrivava carica a mille dopo aver lasciato le briciole alla numero tre Wta Agnieszka Radwanska, ma poco ha potuto contro una Errani che l’ha affrontata a viso aperto, con tanta corsa e pochi errori. Interessante, per capire fino in fondo le qualità dell’azzurra, rivedere brevemente l’andamento della sfida. Nella prima metà dell’incontro Sara ha vinto tutti i sette giochi terminati ai vantaggi, annullando almeno una palla del game alla rivale in sei di questi. Successivamente si è lasciata agganciare e superare, ma, nonostante sembrasse stanca, quando ha capito che il set le stava sfuggendo di mano è immediatamente salita di livello. È tornata a fare le cose giuste, e ha ripreso in mano il comando dell’incontro, meritando ampiamente il successo. Tradotto: sa leggere le situazioni alla perfezione, e nei momenti che contano riesce a dare il meglio di sé, mettendo sotto scacco anche avversarie più esperte e potenti di lei. Una capacità forse più preziosa di molte altre, perché, soprattutto ad alti livelli, tante partite si decidono su pochi punti. Ed è necessario vincerli.

Ora per lei ci sarà la numero 10 del mondo Angelique Kerber, avversaria forte e temibile (“mi darà fastidio perché è mancina”, ha detto Sara) ma non più di quanto lo fossero Ivanovic e Kuznetsova, entrambe capaci in passato di alzare al cielo il trofeo del Major parigino. Un successo le aprirebbe le porte di una storica semifinale, permettendole anche di sfatare finalmente il tabù che la vuole sempre sconfitta contro le top 10 (28-0 nei precedenti) e di varcare il muro delle top 15. Certo, poco cambia a essere 17 (dove arriverà in caso di sconfitta) o 15, ma, qualora battesse la Kerber, la romagnola diventerebbe subito la nuova numero uno d’Italia, lasciandosi alle spalle sia Francesca Schiavone che Flavia Pennetta, due delle giocatrici più forti della storia del tennis azzurro in gonnella. Un movimento che, con la milanese in serie difficoltà (e presto lontana dalle posizioni di vertice) e la brindisina troppo poco costante, pare aver trovato in ‘Sarita’ una nuova trascinatrice. E c’è da giurare che sia quella ideale, da prendere come esempio sia in campo che fuori, dove è sempre solare e disponibile, e non si è mai montata la testa. Che sia in grado di ripercorrere le scalate parigine della Schiavone con qualche anno di anticipo? Molto molto difficile. Ma sognare, in fondo, non costa nulla.

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