SEVASTOVA D’ACCIAIO, OSPEDALE E FINALE IN 7 GIORNI

La Sevastova ha vissuto una settimana incredibile, dalla visita e notte in ospedale alla prima finale su erba: una sintesi della sua tormentata carriera
domenica, 19 Giugno 2016

Tennis. La sua storia è incredibile, ma non solo quella inerente alla settimana in corso bensì della sua intera carriera. Ancora molto giovane, appena 26 anni, ma ha già vissuto diverse peripezie nel corso della sua attività agonistica. Compreso un ritiro dal tennis.

Arriva dalla Lettonia, stesso Paese di Gulbis, forse anche da qui si può intuire la vena folle ed altalenante del suo percorso: a 23 anni decide di ritirarsi dal tennis in seguito ad innumerevoli problemi fisici che ne ostacolavano una carriera promettente. Ad appena 20 anni raggiungeva gli ottavi agli Australian Open, eliminata solo dall’allora n.1 del mondo Wozniacki: nella stessa stagione il suo best Ranking Wta da n.31. Torna a sorpresa nel 2015 in un Itf e lo vince, sia in singolo che doppio, senza perdere alcun set. E la rinascita arriva proprio dalla “sua” Melborune, centrando nuovamente il quarto turno con grande sorpresa: di lì una lenta risalita che la riporterà nella top 100 fino all’attuale n.82.

Posizione solo provvisoria e che potrebbe avvicinarla alla top 50, dovesse aggiudicarsi il torneo di Maiorca: proprio così, perchè questa tennista lettone fra mille problemi è riuscita a centrare la prima finale in carriera sull’erba, la seconda dopo quella vinta ad Estoril nel 2010 su terra rossa. E pensare che tutto era iniziato da una notte in ospedale, quando la Sevastova contrae un virus e finisce a passare la notte su un lettino senza nemmeno poter camminare. Proprio nella stessa settimana in cui avrà la meglio, fra le altre, della Bouchard ed in semifinale della Jankovic, in rimonta. Ora la Garcia fra lei ed un titolo inaspettato.

“Non so esattamente di cosa si è trattato, forse cibo non salutare, ma dopo aver visto il medico sono dovuta entrare in ospedale dove mi hanno fatto delle flebo. Avevo crampi, febbre e malessere generale. Non potevo nemmeno poggiare il piede. E i medici mi hanno proibito di bere nelle successive 24 ore”, ha detto la lettone.


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