SMITH INCENSA MURRAY: «COLPITO DAL SUO MIGLIORAMENTO»

Il capitano della Gran Bretagna in Davis analizza la stagione e il rendimento della sua punta di diamante Andy Murray e il suo percorso entusiasmante
giovedì, 1 Dicembre 2016

TENNIS – Ha terminato la stagione da numero 1, dopo aver vinto tutto e dopo aver trionfato persino nelle ATP Finals di Londra. Un regno nato nel 2016 e in predicato di continuare ancora a lungo. Andy Murray ha scalato il ranking superando Novak Djokovic, ma soprattutto migliorando in maniera importante il suo rendimento. Ad incoronare, semmai ce ne fosse bisogno, lo scozzese “re dell’ATP” è Leon Smith, suo capitano nella Gran Bretagna uscita in semifinale in Coppa Davis per mano della sorprendente Argentina che ha trionfato a Zagabria contro la Croazia.

Smith è probabilmente uno degli uomini che ha seguito più da vicino l’evoluzione tecnica e mentale di Murray, e ha commentato ai microfoni di heraldscotland.com i sacrifici e gli sforzi per scalare il gradino decisivo: «Durante gli appuntamento di Indian Wells e Miami, si è parlato abbastanza di Andy che aveva raggiunto la finale in Australia, aveva gioito per la nascita del suo primogenito e aveva consumato diverse energie per giocare in Davis e per difendere i colori della sua nazione. Per questi motivi ha avuto un paio di settimane e alcuni tornei in cui non è andato tutto per il verso giusto, ed è una situazione simile a quella accaduta ultimamente a Djokovic. La stagione sull’erba e il ritorno di un coach come Ivan Lendl, a cui Andy si adatta molto bene, hanno portato grandi novità. Andy – ammette Smith – aveva bisogno di una ricompensa al termine del proprio percorso, e non esiste ricompensa migliore di vincere Wimbledon».

Quel che sorprende il capitano della Gran Bretagna è la difficoltà per il numero 2 del mondo di cominciare “l’operazione-sorpasso”, alla luce di un sistema cervellotico che impone un numero importante di match e tornei da vincere per essere incoronato numero 1 al mondo: «Trovo clamoroso che bisogna fare così tanto per passare dal numero 2 al numero 1. Puoi compiere un cammino incredibile e andare al 100%, ma per scalare una posizione sono state necessarie 21 vittorie consecutive a questo livello di tennis. Ed è per questo che sono davvero impressionato da come Murray ha continuato a migliorare il suo gioco. Ha dato davvero il meglio di sé, trasformandosi in un tennista migliore».

Smith non nasconde il suo orgoglio per l’evoluzione che ha portato lo scozzese sulla vetta del mondo, che ha basato la sua scalata su un miglioramento sostanziale soprattutto della seconda battuta di Andy: «Visto che difese e risposte di Andy sono peggiori di quelle degli avversari, gli altri tennisti avrebbero dovuto attaccare molto di più le sue seconde di servizio. Ora non è più difensiva, è neutra e ha una posizione più adatta alla costruzione dei punti. Con Amelie ha anche migliorato il suo rapporto di fiducia con il gioco sotto rete, soprattutto con le transizioni». Per Murray, il 2017 si prospetta con un anno impegnativo, alla ricerca di una condizione ottimale per difendere il suo trono, ma la pre-season si preannuncia altamente interessante vista la presenza dei suoi connazionali Dan Evans, Dom Inglot, Kyle Edmund e del fratello Jamie: «Ora che Andy è il numero 1 – conclude Smith – deve lavorare per mantenersi al vertice e per migliorare ancora».


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