SIMONE VAGNOZZI: OBIETTIVO 100

Al "Trofeo Bellaveglia" il piccolo-grande tennista continua a stupire, ma lui ha le idee molto chiare: "Voglio scalare la classifica Atp entro dicembre e nel 2012 entrare nei top-100"
giovedì, 21 Luglio 2011

Orbetello. A vederlo così fuori dal campo appare un ragazzo normale, uno di passaggio, venuto ad Orbetello per tifare qualche grande del tennis europeo. Al contrario Simone Vagnozzi ne fa parte. Lui è uno dei grandi che stanno giocando il terzo “Trofeo Stefano Bellaveglia”.

Con i suoi 173 centimetri e i suoi 60 chili, chilo più chilo meno Simone Vagnozzi,, il ventottenne di Ascoli Piceno, continua a stupire. E lasciando perdere gli scherzi, non per il suo fisico gracilino, ma per il suo tennis totale che sta mettendo in mostra. Come accaduto per gli altri atleti italiani, lo abbiamo incontrato dopo la vittoria con la testa di serie numero quattro del main draw, il tedesco Mischa Zverev.

Partiamo dal match appena concluso, una vittoria contro un avversario di valore. Come è andata?
“E’ stata molto difficile, per l’avversario che avevo di fronte e per il vento che mi ha dato fastidio all’inizio. Credo che lui abbia avuto un buon feeling con le condizioni atmosferiche, io invece non mi sono adattato subito. Inoltre non ci avevo mai giocato contro e non sapevo cosa mi aspettava perché io di solito imposto le partite adattandomi al gioco dell’avversario”.

Quali sono stati i punti decisivi per portare a casa questo match?
“Nel primo ho annullato due set point e sono stato molto concentrato al tie break, lì c’è stata la svolta della partita. Nel secondo set infatti l’ho visto molto abbattuto per aver sprecato quelle due occasioni e per aver perso malamente il tie break”.

Parlaci della tua carriera. Dove hai iniziato a giocare a tennis? Qual ‘è stato il tuo cammino fino ad oggi?
“Sono nato e cresciuto ad Ascoli Piceno ma fin da subito mi sono trasferito a Bolzano, dove mi sono allenato per dieci anni con il coach di Andreas Seppi, Massimo Sartori. Poi sono stato allenato da Fabrizio Fanucci mentre da due anni sono all’accademia di Milano seguito da Borroni, Livraghi e Vico. Qui ad Orbetello mi ha accompagnato Livraghi”.

Quali sono i tuoi migliori risultati?
“L’anno scorso sono entrato all’Atp Open di Umago e ho vinto la prima partita in un Atp a Bucarest. Ad aprile di quest’anno sono entrato nel main draw dell’Open di Barcellona, che fa parte dell’Atp World Tour 500 Series. E lì ho raggiunto il mio miglior risultato, arrivando al terzo turno dopo aver sconfitto Fognini e Monaco e aver perso al terzo set con Ferrero. Lo scorso anno ho vinto il challenger di Marburg in Germania, ho fatto due semifinali e prima ancora altre finali”.

Quali sono le tue caratteristiche tecniche?
“Non studio mai l’avversario perché le mie partite sono impostate in base alle qualità di chi affronto. Quando non conosco l’avversario e non ci ho mai giocato, cerco di studiarlo nelle prime battute. In generale sono un giocatore da fondo campo. Cerco di variare molto il mio gioco ma ho una buona palla smorzata. Naturalmente prediligo la terra rossa”.

Con quali aspettative sei venuto qui a Orbetello?
“Credo che questo torneo sia davvero difficile ed equilibrato. Per ora ho incontrato avversari alla portata, così come il prossimo, il francese Jouan. Credo che abbiamo entrambi il 50 % di possibilità di passare. Sto attraversando un buon periodo di forma e dopo questo torneo andrò ad Umago. I prossimi mesi rimarrò in Europa e giocherò soprattutto sulla terra rossa, sperando di entrare sotto i 150 a fine anno, quando mi sposterò in Sud America. Per l’inizio del prossimo anno l’obiettivo è entrare tra i primi 100”.


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