SCOMMESSE: TENNISTI INTERCETTATI, ECCO COME

Le indagini su Bracciali e Starace fanno crollare il mito dell’inviolabilità di Skype; non si salva nemmeno WhatsApp. Vi spieghiamo come funzionano le intercettazioni
giovedì, 16 Ottobre 2014

Tennis – Roma.  Era il lontano 2007 e sicuro dell’inviolabilità dell’algoritmo di Skype (stando a quanto riportato dalla “Gazzetta dello Sport”) Daniele Bracciali (nickname Braccio 78) avrebbe chattato così: “Molto importante è che conosca quello con cui gioco, così ci parlo prima. Altrimenti anche dire che vinco il primo set non è facile, magari lo perdo”.

Ma dall’altra parte del filo, in religioso silenzio, a leggere il testo c’erano anche gli investigatori, il cui lavoro sarebbe stato reso pubblico in questi giorni. Ma Skype non era ritenuto universalmente il più sicuro metodo anti-intercettazione del mondo? Evidentemente no; a capirlo sono stati per primi i mafiosi, gente che se l’intende in fatto di telecomunicazioni e che utilizzano i pizzini su carta, difficilissimi da intercettare e facilissimi da ingoiare in caso di necessità.

E’ stata una inchiesta lunga sette anni, con tecnologie che cambiano vorticosamente ma con una sorprendente “continuità di ascolto” da parte degli inquirenti. “Come avranno fatto?”, viene da domandarsi.

La risposta è talmente semplice da far cadere le Braccia ed anche forse i Bracciali. Se non puoi “craccare” un algoritmo, gli giri intorno; senza chiavi, senza backdoor, senza sotterfugi. Occorrono un “trojan” e una “infezione” vecchio stile.  L’intercettazione avviene sul terminale della vittima, che viene reso uno zombie telecontrollato a vista. E’ possibile ascoltare dal microfono e vedere dalla webcam, addirittura senza farne accendere la luce; come anche si possono registrare mp3 con le conversazioni e vedere in diretta lo schermo.

Trojan e keylogger vengono installati all’insaputa degli utenti. Possono arrivare attraverso link camuffati all’interno di un messaggio email o nella pagina di un social network. A volte è sufficiente aprire un’immagine nella posta elettronica o sul web: il collegamento per il download è nascosto in pochi pixel, invisibili all’occhio umano.

Nel 2011 Skype ha cambiato proprietà divenendo preda di Microsoft e le cose sono perfino peggiorate, perché da un’architettura di sistema delocalizzata (“peer to peer”) tutto è stato spostato sui server della casa statunitense, facilitando ulteriormente il lavoro degli spioni autorizzati o meno. Basta sapere che su internet è perfino venduto un programma in lingua italiana che si chiama “Spiare Skype”.

Con i telefonini, soprattutto quelli motorizzati Android, il gioco diviene perfino puerile. Incredibilmente, in pochissimi utilizzano antivirus su apparecchiature di tipo mobile, così smartphone e tablet sono alla mercé di chiunque sia in possesso di conoscenze informatiche elementari, tali da permettergli di  trovare su Google tutti gli attrezzi da scasso belli e pronti all’uso. Provare per credere.

Se Skype piange, WhatsApp non ride.  I vecchi sistemi funzionano benissimo anche in questo caso, ma se volete dilettarvi (solo per gioco, perché è un reato grave) non dovete faticare più di tanto con applicazioni del tipo Spybubble, Spyproject, mSpy, KidLogger e Mobile Spy. Ma il bello deve ancora arrivare, perché a breve WhatsApp permetterà anche di telefonare, proprio come Skype, e non bisogna essere dei paragnosti per immaginare cosa accadrà.

Vi possiamo, però, suggerire un trucco infallibile per uscire indenni da qualsiasi intercettazione. E’ riassumibile in una celebre massima: “Male non fare, paura non avere”.  Se poi proprio sentite l’irresistibile impulso di delinquere, vi consigliamo di girare il più al largo possibile dalla tecnologia e di tornare all’antico dedicandovi all’abigeato, in uso tra i pastori sardi nel secolo scorso. Niente chip e niente Gps, ma se vi prendono tanta galera lo stesso.

Ci auguriamo, infine, per il bene del nostro amato tennis, che tutto si chiarisca e che i nostri atleti escano candidi da questa inchiesta. Staremo a vedere. Intanto, per tornare al tennis giocato, vi informiamo che proprio Daniele Bracciali e Potito Starace, giocando in doppio a Mosca, hanno battuto 7-6(2), 3-6, 10-5 la coppia formata dal tedesco Alexander Satschko e dal canadese Adil Shamasdin in un’ora e 29 minuti. Ad attenderli ora c’è la coppia russa Kravchuk-Kuznetsov.


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