SEPPI AL TERZO TURNO, INCUBO LORENZI

TENNIS – A Indian Wells, il numero 1 d’Italia raggiunge comodamente il terzo turno superando in due set il tedesco Daniel Brands. Fuori Paolo Lorenzi tra mille rimpianti: Gilles Simon lo elimina dopo aver salvato tre match point ed essere stato sotto 5-1 nel terzo set.
domenica, 10 Marzo 2013

Tennis. Master 1000 di Indian Wells (4.330.625, cemento). Il nostro è uno sport particolare. Dicono l’abbia inventato il diavolo. Di sicuro non è stato un angioletto. Dicono pure che non tutti i punti sono uguali ed è certamente vero. Contro Gilles Simon, Paolo Lorenzi ha perso tutti gli scambi fondamentali, quelli che gli avrebbero potuto dare la vittoria, che a un certo punto sembrava cosa fatta, e quelli che avrebbero potuto indirizzare di nuovo dalla sua parte l’incontro. Contro Gilles Simon, Paolo Lorenzi ha giocato una grande partita, ha mostrato un tennis migliore rispetto a quello apatico e abulico del suo spento avversario ma nei momenti decisivi il braccio ha tremato e così si è materializzato l’impensabile. Quando già tutti erano con la testa al terzo turno, pronti a riempire Lorenzi di complimenti per l’exploit che lo avrebbe lanciato a ridosso dei top 40 dando una nuova fisionomia alla sua carriera, l’emotività del toscano ha preso il sopravvento, rovinando tutto. E non venite a dirmi che Simon ha trovato dieci minuti di tennis stellare perché non è così: sotto 5-1 nel terzo set, si è semplicemente messo lì a non sbagliare, come aveva fatto fino a quel momento, in attesa che fosse il toscano il primo a commettere un’ingenuità. Simon negli ultimi giochi dell’incontro si è trasformato in un muro di gomma, ma forse non è nemmeno così poiché, di tanto in tanto, il francese ha condito la sua risalita con errori grossolani e palle finite ben sotto il nastro. Letteralmente. E Paolino ne ha commessa una dietro l’altra, intervallando lo scempio con punti azzeccati e mirabolanti evoluzioni a rete. Insomma, una discesa agli inferi graduale, addolcita da buone giocate, lastricata di buone intenzioni. Ma game dopo game la partita gli è sfuggita, sono passati tre match point e a cacciare l’urlo finale, quello liberatorio, è stato il transalpino.

Raccontando l’andamento della partita, appare subito evidente che è stata animata da qualcosa di strano: è proceduta sempre a strappi, dall’inizio alla fine. Lorenzi è volato subito sul 3-0 con ben due break di vantaggio, quello che Rino Tommasi ha sempre definito un 3-0 “pesante”. Ma di pesante c’è stato solo il tonfo del toscano che si è fatto rimontare lo svantaggio e poi ha visto Simon mettere la freccia e sorpassarlo. Il transalpino ha vinto sei giochi consecutivi mettendo la sua firma su un set giocato a singhiozzo da entrambi. Lorenzi non si è scoraggiato e ha avuto il merito di rientrare in partita, quando in pochi lo avrebbero scommesso. Di nuovo avanti per 3-0, ma stavolta con un solo break, ha creduto di rivivere un film  già visto quando Simon si è rifatto sotto sul 3-2. Ma il toscano ha azzeccato un paio di risposte e ha trovato un nuovo break, stavolta decisivo: volato sul 4-2, non ha più avuto esitazioni e ha rifilato al francese lo stesso 6-3 che aveva subito nel primo set. Il terzo e decisivo parziale è stato da film dell’orrore che nemmeno George Romero, Mario Bava e Dario Argento messi insieme sarebbero riusciti ad architettare. Una crudeltà assoluta che il nostro Paolino si è un po’ cercato, non mostrando il killer instinct che è necessario nella stretta finale, ma che anche la sorte gli ha inflitto tramite una serie di nastri sfortunati che nelle fasi finali gli hanno sottratto punti preziosi. Sulla scia del secondo set vinto, sulle ali dell’entusiasmo dovremmo dire ma sarebbe più appropriato dire sulle ali della tristezza esistenziale dell’automa Simon che ha giocato una buona mezz’ora con la faccia grigio-scura senza una smorfia o un lamento, Lorenzi si è involato, seminando l’avversario. L’azzurro si è assicurato un cospicuo vantaggio: 4-0. Un 4-0 meritato, costruito con sudore, quindici dopo quindici, mattone dopo mattone. Sul 5-1 qualcosa deve essersi inceppato perché la partita è di nuovo girata, cambiando proprietario. Lorenzi ha servito per il match una prima volta sul 5-2, è salito 40-15 grazie a una splendida volée di dritto messa nei pressi della riga e si è convinto di voler chiudere l’incontro a rete. Ha giocato i due match point così, al volo, ma la sorte gli è stata avversa e ha perso entrambi i punti. Subito il break, sul 5-3 si è procurato un terzo match point. Stavolta sul servizio del transalpino che, sotto 30-40, ha messo dall’altra parte della rete una seconda talmente corta e debole che ha colto di sorpresa Lorenzi, appostato come sempre nei pressi dei giudici di linea. Il nostro giocatore ha risposto con i piedi piantati per terra e il risultato è stato un dritto steccato che non è arrivato nemmeno alla rete. Il secondo tentativo è stato peggiore del primo: Lorenzi ha servito una seconda volta per il match sul 5-4 ma stavolta niente match point, ha perso la battuta senza colpo ferire. Ma l’esito dell’incontro era ancora incerto e sul 5-5 l’azzurro si è procurato una palla break che avrebbe potuto riscrivere la storia della partita. Perso anche questo treno, siamo arrivati in stazione. Simon ha tenuto il servizio e sul 6-5 ha trovato il break decisivo nel gioco successivo. Ma ormai Lorenzi con la testa non era più lì. Forse stava ancora pensando a quei match point, a quella palla break, a quella volée che giocata meglio gli avrebbe regalato un terzo turno tutto da giocare contro il talentuoso Benoit Paire. E invece niente di tutto questo. Il compianto Roberto Lombardi ripeteva spesso che il furgone del latte passa una volta soltanto: per Lorenzi l’autista deve aver fatto un’eccezione, visti i ripetuti passaggi, ma Paolino non ne ha proprio voluto sapere di salire a bordo. A conti fatti, un vero peccato: il terzo turno di un 1000, raggiunto per la prima volta in carriera, sarebbe stato il giusto coronamento per un David Ferrer in miniatura, un lavoratore della racchetta che non ha mai smesso di credere in se stesso e, superati i 30 anni, ha avuto la forza di migliorarsi.

Complimenti invece ad Andreas Seppi che, da un paio d’anni a questa parte, è una garanzia: le partite che deve vincere al 90% le porta a casa. E ultimamente senza neanche soffrire troppo. È il caso del suo incontro di secondo turno contro il tedesco Daniel Brands che, imitando Lorenzi, non ha sfruttato le occasioni che il destino ha voluto regalagli. Sul 5-5 del primo set, Seppi concede tre palle break ma è bravo ad annullarle, prima di chiudere la frazione per 7-5. Nel secondo set capita la stessa cosa ma le palle break a disposizione del teutonico sono due e sul 3-3. Il risultato è lo stesso: Seppi le salva e poi piazza la zampata vincente sul 5-4, togliendo la battuta al suo avversario al termine di un gioco lungo e combattuto.

Per raggiungere gli ottavi di finale, Andreas dovrà vedersela con il lettone Ernests Gulbis che, da quando ha smesso di bere e di fumare (parole sue), non perde più una partita. Stavolta il malcapitato di turno è stato il top ten Janko Tipsarevic, liquidato in meno di 50 minuti con un 6-2 6-0 che mette un po’ paura.

Tra le altre partite, spiccano due sconfitte inattese: quella di John Isner contro il sempreverde Lleyton Hewitt e quella di David Ferrer contro il  bombardiere sudafricano Kevin Anderson. Lo spagnolo è stato sfortunato perché ha incontrato uno tra i più temibili giocatori non compresi tra le teste di serie: e fare il proprio debutto in un torneo sul duro contro Anderson non è del tutto agevole. Si conferma un cliente scomodo Jerzy Janowicz: ne sa qualcosa David Nalbandian, crollato nel terzo set. Richard Gasquet ha battuto lo spaccone Bernard Tomic mentre Fernando Verdasco non ha fornito la migliore versione di se stesso contro Jarkko Nieminen che lo ha battuto 6-0 6-1. Tutto facile per Tomas Berdych contro Mischa Zverev.

Questo il quadro dei risultati:

Andreas Seppi (20) b. Daniel Brands 7-5 6-4
Gilles Simon (13) b. Paolo Lorenzi 6-3 3-6 7-5
Tomas Berdych (6) b. Mischa Zverev 6-2 6-4
Florian Mayer (27) b. David Goffin 6-4 6-2
Jerzy Janowicz (24) b. David Nalbandian 7-6(4) 4-6 6-3
Richard Gasquet (10) b. Berbard Tomic 7-6(1) 6-2
Benoit Paire b. Philipp Kohlschreiber (21) 6-4 6-2
Jarkko Nieminen b. Fernando Verdasco (29) 6-1 6-0
Kevin Anderson b. David Ferrer (4) 3-6 6-4 6-3
Leonardo Mayer b. Mikhail Youzhny (30) 6-2 6-3
Ernests Gulbis b. Janko Tipsarevic (9) 6-2 6-0
Lleyton Hewitt b. John Isner (15) (6)6-7 6-3 6-4
Stanislas Wawrinka (18) b. Wayne Odesnik 3-6 6-2 6-1
Ivan Dodig b. Julien Benneteau (28) 6-4 6-2


2 Commenti per “SEPPI AL TERZO TURNO, INCUBO LORENZI”


  1. Valerio Dardanelli ha detto:

    Grazie mille Francesco Paolo!

  2. Francesco Paolo Carpinelli ha detto:

    Bravo Valerio, grande cronaca! .F.


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