SFIGA-NADAL, OVVERO: UNDICI ANNI DI ACCIACCHI

Dal 2003 a oggi, Rafa non ha vissuto stagione senza infortuni o acciacchi fisici. Vediamoli nel dettaglio
giovedì, 13 Novembre 2014

TENNIS – Si parla tanto, anzi tantissimo, degli infortuni occorsi soprattutto negli ultimi tempi a Rafael Nadal. Talvolta si ironizza sulla sua sfortuna, scomodando un termine non elegantissimo come “sfiga”. Eppure, se ci mettessimo ad analizzare gli ultimi undici anni nella carriera del maiorchino, professionista dal 2001, ne vedremmo delle belle. Pardon, Rafa: delle brutte. Il sito spagnolo www.flashtenis.com ha scartabellato gli archivi ed elencato tutti gli incidenti subiti dal numero 3 del mondo. Cosa è emerso di interessante? Un dato pressoché allarmante: negli ultimi undici anni, Nadal non ha mai chiuso una stagione senza guai fisici.

La mesta carrellata inizia dal 2003, quando Rafa sta conducendo la sua prima stagione di rilievo. Il ragazzo, 17enne, mostra numeri incredibili soprattutto sulla terra. Tanto che più di qualche addetto ai lavori lo attende impaziente al varco, ossia al Roland Garros. Torneo che, però, non vede il giocatore nemmeno ai nastri di partenza per via di uno strappo a un tendine del gomito destro che riporta in allenamento, a Manacor.

Nadal non riesce a rifarsi nel 2004. Vince sulla terra di Sopot il suo primo titolo in carriera, contribuisce ad accrescere l’attenzione attorno alle sue gesta, ma Parigi si conferma tabù. Tutta colpa di una frattura allo scafoide del piede sinistro riportata al torneo di Estoril. Nella stessa stagione salta anche Wimbledon.

Persino il magico 2005 non è privo di dolori per Rafa. Lo spagnolo è oramai un asso pigliatutto, ottiene undici titoli tra cui il Roland Garros (bella rivincita!), oltre a Madrid, Montecarlo e, per la prima volta, Roma. Lo straordinario exploit lo proietta fino al secondo posto nel ranking mondiale. Il piede sinistro però alza bandiera bianca e mostra un vistoso ma soprattutto fastidioso gonfiore che costringe il giocatore a dare forfait a Parigi-Bercy, al Masters di Shanghai e agli Australian Open dell’anno successivo. Sufficiente la rinuncia a uno slam nel 2006? A quanto pare no: problemi alla spalla sinistra gli impongono il ritiro al Queen’s.

Quella 2007 è una stagione significativa per Rafa. Vince sei titoli, non deve rinunciare a nulla eppure è obbligato a stringere i denti giacché viene fuori quel fastidio alle ginocchia che lo accompagnerà per tutto il prosieguo della carriera. Un dolore costante con il quale il maiorchino è costretto a convivere.

Come se non bastasse, nel 2008, una brutta tendinite all’inserzione del quadricipite gli sbarra ancora una volta la strada per Parigi-Bercy e Masters di Shanghai. Fortuna che “il più” è fatto, ossia la conquista del primo Wimbledon e del quarto Roland Garros. E’ compreso l’atterraggio sul gradino più alto della classifica mondiale. Testa del ranking che perde però nella stagione successiva. Tutta colpa di una tendinite alle ginocchia che lo debilita non poco sia a Parigi che a Londra. Ottimo tuttavia l’inizio del 2009, con il trionfo agli Australian Open.

Altra stagione magica quella 2010, con il successo al Roland Garros, a Wimbledon e agli US Open. In tutto fanno sette titoli, uno più pesante dell’altro, ma per il resto quello dello spagnolo è un calendario a singhiozzo sempre per colpa delle ginocchia. Perde il numero 1 in Australia, lo riconquista alla grande tra Parigi, Londra e New York.

All’apparenza tranquillo il 2011, salvo che il fenomeno di Manacor debba convivere costantemente con i mille acciacchi alle ginocchia.  E dopo le scorpacciate degli anni precedenti, ottiene soltanto (si fa per dire, vista l’importanza delle competizioni) tre titoli: Roland Garros, Barcellona, Montecarlo, oltre alla Coppa Davis con la Spagna.

Pesante il 2012, dove arriva sì l’ennesimo sigillo a Parigi ma anche, dopo l’eliminazione a Wimbledon per mano di Rosol, la oggi famigerata lesione al tendine rotuleo sinistro che lo costringe a ben sette mesi di inattività. Dunque ne risente anche il 2013, ma è lo stesso 2013 in cui Nadal torna alla grandissima: vince dieci titoli, tra cui Roland Garros e US Open, fino a strappare a suon di successi roboanti l’etichetta di numero 1 del mondo. Senz’altro la più incredibile stagione mai vissuta dal maiorchino.

Incredibile, purtroppo in senso negativo per Rafa, anche questo 2014. Elenco? Elenco: blocco alla schiena dopo gli Australian Open (ritorno in campo a febbraio); tra gli impegni sulla terra e quelli sul cemento americano ci si mette l’infortunio al polso (ritorno a fine settembre); al ritorno da Pechino il principio di appendicite che lo costringe all’intervento chirurgico, ma anche a rinunciare al Masters. Finals di Londra che, secondo quanto riferiscono gli spagnoli, vedono Nadal comunque presente sebbene per motivi promozionali.

Notizia di questi giorni la terapia con l’utilizzo di cellule staminali per curare la schiena di Nadal. Che avrà anche scritto la storia del tennis, ma anche battuto record di sfiga come nemmeno Paperino.


2 Commenti per “SFIGA-NADAL, OVVERO: UNDICI ANNI DI ACCIACCHI ”


  1. Christian Marchetti ha detto:

    Rudy, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Legga bene l’articolo, piuttosto. E non si preoccupi: non riceverà più mie risposte ai suoi commenti, soltanto notizie dal mio avvocato.

  2. rudy ha detto:

    è meglio questa sfiga e avere 14 slam ,che essere uno sfigato come te che scrive artivoli banali su un grade tennsita ,siccome non hai altri argomenti che screditare nadal ,non fai altro che ripeterti ,non ti vergogni ,almeno nadal batti i campioni quando ci sono i campo ,non come roger che ritorna sempre avanti a nadal dal 2008 ,sempre quando nadal si infortuna ,poi infotuni talmente banali che non hanno mai intaccato la carriera del maiorchino ,ma tu mediocre giornalista sportiva non accenni a queste cose ,perche sei ripetitivamentw banale


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