SCOMMESSE: TUTTO IL MONDO COINVOLTO, BRACCIALI SI DIFENDE

Il tennista azzurro proclama la sua innocenza in vista dell'udienza preliminare del 18 maggio davanti al Gup di Cremona
venerdì, 19 Febbraio 2016

TENNIS – “Sono state dette e scritte tante cose che, ve lo assicuro, non corrispondono alla verità. Non ho mai venduto partite, è tutta una grande ingiustizia”. Con queste parole Daniele Bracciali ha voluto rompere il suo lungo silenzio sulla vicenda che lo vede coinvolto nello scandalo scommesse, avendo “sulla testa” una accusa di associazione a delinquere per frode sportiva della quale dovrà rispondere il prossimo 18 maggio davanti al Gup di Cremona (per quanto riguarda il processo legato alla giustizia ordinaria) nel giorno dell’udienza preliminare.

“Non ne posso più di ingiuste accuse sia a livello sportivo che penale – ha affermato il 38enne aretino – sono convinto che la verità verrà fuori e sarò assolto. Ho sentito e letto tante cose false, come ad esempio quelle legate a schede telefoniche e conti correnti, ma io non ho mai ‘comprato’ altri tennisti per alterare le partite”. In più il tennista azzurro ha voluto chiarire anche la vicenda del processo sportivo. “Mi era stata data la radiazione, ma non c’erano prove, poi in appello la squalifica è stata ridotta ad un anno, anche se io non ho fatto niente. In ogni caso la procura federale del Coni ha presentato domanda di appello e si dovrà rifare il processo, cosa a mio avviso incomprensibile visto che i nuovi criteri sono gli stessi adottati dal Coni in prima istanza”.

Nel frattempo però, mentre Daniele Bracciali vuole difendersi a tutti i costi dalle pesanti accuse mosse contro di lui, l’organismo mondiale di controllo delle scommesse sportive ha rivelato che nel corso del 2015 il tennis è stato lo sport che ha destato maggiori sospetti. In concreto, sono state segnalate 73 partite che secondo gli inquirenti potrebbero essere state “aggiustate”, e per comprendere l’entità del problema, basterà osservare che nel calcio (il maggior mercato di scommesse sportive del mondo), sono state segnalate “solamente” 19 partite.

Il tennis quindi ha addirittura “triplicato” il calcio, e la cosa preoccupante è che le segnalazioni arrivano da tutto il mondo, visto che delle 73 partite sospette 38 sono state “registrate” in Europa, 24 in Asia, 16 nell’America settentrionale, 11 nell’America meridionale e 9 Africa, e se si osserva il dato relativo all’ultimo trimestre del 2015, si scopre che il tennis ha avuto 24 segnalazioni di partite sospette, il calcio “solo” 9: un dato che testimonia quanto possa essere grande l’allerta nel mondo della racchetta, che vorrebbe arginare il più possibile un fenomeno così pericoloso per l’immagine stessa di questo sport.

Nella foto Daniele Bracciali (www.zimbio.com)

 


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