PER UN PUGNO DI DOLLARI

Cento dollari a biglietto. Questa la cifra che Serena Williams si è sentita richiedere dagli organizzatori del torneo Atp di Los Angeles dopo aver prestato gratuitamente la sua immagine per una campagna pubblicitaria
mercoledì, 4 Agosto 2010

Los Angeles (Stati Uniti) – Ben conoscendo la popolarità di Serena Williams gli organizzatori del ‘Farmer Classic’, torneo del circuito Atp che si è disputato la scorsa settimana a Los Angeles, hanno pensato di chiamare la top player per fare un servizio fotografico promozionale dell’evento, accompagnando alla giocatrice il suo collega James Blake.

Serena naturalmente si è prestata all’iniziativa senza problemi, ma le difficoltà sono ‘sopraggiunte’ successivamente quando la numero uno del ranking femminile ha chiesto alcuni biglietti all’organizzazione per seguire il match di Andy Murray.

Senza colpo ferire è stato riferito alla giocatrice che per ottenere le entrate avrebbe dovuto pagare 100 dollari per ogni biglietto richiesto. Il gesto non cortese non è stato affatto digerito dalla Williams che, cellulare alla mano, ha iniziato una guerra di messaggi tramite Twitter per screditare il torneo.

Oh mio dio, il torneo Farmer Classic – ha scritto Serena sul suo profilo  – mi ha chiesto 100 dollari a biglietto dopo che ho prestato gratuitamente la mia immagine per la loro campagna pubblicitaria. Beh gli manderò il conto delle spese“.

E nel messaggio successivo ha poi precisato: “Se potete non andate al torneo. Penso che se non avessi fatto pubblicità per loro di dollari me ne avrebbero chiesti 1000!”

Successivamente la giocatrice americana ha re-inviato i messaggi di sostegno giunti dai suoi followers, tra cui quello di benthomas10009 che ha scritto: “E’ incredibile che la giocatrice più importante del circuito debba pagare per vedere le partite, è disgustoso“.

Non tutti però sono stati concordi e solidali con Serena, girando per la rete infatti alcuni hanno fatto notare che la reazione della giocatrice sia stata eccessiva rispetto all’accadduto. Altrimenti vista la popolarità della giocatrice si sarebbe potuto operare in maniera differente senza suscitare clamore.

La differenza è che nel caso ‘analizzato’ il clamore si è trasformato in tattica vincente, perché l’obiettivo principe era quello di mantenere vivo l’interesse nei confronti della giocatrice e, nel bene e nel male, i riflettori sono stati  subito ri-accesi.


2 Commenti per “PER UN PUGNO DI DOLLARI”


  1. Valentina Clemente ha detto:

    il nocciolo è proprio quello, quasi congeniato ad arte per ‘parlare’ off court della numero 1… tu chiamale se vuoi ‘strategie di marketing’ 😉

  2. jess ha detto:

    beh, il principio c’è, ha ragione…ma visto i soldi di cui dispone, pagare e basta??


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