MARDY E FRANCESCA, CHE TONFO!

L'uscita di scena di Fish e Schiavone monopolizza la terza giornata a Melbourne. Il cemento australiano esalta i grandi battitori. La Bratchikova è l'ammazza-italiane. Occhio alle giovani Barthel e McHale
mercoledì, 18 Gennaio 2012

Melbourne – Passano i giorni e, inevitabilmente, qualche big si perde per strada. La terza giornata degli Australian Open è fatale a Mardy Fish (tds n.8) e Francesca Schiavone (tds n.10), usciti di scena a testa bassa e senza attenuanti. In campo maschile prosegue senza intoppi la corsa dei super battitori, premiati dal plexicushion di Melbourne. Intanto, tra le donne, emerge qualche nome nuovo.

Leonessa senza artigli. Dopo il clamoroso tonfo della beniamina locale Stosur (6), eliminata nella giornata inaugurale dalla Cirstea, la Schiavone diventa così la seconda giocatrice eliminata fra le prime dieci del seeding. A tal proposito, spiace constatare che delle sette teste di serie eliminate nel torneo femminile ben due siano italiane (l’altra è Flavia Pennetta). E dire che al momento della compilazione del main-draw in molti avevano già pregustato un derby negli ottavi tra Flavia e Francesca, speranza largamente condivisa alla luce dell’ottimo avvio di stagione da parte di entrambe (Pennetta in finale ad Auckland, Schiavone in semifinale a Brisbane). La Leonessa è apparsa invece spuntata, nervosa, quasi irriconoscibile e non è mai entrata in partita contro Romina Oprandi, che approda al terzo turno in uno Slam per la prima volta in carriera. Dovremmo comunque gioire, perché un’italiana prosegue il cammino, ma nel dopo-gara iniziano a rimbalzare indiscrezioni poco confortanti. In un’intervista rilasciata ad una radio svizzera, la giocatrice italo-elvetica ha dichiarato di aver pensato nell’ultimo periodo all’ipotesi di tornare a giocare sotto la bandiera rossocrociata. La Federazione svizzera le ha chiesto di tornare all’ovile e a Romina l’idea non dispiace. Vedremo l’evolversi della situazione, ma perdere un talento simile in un momento in cui le veterane tirano il fiato e le giovani faticano ad emergere sarebbe poco auspicabile per l’Italtennis.

Mardy svanito. Anche nel torneo maschile, dicevamo, esce di scena un atteso protagonista. Trattasi di Mardy Fish, che nel 2012 si conferma la copia sbiadita del giocatore che lo scorso anno fu capace di irrompere prepotentemente nella top ten. Il trentenne del Minnesota ha ceduto il passo al colombiano Falla, mancino colombiano già giustiziere del nostro Fognini. Mardy detiene attualmente il non invidiabile record della testa di serie più alta eliminata nel tabellone maschile.

A tutto “ace”. Il cemento australiano esalta le doti dei grandi battitori. John Isner ha subissato di aces (43) il malcapitato David Nalbandian, semifinalista a Melbourne nel 2006 ma incapace di superare tre turni in uno Slam da cinque anni (Roland Garros 2007). Ivo Karlovic è stato più clemente (20 aces) contro Thomas Berlocq ed ora lancia la sfida a Roger Federer, da lui sconfitto solo una volta su nove occasioni (Cincinnati 2008). Ahinoi, va avanti un altro Mr. Service: Feliciano Lopez, infatti, spezza il sogno del nostro Flavio Cipolla in una sfida impari al servizio (40 Km/h di differenza in media). Tanto di cappello, comunque, al tennista romano, che ha ovviato a quest’handicap facendo match pari (appena due vincenti in meno rispetto a Feli). Coi mezzi che ha, Cipolla meriterebbe una statua. Encomiabile.

Dalle retrovie. Eccezion fatta per la Schiavone, la terza giornata degli Australian Open non ha riservato sorprese. Tutte le big hanno superato il turno agevolmente, con la sola Wozniacki che ha faticato parecchio nel secondo set per avere la meglio sulla Tatishvili. Desta curiosità Nina Bratchikova, ventiseienne russa sbucata dal nulla, che si guadagna lo status di ammazza-italiane: eliminata la Pennetta, si prende la briga di mandare a casa anche la Brianti. Infine, si segnala la crescita di due giovani interessanti: Mona Barthel (’90) e Christina McHale (’92) centrano il loro miglior risultato in uno Slam. Non è un azzardo pronosticarle a breve nelle prime trenta.

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