SERENA WILLIAMS: “HO PENSATO CHE NON AVREI PIÙ VINTO UNO SLAM”

Come si misura la forza di un campione? Anzi, di una campionessa? Dalla disfatta del Roland Garros al picco di un 2012 straordinario: sono bastati 38 giorni a Serena Williams per rinascere, come un’araba fenice, dalle sue ceneri, non senza qualche momento di panico
domenica, 25 Novembre 2012

È bastato poco più di un mese alla numero uno statunitense per recuperare terreno e terminare l’anno in volata. Dopo  la disastrosa eliminazione ai French Open nel primo turno contro Virginie Razzano (numero 111 del ranking), Serena Williams non è uscita di casa per due giorni. Sconvolta e arrabbiata si è presa il tempo per riordinare idee e motivazioni.

Poco più di un mese dopo, la 31enne ha alzato al cielo il suo quinto titolo a Wimbledon, la sua 14esima vittoria in un Grande Slam, un trionfo che non aveva creduto possibile dopo le estenuanti cure ad un coagulo di sangue al polmone che l’hanno portata a pensare che la sua carriera dovesse finire prematuramente. Ma niente è come sembra quando si parla di ‘Serenona’. Come se non bastasse già il titolo ai Championships, la minore delle sorelle Williams si è portata a casa anche due medaglie d’oro olimpiche, nel singolare e nel doppio proprio con la sorella Venus, gli US Open e i WTA Championships.

In un’intervista alla CNN durante l’Open Court show, Serena ci rende partecipi delle emozioni che ha provato da un punto di vista molto personale e accorato, partendo proprio dal Roland Garros.

“Il mio punto di svolta è stato nel mese di Aprile,” dice. “Avevo deciso che volevo giocare meglio, e ho detto a mio padre: ‘Voglio giocare meglio per il resto della mia carriera, voglio trovare un maggiore concentrazione. Cosa possiamo fare a riguardo?’. In seguito perdere a Parigi è stata una grande delusione per me. Ero completamente distrutta, ero davvero triste e non sono uscita da casa per due giorni.”

La Williams ha faticato a ritrovare se stessa ed è tornata ad avere dubbi sulla sua forza e sulle sue capacità anche a Wimbledon, dove ha dominato le sue avversarie per tutto il torneo, fino alla finale contro una splendida Agnieszka Radwanska, davanti ad un Centrale colmo e appassionato. Vince  il set di apertura ma le scappa di mano il secondo che perde per 7-5. Questo risultato mette il match in bilico e mina la sicurezza della statunitense.

“Perso il secondo set fui presa dal panico, ma poi ho pensato, ‘Non vincerò mai un altro grande slam, rimarrò bloccata a 13 per il resto della mia vita’”, dice. “Avrei dovuto essere felice per l’ultima volta che ho vinto Wimbledon, quando ero in ospedale ho pensato che non avrei più potuto giocare a tennis di nuovo, quindi avere avuto questa opportunità e ricominciare dal basso per tornare in alto è stato probabilmente il migliore momento dell’anno”.

Li Na ha recentemente dichiarato che giocare contro Serena Williams è come giocare contro un muro. La 31enne se ne rende conto, sa di avere un alone di imbattibilità, di durezza, che intimidisce le avversarie. Ma l’abito, come si suol dire, non fa il monaco.

“Non riesco a definirmi grande o buona. Sono solo una giocatrice e so di essere brava a tennis. Ma anche io mi innervosisco, provo apprensione. Li nascondo, sono una brava attrice. Ma anche io provo questi sentimenti ed emozioni, credo che sia del tutto normale.” confessa Serena. “E poi a volte penso che quello che realmente mi aiuta ad affrontare tutto questo è proprio la mia forza mentale”.

Dopo una lunga assenza dal tour a causa di un infortunio al piede e del successivo coagulo di sangue nel polmone, Serena è tornata in azione per la prima volta dopo quasi un anno a Eastbourne nel Giugno del 2011. Ma nel giro di tre mesi dal suo ritorno un’altra brutta notizia si è abbattuta sulle sorelle Williams: a Venus viene diagnosticata la sindrome di Sjogren – una malattia autoimmune che provoca dolori articolari che può sfociare esaurendo i livelli di energia fisici.

Ma le Williams sono dure a morire. A Febbraio anche Venus torna in campo a tempo pieno ma, proprio come Serena, la sua forma non è perfetta, per lo meno fino a Wimbledon: nello stesso giorno Serena si assicura il titolo nel singolare, e tutte e due le sorelle, insieme, vincono il loro quinto titolo di doppio all’All England Club. Questi successi dimostrano che il loro strapotere nel tennis femminile è tutt’altro che finito!

Ma è stato il successo che hanno conquistato insieme, solo poche settimane più tardi alle Olimpiadi, il fiore all’occhiello che ha significato di più per entrambe e per Serena.

“Io e Venus ne abbiamo passate così tante, la sua malattia di Sjogren e io che quasi rischiato la morte in ospedale. Condividere quel momento sul podio stringendo la nostra medaglia d’oro è stato incredibile.” Serena non nasconde che entrambe sognano di difendere il titolo a Rio nel 2016.

E quando entrambe dicono di essere felici dei reciproci successi tanto quanto i propri non è difficile da credere, soprattutto quando Serena parla della prima vittoria nel Tour della sorella, dopo due anni difficili, agli Open di Lussemburgo nel mese di Ottobre.

“Vedere Venus vincere dopo due anni è fantastico”, dice Serena. “Ne ha passate anche più di quante ne abbia passate io. Lavora duramente, lo vedo. Vederla superare momenti che nessun altro atleta ha passato e continuare a rimanere nel professionismo… mi mette in soggezione, davvero”.

Le due sorelle rimangono unite nel bene e nel male, anche attraverso le sconfitte.

“Riesco a guardarla dal vivo, ma non riesco a guardarla in televisione.” dice Serena. “Quando ha giocato la semifinale in Lussemburgo ero nervosissima, ha perso il primo set, ma sentivo che avrebbe vinto. Ero arrabbiata con tutte le persone intorno a me, non riuscivo a stare calma. Quindi sì, quando lei vince, vinco anche io, e quando lei perde, oh, perdo anche io.”

Sono 15 i mesi che corrono tra le due sorelle, Serena è la minore. Non c’è dubbio che il loro rapporto intenso e appassionato abbia giovato alle loro carriere. Serena paragona il loro legame a quello che possono avere due gemelli, un legame speciale.

“Lei (Venus, ndr.) ha fatto così tanto per me! Credo che uno dei lavori più duri al mondo è quello di essere una sorella maggiore e Venus è una sorella maggiore incredibile. È un modello per me, ci capiamo, posso sempre parlare con lei. Sa esattamente come la penso in merito a diverse questioni. È bello, mi piace avere questo rapporto.”

Sicuramente Serena ha tanto da dare, in campo e fuori. È un personaggio positivo, vincente, forte e solare, un esempio di grinta, volontà e passione per chiunque voglia avvicinarsi al gioco del tennis.


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