VIKA-MARIA, FINALE ALL’ULTIMO GRIDO

Azarenka e Sharapova si giocano il titolo degli Australian Open 2012 e quello di numero uno del mondo. Dopo di loro, i Bryan a caccia del sesto trofeo in questo slam
venerdì, 27 Gennaio 2012

Melbourne (Australia) – Australian Open 2012 alla volata finale. Assegnato ieri alle russe Kuznetsova e Zvonareva il titolo del doppio femminile, oggi si chiudono altri due tornei: il singolare femminile e il doppio maschile. Nel pomeriggio di scena sul centrale i finalisti dei tabelloni juniores.

ROD LAVER ARENA (dalle 13)

SINGOLARE FEMMINILE JUNIORES – FINALE

Taylor Townsend-Yulia Putintseva – Gli Stati Uniti hanno forse trovato l’erede delle Williams. Per Taylor Townsend, classe 1996, mancina di colore nata a Chicago e allieva di Kathy Rinaldi nell’accademia di Boca Raton, garantisce nientemeno che papà Richard, che non ha esitato a definirla “migliore delle mie figlie quando avevano la sua età”. Oggi, su uno dei quattro centrali più famosi del mondo, la ragazzina sfiderà la più accreditata russa Yulia Putintseva nella finale del torneo juniores femminile. La Townsend, testa di serie numero 14, è emersa dalla parte alta del tabellone, quella che avrebbe dovuto laureare finalista Irina Kromacheva, l’allieva di Justine Henin. Invece la russa si è fermata nei quarti, sconfitta a sorpresa da un’altra americana, Krista Hardebeck, a sua volta battuta in semifinale proprio dalla Townsend. Taylor ha perso un solo set nel torneo, contro la quasi omonima di Maria Sharapova, l’uzbeka Sabina Sharipova. Nella metà inferiore invece sono andate regolarmente in semifinale le due favorite, con la Putintseva (4) che ha battuto la canadese Bouchard (2) per 7-5/6-1. Anche la russa ha ceduto un solo set nel torneo, alla statunitense Kyle McPhillips. La moscovita ha quindici mesi e tanta esperienza in più dell’americana e parte con i favori del pronostico.

H2H: 1-0 Putintseva (2011 semifinale Eddie Herr International + Putintseva 26 76 64).

SINGOLARE MASCHILE JUNIORES – FINALE

Luke Saville-Philip Peliwo – Gli australiani aspettano l’erede di Bernard Tomic, l’ultimo locale ad aver conquistato il titolo juniores (nel 2008), e oggi questa attesa nemmeno troppo lunga potrebbe terminare. Luke Saville da Berri ma residente a Kingston, classe 1994, è la testa di serie numero 1 e ha dato ragione agli organizzatori raggiungendo la finale con discreta autorità. Il suo avversario è il canadese Philip Peliwo, partito in sordina e uscito alla distanza nella metà bassa del tabellone. Il canadese, pure lui classe 1994, è approdato alla finale senza affrontare nemmeno una testa di serie. Naturalmente, i favori del pronostico sono tutti per Saville ma l’unico precedente consiglia prudenza.

H2H: 1-0 Peliwo (2012 finale Loy Yang Traralgon International +Peliwo 36 76 64).

ROD LAVER ARENA (dalle 19:30)

SINGOLARE FEMMINILE – FINALE

Azarenka-Sharapova – Una sola certezza: sarà una finale all’ultimo grido. Con più decibel le urla della Sharapova, più prolungate quelle della Azarenka. Gola a parte, sarà anche con ogni probabilità un match intenso e caratterizzato da scambi violenti e con pochissime variazioni nello spartito. Vika è finalmente maturata sia nell’aspetto mentale che in quello fisico e, se c’era bisogno di conferme, la testa di serie numero 3 le ha fornite in semifinale, quando ha sopportato senza disunirsi e nemmeno demoralizzarsi il ritorno della campionessa uscente Kim Clijsters nel secondo set. Azarenka aveva già ceduto un set alla Radwanska e anche in quell’occasione era stata brava a mettersi tutto dietro le spalle e ricominciare come se niente fosse stato. Ancora più straordinaria la prestazione della Sharapova, irriducibile e mai doma nella semifinale con Petra Kvitova. Maria è tornata la tigre bianca di qualche anno fa e ha messo sul Plexicushion della Rod Laver Arena tutta la sua enorme personalità, disinnescando i proiettili mancini della ceca. C’è molto equilibrio, come peraltro suggeriscono i precedenti, e alla fine potrebbe recitare un ruolo determinante il fattore emotivo. Victoria gioca la prima finale slam in carriera e tende a irrigidirsi (le è successo anche contro la Clijsters) quando pensa all’importanza della posta in palio; se non riuscirà a mettere abbastanza prime profonde in campo, la russa la aggredirà fin dalla risposta. Non avrà di questi problemi Maria, che rischierà anche la seconda pur esponendosi al doppio fallo (ben 10 contro la Kvitova, a fronte di nemmeno un ace). Per il resto, quando si entrerà nello scambio prolungato la bielorussa avrà più possibilità di uscirne vittoriosa. Forse Azarenka avrà bisogno di liquidare la pratica in fretta, perché più si alzerà la posta e più potrebbe tremarle la mano. Le uniche due volte che si sono sfidate in finale (sul duro di Stanford e Miami) Vika ha dominato. Ah, dimenticavo: chi vincerà diventerà anche numero uno della classifica WTA, ma è solo un aspetto di contorno. Quello che conta sarà alzare la voce (pardon, alzare la coppa intitolata a Daphne Akhurst).

H2H: 3-3 (2007 MOSCA +Azarenka 76 62; 2009 LOS ANGELES +Sharapova 67 64 62; PECHINO +Sharapova 63 67 75; 2010 STANFORD +Azarenka 64 61; 2011 MIAMI +Azarenka 61 64; 2011 ROMA +Sharapova 64 03 ritiro).

Pronostico: Azarenka in due set.

FINALE DOPPIO MASCHILE

Bryan/Bryan-Paes/Stepanek – I leggendari gemelli statunitensi sono alla caccia del dodicesimo major nella specialità, sesto australiano (sarebbe il quarto consecutivo). Dall’altra parte della rete, Bob e Mike troveranno l’inedita coppia composta dal ceco Radek Stepanek e dall’indiano Leander Paes, che per approdare in finale hanno dovuto eliminare, dal secondo turno in poi, tutte le teste di serie che si trovavano nella loro metà del tabellone: Bolelli/Fognini (14), Llodra/Zimonjic (3), Butorac/Soares (10) e Mirnyi/Nestor (2). Americani favoriti ma non troppo.

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