SERENA: “SONO DOVE DOVREI ESSERE”

TENNIS- Serena Williams è la più vecchia numero uno del mondo, e sta giocando a 31 anni forse il miglior tennis della sua carriera. In un’intervista parla di come sia riuscita a tornare sul trono e della rivalità con Victoria Azarenka.
mercoledì, 20 Marzo 2013

Tennis. Quanti, nel 2011, avrebbero scommesso sul ritorno di Serena Williams alle prime posizioni? Durante la sua carriera, i numerosi stop hanno sempre fatto discutere riguardo i danni che gli infortuni e i problemi di salute avrebbero in futuro causato al suo gioco, per non parlare dell’interesse, secondo alcuni altalenante, che Serena riponeva nelle competizioni sportive.
Invece eccola di nuovo, carica e motivata, più forte che mai, e soprattutto lì a guidare ancora una volta la classifica WTA, stavolta come regina più vecchia della storia del tennis.
“Ci sono stati periodi in cui la montagna sembrava impossibile da scalare. In quei momenti non avrei mai pensato di riuscire a tornare la numero uno. Non pensavo al tennis, pensavo solo a riuscire ad alzarmi da quel letto. Poi, quando nell’estate del 2011 sono tornata a competere, ho cominciato a giocare benissimo e ho pensato: ‘Ok, posso ancora giocare a tennis’ ”.

A rendere il tutto più incredibile, c’è il fatto che la Williams è rimasta fuori dai giochi per dieci mesi, tra l’estate del 2010 e quella del 2011, per aver subito due operazioni al piede destro appena dopo il quarto titolo ai Championships di Londra.
“Ho iniziato col darmi degli obiettivi a breve termine: tornare nella top ten, come prima cosa, e poi tornare ad essere la numero uno americana. Un passo alla volta, step by step, sono riuscita a portarli a termine tutti ed è bellissimo essere di nuovo la numero uno. Sono dove dovrei essere.

Patrick McEnroe, commentatore della ESPN, non sembra essere sorpreso di vedere Serena di nuovo alla guida del ranking: “Mi ricordo che, quattro o cinque anni fa, ero a vedere il Roland Garros, e Serena stava affrontando uno dei suoi tanti ritorni. Ho avuto la sensazione che lei fosse qualcosa di serio per il tennis, che stava per compiere qualcosa di grande, e che avrebbe avuto la possibilità di avere una seconda vita tennistica, proprio come accadde ad Andre Agassi”. 
“Tecnicamente è una grande giocatrice” continua McEnroe. “Colpisce in maniera pulita come Agassi, ha tutti i colpi, un gran servizio ed è una gran competitrice. L’unica cosa che deve fare è partecipare al maggior numero di tornei e rimanere alta nella classifica”.

Quando è al meglio, non ci sono molte giocatrici che possano darle fastidio. Gli infortuni sono l’unica cosa che possono renderla vulnerabile”.

Come detto in precedenza, Serena non ha mai nascosto di avere altri interessi oltre al tennis. Recentemente ha posato per un servizio fotografico fuori al St. Regis Hotel di New York, ma è solo l’ultima prova del suo immenso amore per la moda. La campionessa americana ha più volte ribadito che la sua vita non ruota intorno a questo sport, il che ha sempre sollevato domande di tipo metafisico sul come riuscisse a mantenere certi standard agonistici e soprattutto di quanto in più avrebbe potuto vincere se avesse avuto più costanza e dedizione.

“Credo che si sia resa conto che non è facile essere una star di Hollywood” commenta ancora McEnroe. “Molte persone dimenticano che non è perché sei famoso per una professione,che allora puoi esserlo anche per qualsiasi altra cosa. Serena ha una gran visibilità grazie al tennis che potrà sfruttare per il resto della sua vita, quindi credo che dovrebbe dedicarvisi il più a lungo possibile”.

Ma il segreto non è solo questo. Per quanto se ne possa dire, Serena ama questo sport e stare sui campi da tennis è un piacere a cui rinuncerebbe difficilmente: “Mi diverto sempre di più quando gioco, man mano che divento vecchia! Mi sento come una ragazzina che ha ancora tanto da imparare, che può ancora migliorarsi”.

Perdere mi motiva. Alcune volte, odio dirlo, perdere mi è utile per quanto mi stimola. Mi rende più umana”.

Durante l’ultimo anno, sembra essere nata una vera rivalità tra la trentenne americana e la ex numero uno del mondo Victoria Azarenka, che ha battuto la Williams in finale al torneo di Doha lo scorso 17 febbraio con il punteggio di 7-6, 2-6, 6-3.
“Ho sempre pensato che Victoria fosse una buona giocatrice, dà il massimo sui campi, proprio come faccio io. E’ una di quelle rivalità sane, perché non ci odiamo, abbiamo rispetto l’una per l’altra e ci divertiamo durante le battaglie”.

Anche Vika, che è una delle pochissime giocatrici che riesce a non farsi intimidire dall’americana, spende buone parole per l’avversaria: “In ogni torneo sono contenta di giocare contro Serena. Mi sento come se ognuna delle due spingesse l’altra a superare I proprio limiti ad ogni scambio, fino a migliorarsi, e questo ti dà una carica incredibile”.

Le due ci tengono particolarmente ad apparire pubblicamente in buoni rapporti, ma la rivalità è più profonda di quanto si possa dare a vedere: quando a Serena viene chiesto quale altre giocatrici, oltre alla Azarenka, possano essere considerate una minaccia per lei, la Williams scatta: Non ho l’ho mai definita una minaccia. Queste sono parole vostre. Ci sono molte brave giocatrici, ma non le definirei delle minacce”.

Intanto, Serena si prepara per il prossimo torneo qui a Miami, dove va in cerca del sesto titolo: il trofeo del Sony Open è infatti finito nelle sue mani in ben cinque occasioni, nel 2002, 2003, 2004, 2007 e 2008.
“Qui mi sento a casa. Vengono tutti i miei amici, e, visto che voglio averli intorno per molto tempo, sono costretta a vincere tutti i match!”

 


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