SCOMMESSE: ARCHIVIAZIONE PER BOLELLI, SEPPI, VOLANDRI E SANTANGELO

La Procura Federale della Fit, nell’ambito del procedimento disciplinare per il caso scommesse, ha chiesto l’archiviazione per i quattro tennisti italiani, tirati in ballo da Starace e Bracciali nelle intercettazioni. Per saperne di più sulla posizione di questi ultimi invece, bisognerà attendere il 20 maggio
domenica, 26 Aprile 2015

TENNIS – Roma. Si arricchisce di un nuovo capitolo, la spinosa vicenda riguardante Potito Starace, Daniele Bracciali e il loro presunto coinvolgimento in alcune combine per alterare il regolare svolgimento degli incontri di tennis, indirizzando volontariamente il punteggio degli stessi, per ottenere introiti illegali tramite le scommesse. Questa volta non si parla del procedimento penale a carico dei due tennisti italiani, ma di quello disciplinare, portato avanti dal Tribunale Federale della Federtennis, con sede a Roma, e da quello del Coni. L’organo giudiziario federale, che già aveva sospeso Bracciali e Starace per 40 giorni, quando emerse la notizia del loro coinvolgimento nella combine, ha deciso di concedere un ulteriore termine agli imputati, fino al prossimo 20 maggio, per l’integrazione delle loro istanze istruttorie. Nel frattempo, sono state depositate le richieste di archiviazione riguardanti la posizione di altri quattro tennisti italiani: Andreas Seppi, Filippo Volandri, Simone Bolelli e Mara Santangelo. I quattro non erano coinvolti direttamente nella vicenda, ma sono stati tirati in ballo da Starace e Bracciali nelle intercettazioni che li vedono protagonisti. Tutti gli atleti avevano respinto con vigore ogni ipotesi di coinvolgimento nella vicenda e ora la richiesta dei procuratori federali al tribunale del Coni rafforza la veridicità della loro difesa.

Come ricorderete, la posizione di Bracciali e Starace, il cui coinvolgimento in presunte combine è emerso nel corso dell’indagine della procura di Cremona sul calcioscommesse, è piuttosto compromessa, a causa di una moltitudine di intercettazioni, nelle quali si parla dell’alterazione di alcune partite ufficiali,  che hanno trovato numerosi riscontri con quelli che sono stati poi gli esiti delle partite stesse. L’inchiesta ruota attorno al cosidetto clan dei bolognesi, lo stesso che era già stato al centro dello scandalo nel calcio, che aveva coinvolto, tra gli altri, anche il celebre attaccante, ex Lazio, Beppe Signori. Secondo gli inquirenti, la banda aveva preso di mira anche il tennis, per ottenere introiti illegali, tramite la combine degli incontri. Il nostro nobile sport, secondo i membri del clan, era più sicuro del calcio, in quanto più facilmente manipolabile. E proprio Bracciali e Starace, secondo quanto emerge dalle intercettazione e dal contenuto del materiale sequestrato (tablet, pc, smartphone, etc), sarebbero stati tra i referenti del clan dei bolognesi. I due tennisti, sempre stando a quanto emerso dall’inchiesta, ascoltavano con interesse le proposte dei malviventi e talvolta accettavano di prender parte alla combine. Per “acchittare” il risultato di un set, o di un match, i compensi promessi ai tennisti coinvolti, potevano arrivare anche a 50-60mila euro, più di quanto si guadagna per il raggiungimento di una semifinale in un torneo di categoria 250.

 


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