I PAGELLONI ROMANI: SERENA, UN ALTRO PASSO VERSO L’ETERNITA’

TENNIS - Conclusi da poco gli Internazionali BNL d'Italia: ora è tempo di fare un bilancio esaustivo. Serena Williams si riconferma una leggenda senza rivali. Azarenka la segue a ruota, minacciosa. Sara Errani: brava e fortunata. Stupiscono la piccola fiammiferaia Simona Halep, giovane speranza, e la gazzella ritrovata Jelena Jankovic. Velo pietoso su Pennetta e Schiavone.
lunedì, 20 Maggio 2013

 

Serena Williams. Voto: 10. Cos’altro ha da dimostrare? Solo due anni fa, in questo stesso periodo di primavera inoltrata, era vicina a essere ricoverata in ospedale per un’embolia polmonare. Non solo, in quei tragici momenti, aveva nettamente scartato la possibilità di ritornare nel circuito, ma pregava per le sorti della propria vita appesa a un filo. Invece è tornata, è diventata n. 1 del mondo e ha vinto quasi tutto, imponendosi come la più forte, a distanza abissale da qualsiasi altra tennista. Ormai è proverbiale: quando gioca bene non ce n’è per nessuna, che si giochi su cemento, terra o sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Impeccabile è stato il suo percorso qui al Foro: non ha concesso nessun set e ha lasciato appena 14 games in tutto il torneo, solo uno in più di Gabriela Sabatini, che vinse Roma nel 1991 sbaragliando la Seles in finale. Ha dimostrato un tennis travolgente contro Victoria Azarenka – ad oggi l’avversaria più temibile – con un saldo impressionante di ben 41 vincenti contro 19 unforced. Un agonismo, quello della statunitense, sempre unito alla spensieratezza e alla voglia di vivere che l’ha sempre contraddistinta e che ha dimostrato anche ieri, durante la cerimonia di premiazione, quando ha dispensato sorrisi, alcune parole in italiano e fiumi di champagne. Il ricordo va certamente al lontano 2002, quando una ventenne di colore con meches biondo platino aveva vinto il primo titolo romano, contro Justine Henin. A quel tempo c’erano tutte le giocatrici che avevano fatto la storia del tennis degli Anni Zero: Clijsters, Mauresmo, Capriati, Davenport, Hingis, Henin, Venus Williams; ora, a distanza di undici anni, tra tutte queste è rimasta solo lei, che – sola – continua la sua inarrestabile scalata verso l’eternità. Forte della sua ventiquattresima partita vinta consecutiva (mai prima aveva fatto meglio), ora è intenzionata a conquistare il Roland Garros, unico Major che ha vinto una volta sola – sempre nel 2002. “Mi sento in gran forma e ci spero” aveva detto ieri in conferenza stampa. “L’avversaria più difficile sarà sicuramente la persona che ogni giorno guardo allo specchio: me stessa”. E ha ragione. Che Dio ce la conservi.

Victoria Azarenka. Voto: 7.5. Autrice di un torneo non eccellente, ma comunque sufficientemente ottimo per arrivare in finale. Perde un set contro una ritrovata Samantha Stosur e, approfittando del ritiro di Maria Sharapova, spezza le speranze nostrane spezzando Sara Errani. In finale gioca piuttosto bene contro Serena: il 6-1 6-3 inflittole è un risultato piuttosto bugiardo, se si raffronta all’identico punteggio della finale maschile tra Nadal e Federer, partita che invece non ha avuto storia. Vika le occasioni per rientrare le ha avute (7 le palle break non sfruttate nel primo parziale) e, soprattutto nella parte conclusiva del match, ha messo in discussione una partita già scritta. Ha perso, non tanto per suo demerito, ma ‘per colpa’ di una Serena stellare. Nonostante il divario che ci sia fra le due, nonostante l’impietoso bilancio degli scontri diretti (12-2 per l’afroamericana), la n. 3 al mondo è attualmente l’avversaria che più di ogni altre può tenere testa all’indiscutibile n. 1. A volte, come un paio di mesi fa a Doha, ci riesce – altre volte no. E’ ancora giovane, ha tempo per crescere. Minacciosa.

Sara Errani. Voto: 7. Checché ne dicano i ferventi appassionati italici, non è stato esattamente per merito suo che ha raggiunto la semifinale degli Internazionali (prima italiana a raggiungere questo traguardo dopo ventotto anni). Ha sconfitto avversarie alla sua portata, soffrendo non poco contro Christina McHale, ha scavalcato una Kirilenko sottotono (che infatti, all’inizio del secondo set, ha gettato la spugna) e ha approfittato infine del ritiro di Maria Sharapova. Ha giocato discretamente, pur evidenziando in ogni match tutti i suoi limiti: la pochezza del servizio, insoliti errori dal fondo, una scarsa pesantezza di palla – carenze che si sono viste tutte nel match contro Azarenka. Dopo un primo parziale umiliante, la nostra è stata comunque brava a rialzare la testa e a fare partita pari nel secondo – concedendosi anche l’opportunità, non sfruttata, di servire per il set. Sarebbe comunque sbagliato criticare la nostra numero uno d’Italia: bisogna apprezzarne la tenacia, la voglia di lottare, la sua indefessa abnegazione che, proprio oggi, l’hanno portata alla posizione n. 5 del mondo, suo nuovo best-ranking. Come ha scritto Piero Valesio di Tuttosport, Sara è attualmente “la prima delle normali”: se si esclude il trio intoccabile Serena-Masha-Vika (più, forse, Radwanska e Kvitova quando stanno bene), con tutte le altre Sara parte sempre favorita, e molto spesso vince. Cosa non da poco. Orgoglio ita(g)liano.

Simona Halep. Voto: 8.5. La ventunenne rumena, ex vincitrice del torneo Bonfiglio (nel 2008) e grande promessa junior, ci aveva messo un po’ a carburare nel circuito maggiore. Tanto che ai più è nota per la riduzione del mastodontico seno che non per qualche risultato sportivo. Il talento, c’era; le buone partite, le aveva fatte, scalzando spesso avversarie meglio quotate di lei – ma non era mai riuscita a dare costanza al suo tennis. E invece, come fulmine a ciel sereno, la bella Simona mette a segno la sua prima zampata in un torneo che conta. Qui a Roma dimostra un gioco brillante e quasi perfetto. Batte in serie una Kuznetsova dormiente, un’irriconoscibile Radwanska, una Vinci rassegnata e una Jankovic pazza, che per poco ha evitato il reparto neuropsichiatria del Fatebenefratelli. Perde, ovvio, con Serena – ma senza sfigurare. Al suo approdo in semifinale ha contribuito di certo una serie di coincidenze fortunate (tutte le avversarie che ha incontrato hanno giocato oggettivamente male) ma è anche vero che la Halep ha saputo sfruttare la sua occasione con coraggio e autorità, non guardando in faccia nessuno. Magari non diventerà n. 1 del mondo, ma i presupposti per una bella carriera ci sono tutti. Piccola speranza.

Maria Sharapova. S. V. Poco da dire. Batte con facilità Muguruza e Stephens e accede così ai quarti contro Sara Errani. Poche ore prima del match annuncia il ritiro. Causa: una brutta influenza. La rivedremo al Roland Garros, dove deve difendere una pesantissima cambiale. Sara ti ringrazia.

Jelena Jankovic. Voto: 6,5. Jelena sta giocando bene in questo periodo, e i risultati lo dimostrano. Corre come una gazzella, tira dove vuole e pare stia ritornando ai livelli di tre-quattro anni fa. Batte Pironkova, Jovanovski e Li, buttando però all’aria la possibilità di raggiungere una semifinale abbordabilissima; perde ai quarti contro Simona Halep in una partita lunga e folle, disseminata di rimonte e contro-rimonte. Nell’ultimo game del match, sotto 15-40, ha un’accesa diatriba con il giudice di sedia che aveva fatto ripetere il punto su una palla chiamata erroneamente fuori. La serba è furente e grida giustizia; elimina il primo match-point con cattiveria ma non può fare nulla nel secondo punto, vinto da una Halep straordinaria. Se non impazzisce troppo spesso, Jelena a fine anno sarà top ten. Gazzella in corsa.

Samantha Stosur. Voto: 7. Dopo un orribile inizio stagione, ci voleva poco a fare meglio. La Stosur ha ricominciato a giocare bene, battendo avversarie tignose come Su-Wei Hsieh e Shuai Peng e avendo la meglio contro la mina vagante Petra Kvitova. Contro Azarenka fa partita pari ed è l’unica, a parte Serena, a strapparle un set in tutto il torneo. Nel terzo set le viene il braccino e non completa l’impresa. Eppure, gli italiani tenevano tutti per lei: se la muscolosa Samantha avesse battuto la bielorussa e si fosse scontrata contro Sara Errani, probabilmente sarebbe stata la nostra a raggiungere la finale. In ripresa.

Na Li. Voto 6-. Dopo la tragica uscita al primo turno a Madrid, dove era stata stesa da Laura Robson, qui nell’Urbe va un pochino meglio. Stende la connazionale Zheng e poi viene sconfitta, in due set lottati, da un’ottima Jelena Jankovic, perdendo i punti della finale raggiunta l’anno scorso. I tempi dell’Australian Open 2013 sono lontani e sulla terra rischia di raccogliere molto meno del previsto. Così così.

Roberta Vinci. Voto: 6+. Non sfrutta le occasioni che le si offrono su un piatto d’argento. Come quasi sempre, del resto. Roberta soffre tantissimo il peso di giocare in casa, e questo lo sappiamo bene. Sembra destinata ad uscire già al primo turno contro Elena Vesnina, rendendosi autrice di un’eroica rimonta. Dopo la difficoltà iniziale, pare aver dissipato ogni problema psicologico al secondo turno, nel derby vinto piuttosto facilmente contro la Burnett. Contro Simona Halep, invece, non scende neppure in campo e concede in modo ingiustificabile il match alla rumena. Grave, questa sconfitta, perché in semifinale ci sarebbe potuta arrivare. La top-ten non è un miraggio, ma risulta un traguardo piuttosto difficile se Roberta continua a non approfittare delle opportunità che si costruisce con il suo innegabile talento. L’esatto opposto dell’amica Sarita. Grinta cercasi.

Svetlana Kuznetsova. Voto: 3. Dopo la splendida prova di Madrid, dove pareva fosse sulla buona strada per ritornare ai livelli di una volta, qui a Roma ci si aspettava un ben altro percorso. Invece la maschia Svetlana perde al primo turno 6-1 6-1 da Simona Halep, disputando una partita ai limiti dell’indecente. Tutto da rifare. Cadavere.

Le Vittime di Serena: Robson, Cibulkova, Suarez Navarro. S. V. In tre hanno raccolto solo 8 game contro la n. 1 del mondo. Un macello. Alcune voci asseriscono che Dominika Cibulkova sia in partenza per un viaggio a Lourdes.

Le altre italiane: Schiavone, Pennetta, Burnett. Pessima la Schiavone (voto: 4) che, pur giocando alla pari contro Kiki Bertens si ammazza da sola e perde al primo turno per la seconda volta nel torneo romano. Sconfortante Flavia Pennetta (voto: 6 per incoraggiamento) che, nonostante la grinta e la voglia di fare bene, non può proprio nulla contro l’afroamericana Sloane Stephens. Flavia è lontanissima dall’aver ritrovato la sua forma migliore ante-infortunio: non ha forza nelle braccia, è lenta negli spostamenti, disastrosa al servizio. Ha solo da migliorare. Bene Nastassja Burnett (voto: 7 +) che stende in due set Alize Cornet, venendo poi battuta dalla più esperta Roberta Vinci. Ha molte potenzialità, la ventunenne romana. Non avrà il tennis della Giorgi ma sicuramente la supera di molto per senso tattico e raziocinio. Farà strada.

 


Nessun Commento per “I PAGELLONI ROMANI: SERENA, UN ALTRO PASSO VERSO L'ETERNITA'”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • SERENA PESCA RADWANSKA, SHARAPOVA CON AZARENKA TENNIS - A Parigi sono stati sorteggiati i tabelloni della 112esima edizione del Roland Garros: la numero uno del mondo è stata abbinata nella potenziale semifinale alla Radwanska, mentre […]
  • AUSTRALIAN OPEN, IL TABELLONE FEMMINILE È stato estratto il main draw femminile della 101esima edizione dello Slam australiano. Serena Williams è stata sorteggiata nella parte di tabellone presidiata da Victoria Azarenka. […]
  • ‘SARITA’ CHIUDE L’ANNO CON IL BEST RANKING L’azzurra termina la sua stratosferica stagione centrando il miglior piazzamento di un'italiana a fine anno, con il sesto posto. Nella top ten perde due posizioni Petra Kvitova, mentre al […]
  • È ANCORA AZARENKA – SHARAPOVA TENNIS – A Wimbledon , per il secondo Slam di fila le due campionesse dell’Est Europa vengono sorteggiate nella stessa metà di tabellone. Serena Williams quindi, viene abbinata ad […]
  • MADRID: VIKA CON SERENA, AGA CON MASHA TENNIS – È stato sorteggiato il tabellone femminile del Madrid Open. Victoria Azarenka è stata sorteggiata nella metà capitanata da Serena Williams, mentre la Radwanska potrebbe incontrare […]
  • DIETRO SERENA, IL VUOTO TENNIS - A quattro giorni dall’inizio della 127esima edizione dei Championships, il torneo femminile si presenta come uno dei più scontati degli ultimi tempi. La più giovane delle Williams […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.