SERENA WILLIAMS, PIU’ FORTE DI TUTTO E DI TUTTI

TENNIS - Serenona è tornata. Ha vinto a Stanford, battendo anche le malelingue, gli infortuni e la sfortuna. La Seren...ità ritrovata? In arrivo per lei la grande sfida US Open ma, forse, anche i soliti fantasmi.

TENNIS – Vincere è sempre una cura per l’anima. Lo sa bene la pantera nera del tennis, quella Serena Williams che ha iniziato in maniera poco idilliaca il 2014 e non in linea con le precedenti e straordinarie stagioni che l’hanno vista dominare il panorama tennistico femminile. Vincere è una cura per l’anima quando stai bene, quando sei in perfetta forma e quando il tuo cuore e la tua mente sono liberi da ogni pressione. Ma se sei il n°1 al mondo da circa un decennio e tutte le aspettative sono rivolte a te mentre stai passando un periodo poco sereno la situazione potrebbe complicarsi. I numeri la inseguono, i record altrettanto. I tifosi, gli addetti ai lavori, tutti si aspettano qualcosa, ogni anno, sempre. Quattro tornei portati a casa in questa stagione a Brisbane, Miami, Roma e, nella notte italiana, Stanford, mentre le prestazioni mostrate nei primi tre Grandi Slam dell’anno sono a dir poco da dimenticare: ottavi agli Australian Open, dove è stata battuta per la prima volta in carriera da Ana Ivanovic; secondo turno al Roland Garros, con un pesante doppio 6-2 subìto per mano di Garbine Muguruza e terzo turno a Wimbledon, dove è stata sconfitta in rimonta da Alize Cornet. E sono stati proprio i Championships di Wimbledon a mettere in discussione la pluricampionessa statunitense come mai prima.

Durante il doppio con la sorella Venus, si è sentita male e dopo essersi consultata con il medico ha deciso di ritirarsi. Era molto debole e come lei stessa ha detto non riusciva nemmeno a seguire la pallina con gli occhi. Forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del suo malessere. Fisico, mentale e sentimentale. Nemmeno il tempo di uscire dal campo che Evert e Navratilova, al commento, stavano già mettendo sul piatto speculazioni e gossip. Si è detto, nei giorni successivi, che il virus sia stato solo un pretesto e che Serenona avesse problemi di coppia con il fidanzato-coach Patrick Mouratoglou o che addirittura fosse incinta. Tutte illazioni smentite dalla stessa Serena che stava già rialzandosi e programmando la sua ‘ripresa’: “Quando ho letto certe voci che circolavano sono rimasta molto sorpresa. L’avevo già superata e stavo già lavorando in campo per tornare a giocare di nuovo”.

Probabilmente qualche problema personale Serena l’ha avuto, come tutte le persone di questo mondo, come le colleghe, come gli amici. L’alone che circonda questa donna è di forza e immunità… ma così non è e non lo è mai stato. Dall’infanzia difficile, all’embolia, agli otto mesi lontana dai campi, all’omicidio della sorellastra, Serena ha sempre portato avanti se stessa testa in su e petto in fuori e mai nulla di più sbagliato sarebbe il pensiero che qualsiasi cosa non debba intaccarla. Molto significative, a questo proposito, sono le dichiarazioni rilasciate a “L’Equipe”, quotidiano della sua amata Francia: “Sarebbe bello se nessuno sapesse chi sono, sarebbe bello ogni tanto essere solo una persona normale. Sul campo sono molto forte ma fuori dal campo sono molto fragile. Credo di essere troppo sensibile, riesco a farmi ferire facilmente, mi offendo. Ho davvero bisogno di lavorare su questo aspetto”.

Stare per un po’ lontana dai campi le ha fatto sicuramente bene. Questa estate l’ha passata ‘serena’ tra Istria e Croazia con gli amici, tra buon cibo, gite in barca, lezioni di pole dance – ce la immaginiamo ultra prorompente con il mini bikini da urlo! – e allenamenti leggeri con il suo grande amico e sparring partner Saša Bajin.. Proprio lui l’avrebbe indirizzata in terra croata, dopo aver passato la sua infanzia a Cittanova. Voci di corridoio la volevano legata a lui sentimentalmente ma i due hanno sempre smentito, puntando forte sulla loro amicizia ‘secolare’. Ma non è solo il mondo del tennis a dare in pasto gossip riguardo a Serena. Ultimamente anche i rapper Common e Drake sono usciti allo scoperto parlando in pubblico di una liaison finita male nella quale entrambi si contendevano la Williams. Insomma, Serena cerca la tranquillità scavando nel proprio intimo per rimanere fuori da tutto ciò che la popolarità comporta.

Si è portata a casa il Bank of the West Classic di Stanford e il suo rientro in campo è stato a dir poco ‘prorompente’. Ha battuto sonoramente la Pliskova e ha giocato bene contro la Ivanovic, l’unica che le ha dato filo da torcere. Ha superato la Petkovic e, in finale, ha regolato 76(1) 63 la tedesca Kerber per tornare ad alzare il trofeo che a questo punto la trascina agli US Open da super favorita. Per intenderci, Serenona parte sempre favorita ma ci sono pochi e significativi elementi da considerare per valutare questa grande campionessa ed il suo approccio allo slam newyorkese, come ad esempio la leggera perdita di potenza sul servizio, o il fatto che sia ormai vulnerabile e che può essere battuta, come già le è successo, da atlete di livello inferiore. Infine bisogna considerare i suoi 32 anni. Ma, come si dice, una campionessa sa anche perdere, cadere e rialzarsi. Le avversarie agli US Open sono avvisate.


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