E’ SUBITO FRANCESCA: 1-0

Francesca Schiavone non tradisce e dispone facilmente di Coco Vandeweghe, sconfitta per 6-2 6-4, portando l'Italia sull'1-0
sabato, 6 Novembre 2010

San Diego (U.S.A.) – Va all’Italia, come da pronostico, il singolare d’apertura della finale di Fed Cup 2010, che si sta disputando in questo weekend nella cornice della San Diego Sports Arena, sita nell’omonima città del sud della California. Troppo netto il divario, non solo in termini d’esperienza, tra una giocatrice come Francesca Schiavone, scafata e abile come poche altre protagoniste del tennis attuale, e CoCo Vandeweghe, divenuta una giocatrice di un certo livello solo da pochi mesi a questa parte. La potente tennista di Rancho Santa Fè, 19 anni da compiere il prossimo 6 dicembre, non ha trovato le armi per evitare di cadere nella ragnatela saggiamente intessuta dalla 30enne milanese, che ha capito da subito quali fossero pregi e difetti di questa giocatrice e non ha mai smesso di cadenzare il suo gioco su questi fattori.

Rapido 6-2. Aiutata dalla superficie rapida indoor, CoCo parte forte, mettendo in evidenza il fondamentale che caratterizza da sempre il suo tennis, vale a dire il servizio: un ace e una battuta vincente la portano sul 30-0, ma è solo un fuoco di paglia e un dolce antipasto per i supporters americani che non avrà un adeguo seguito, perché non appena Francesca trova la misura in risposta, e gli scambi si allungano, sono davvero pochi i punti che CoCo porta alla causa americana. Già il primo game si conclude con un break in favore dell’azzurra, causato anche da due doppi falli di Vandeweghe, che verrà presto bissato al quinto gioco, con il canovaccio della partita che risulta piuttosto chiaro, perché a giochi combattuti sul servizio della yankee seguono turni di battuta di Schiavone conclusi in rapidità. E soprattutto tutti finiti facilmente in favore dell’azzurra. Alla conclusione della prima frazione, terminata sul 6-2, sono soltanto 2 i punti concessi al servizio, in quattro giochi, da Francesca, mentre Vandeweghe, tranne nel secondo gioco vinto, si è sempre vista trascinare ai vantaggi.

Trionfo con un piccolo pericolo. L’americana basa il suo tennis sulla potenza, ma non può bastare questo per mettere in difficoltà una tennista del livello di Schiavone, e se aggiungiamo che alcune belle soluzioni vengono rovinate da errori piuttosto grossolani, che mettono a nudo alcune carenze tecniche, soprattutto nei pressi della rete, lampanti – su cui CoCo dovrà lavorare per diminuire il gap – è semplice capire che neppure nella seconda frazione ci sia stato quel cambio di scenario che i tifosi statunitensi si sarebbero chimericamente aspettati. Un break in apertura spinge avanti Francesca, che può condurre in porto la partita tenendo alta la pressione sulla povera Vandeweghe: quando questa riesce finalmente a raggiungere il 30-30 in risposta, sul 2-6 0-1, Schiavone si esibisce in un doppio ace che tramortisce anche il più ottimista degli statunitensi. Da questo momento in poi, però, CoCo comincia a giocare meglio, più sciolta e libera mentalmente, tenendo ben due giochi di battuta a 0 e rimanendo in scia di Schiavone, comunque sempre avanti di un break. Sul 4-3 in proprio favore, l’italiana vive l’unico vero passaggio a vuoto, con due doppi falli che concedono tre palle break consecutive a Vandeweghe: la terza è quella buona e la situazione torna in equilibrio. Ma questo dura soltanto un gioco, perché Francesca recupera subito il vantaggio, con un break a 30, e chiude nel successivo game di battuta: 6-4. La sfida è ufficialmente iniziata, e l’Italia è già avanti.

Dichiarazione Post match di Schiavone:E’ stato un buon match, soprattutto nel primo set per me, perchè nel secondo lei ha mostrato di  essere una buona giocatrice. La partita non è stata molto lunga, ma è stata molto intensa, ed io ho provato a giocare subito bene all’inizio. [L’intervistatore le fa notare che non è molto stanca]. Non sembro stanca, ma riposata? Beh grazie [e sorride]


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