SERENA WILLIAMS REGINA A BRISBANE

Come previsto Serena Williams trionfa a Brisbane. Nel WTA di Schenzhen Na Li si impone su un’ottima Zakopalova. Ad Auckland è Agnieszka Radwanska a trionfare.
sabato, 5 Gennaio 2013

E’ la solita storia: cambiano le avversarie, il risultato é lo stesso. Serena Williams si impone per 62 61 su Anastasia Pavlyuchenkova in appena 51 minuti di gioco. La Williams si aggiudica così per la prima volta il torneo di Brisbane, il primo premier della stagione, aggiornando così il suo Palmarès a quota 47 titoli in carriera.

Sin dall’inizio la minore delle sorelle più famose del tennis ha mostrato una resa solidissima al servizio (con 9 aces) e una sorprendente lucidità nei colpi da fondocampo, dominando una russa sempre più in confusione. Il match parte in modo equilibrato; sul 3 a 2 Serena però si aggiudica le prime palle break, di cui approfitta subito. Da quel momento il match diventa a senso unico: l’americana domina con aces e risposte vincenti e costringe l’avversaria a goffi recuperi difensivi. Il primo parziale si chiude in poco più di venti minuti con un doppio fallo della russa. La Pavlyuchenkova fonda solitamente il suo tennis sulla potenza, ma non riesce a contrastare la superiore forza fisica della numero tre al mondo.

Nel secondo set Serena si porta sul 3 a zero, dopo aver salvato tre palle break. La russa conquista il suo ultimo game interrompendo una striscia di 7 giochi consecutivi, ma Serenona non perde la calma e dopo aver strappato l’ennesimo break, sul 5 a 1, tiene la battuta a zero aggiudicandosi così match e torneo. La Pavlyuchenkova, n. 36 al mondo (da lunedì sarà n. 24) veniva da un ottimo stato di forma: dopo aver battuto due top ten, Petra Kvitova e Angelique Kerber, era venuta a capo nel terzo set in un difficile match contro la rivelazione del torneo, l’ucraina Lesia Tsurenko. La Williams aveva avuto un cammino di certo più agevole, battendo la giovane connazionale Stephens ai quarti e approfittando del ritiro dell’Azarenka in semifinale. Sorprendente é stata la facilità con cui si è sbarazzata delle avversarie, senza perdere nemmeno un parziale.

Vincendo l’appuntamento australiano la Williams si avvicina ulteriormente alla vetta della classifica: con 9600 punti è a meno di 1000 punti di distanza dall’attuale numero uno del mondo Azarenka. La Williams potrebbe tentare il sorpasso già con l’Australian Open, considerando che l’anno scorso si era fermata agli ottavi (battuta dalla Makarova), mentre Vika e Maria Sharapova, n. 2 del mondo, devono rispettivamente difendere la vittoria e la finale. Tutto può succedere, ma risulta evidente quanto Serena al momento sembri imbattibile. La sua forma è invidiabile e pare molto più consapevole e tranquilla nel gestire le partite, apparentemente immune a quei blackout più o meno clamorosi che la avevano fermata in alcune importanti partite dello scorso anno (es. contro la Razzano al Roland Garros o contro la Makarova proprio nello slam australiano). Sarà lei quella da battere in questo 2013.

Anche gli altri due tornei in corso questa settimana si concludono secondo pronostico. Ad Auckland si impone Agnieszka Radwanska battendo la belga Yanina Wickmayer per 64 64 in poco più di un’ora e mezza di gioco. La Wickmayer, che da lunedì sarà n. 20 del mondo, si è resa capace di una buona prova e ha spesso comandato gli scambi con numerosi vincenti. Nei momenti decisivi dell’incontro, però, è sempre stata la polacca ad imporsi, sfruttando la sua regolarità e i suoi cambi di ritmo che hanno indotto la Wickmayer a regalare con diversi errori non forzati. Buona prova per la ventitreenne belga, comunque, che dopo un periodo sottotono ha disputato un buon torneo, battendo avversarie ostiche come la connazionale Flipkens o la talentuosa Mona Barthel, dopo aver salvato anche dei matchpoint.
In Cina è invece la campionessa di casa Na Li a mettere il sigillo nella prima edizione del nuovissimo torneo di Shenzhen. La trentenne di Wuhan é venuta a capo di un match molto combattuto contro la ceca Klara Zakopalova per 63 16 75 in 2 ore di gioco. La Li ha disputato una partita molto altalenante: dopo essersi aggiudicata facilmente il primo parziale, nel secondo si scioglie completamente diventando disastrosa al servizio (ben 10 doppi falli per lei) e fallosissima negli scambi. La Zakopalova ci crede e si aggiudica la seconda parte del match concedendo un solo game. Al terzo la tennista cinese, confortata dal pubblico di casa, inizia a recuperare solidità e si porta avanti per 5 a 2. La ceca però con notevole personalità riesce a tenere la battuta e ad effettuare il controbreak, portandosi sul 5 pari. Proprio quando le sorti del match sembrano seguire la scia di entusiasmo della Zakopalova, la n. 6 del mondo, dopo aver tenuto il servizio trova un paio di risposte vincenti che la portano a conquistare l’ennesimo break e ad aggiudicarsi il suo settimo titolo in carriera. In ogni caso, buonissima prestazione per la Zakopalova che in questo torneo estromesso ai quarti la n. 11 del mondo, la urlante Marion Bartoli per poi sbarazzarsi facilmente dell’insidiosa rumena Monica Niculescu. Tennista talentuosa, la ceca, che durante la sua carriera ha pagato la sua scarsa potenza fisica (soprattutto al servizio, paragonabile per velocità a quello della Errani) e la sua fragilità mentale, limiti che le hanno negato i successi più prestigiosi. Ora, a trent’anni, ha raggiunto il suo best ranking (da lunedì sarà n. 23 al mondo) e sembra stia rivivendo una seconda giovinezza. Un mese fa aveva dichiarato di essere in gran forma e di puntare seriamente a diventare top 15. Chissà se ce la farà. Di certo è una da tenere d’occhio.


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