“SERENA WILLIAMS? NUMERO 1 ANCHE SE L’ALLENASSE IL SUO CANE”

Il tecnico olandese Eric Van Harpen, tra i più esperti di tutto il circuito Wta, parla della numero del mondo e si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo la fine del rapporto con Andrea Petkovic
sabato, 13 Dicembre 2014

TENNIS – “Sarebbe in cima al ranking anche se l’allenasse il suo cane”. Decisamente singolare come “valutazione tecnica”, ma è lo scarno (ed eloquente) “scouting report” con il quale Eric Van Harpen, uno dei tecnici più navigati del circuito Wta, ha descritto Serena Williams.

A 70 anni, l’olandese ne ha viste di giocatrici passare davanti ai suoi occhi, ma quando si parla della attuale numero del mondo pare che tutto si riduca al suo straordinario talento. “Serena – ha affermato Van Harpen – è talmente forte che tutto dipende esclusivamente dal suo stato d’animo e dallo stato di forma con il quale scende in campo. E’ arrivata in vetta alla classifica mondiale quando nel suo box c’era il padre, c’è rimasta con la madre e ha continuato a dominare anche in questi ultimi anni con Moratoglu, ma vorrei sottolineare anche il contributo del suo sparring partner Sascha, che secondo me meriterebbe una maggiore considerazione”.

Le idee di Van Harpen su Serena quindi sono piuttosto chiare, ma l’allenatore olandese ne ha per tutti, a cominciare dalla sua ultima “assistita” Andrea Petkovic, che nonostante gli ottimi risultati ottenuti quest’anno ha deciso di interrompere la loro partnership. “Forse Andrea si arrabbiata per qualcosa che le ho detto al torneo di Linz – ha spiegato Van Harpen – ma chissà, magari ci sono anche altri motivi. Di certo, licenziare è facile, basta guardare a cosa è successo a Fissette con la Halep: Tiriac ha voluto che il suo team fosse tutto rumeno ed ecco il ben servito al belga nonostante i fantastici risultati del 2014”.

Ma le critiche non finiscono qui. “Penso che il padre di Andrea – ha proseguito il tecnico olandese – abbia sbagliato la programmazione. Non credo che sia una ottima strategia finire la stagione giocando quattro tornei consecutivi e subito dopo la finale di Fed Cup. Da febbraio, quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, avevamo iniziato un lavoro importante sia sulla tecnica che sulla tattica, e i risultati si sono visti. Avrei voluto proseguire questo programma anche a novembre e dicembre, ma le cose sono andate così”.

Adesso però Van Harpen guarda già al futuro. “Ho avuto delle offerte per il 2015, ma non da parte di giocatrici di altissimo livello. Ne ho avute alcune anche da giocatori Atp, ma ancora non ho deciso nulla”. Non è che, magari, rimpiangerà i tempi in cui allenava Maria Sharapova o Ana Ivanovic? “Sono stati bei periodi. Tanto Maria quanto Ana erano sempre determinate, ascoltavano i consigli e lavoravano sodo. Forse la Ivanovic, dopo la vittoria del Roland Garros, si è ritrovata numero uno del mondo tropo presto, ma adesso è tornata ad altissimi livelli”.

Dopo tanti anni nel circuito però, Van Harpen ha un po’ di nostalgia per la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. “Quello è il tennis che mi è rimasto di più nel cuore. Gli anni di Steggi Graf, Gabriela Sabatini, Monica Seles, Conchita Martinez, Jennifer Capriati e Jana Novotna sono stati eccezionali. Poi alla fine di quel periodo si sono affacciate nel circuito le sorelle Williams, che hanno dominato per anni”.


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