SONO LONTANI I TEMPI DI KAFELNIKOV E SAFIN

Dopo gli splendori vissuti a cavallo tra il secondo e terzo millennio, il tennis russo vive una fase di stanca e si regge soltanto grazie alle imprese di Maria Sharapova, unica russa rimasta al vertice della classifica
giovedì, 29 Novembre 2012

L’eliminazione dal World Group dello scorso settembre contro il Brasile non è stata altro che la logica conseguenza di un movimento tennistico in declino come quello russo. Se 12 mesi prima, sul veloce di Kazan, soltanto una maratona di Mikhail Youzhny aveva regalato alla Russia la permanenza tra le migliori sedici, la riedizione della sfida con i verdeoro è stato un vero e proprio flop, specchio della situazione odierna del tennis russo.

Nikolay Davydenko è da tempo sul viale del tramonto, decisamente lontano dai livelli che gli permisero di entrare stabilmente in top ten. Mikhail Youzhny non conosce cosa voglia dire continuità, e anche per lui gli anni avanzano; a tal proposito la naturalizzazione di Alex Bogomolov Jr dimostra la totale assenza di nuove leve all’altezza.

Il 2012, oltre che per la retrocessione della nazionale, non è stata una grande stagione per i giocatori russi: un solo titolo, il 250 di Zagabria vinto da Youzhny (il cui talento, nella settimana giusta, gli permette comunque di togliersi qualche soddisfazione), il quale ha raggiunto anche i quarti a Wimbledon, perdendo da Federer, e le semifinali ad Halle e San Pietroburgo. Quest’ultima grida ancora vendetta: una battaglia di tre ore che Klizan ha avuto il merito di ribaltare a suo favore. Il momento più alto della stagione di Davydenko è stata invece la semifinale del 500 di Rotterdam, dove Federer si è trovato sotto di un set e di un break; per lui semifinale anche a Metz e a Nizza.

Nel finale di stagione si è messo in luce il 21enne Andrey Kuznetsov, da non confondere con l’omonimo portabandiera statunitense, che ha vinto tre challenger consecutivi garantendosi l’ingresso in pianta stabile nei top 100. Attenzione anche a Evgeny Donskoy, classe 90, reduce dai successi a Lourghborough e a Tyumen. Molto negativa invece l’ annata dei vari Andreev, Kunitsyin, Bogomolov Jr e Gabashvili, retrocessi talmente tanto da non aver una classifica adeguata per partecipare agli Slam.

Fortunatamente per i russi il circuito Wta regala qualche soddisfazione in più, grazie a un numero di giocatrici elevato tra le prime 100, nomi importanti e giovani promettenti. D’obbligo partite con Maria Sharapova: la siberiana si è tolta lo sfizio di tornare a vincere uno Slam, a Parigi. Stranamente anche gli altri due titoli sono giunti sulla terra, a Stoccarda e a Roma (recuperando una partita già persa); che Masha stia incominciando a preferire questa superficie, dopo che agli esordi aveva dichiarato di muoversi sulla terra come “una mucca sul ghiaccio”?  Ha poi dimostrato di reggere il confronto con le altre (eccetto Serena Williams, soprattutto nella seconda parte della stagione), raggiungendo la finale a Melbourne, a Miami, a Pechino e a Londra. Un anno decisamente positivo, portatore di risposte positive.

Subito dietro troviamo Nadia Petrova, Maria Kirilenko, Ekaterina Makarova e Anastasia Pavlyuchenkova. Se per le prime due è stata una stagione nel complesso positiva,  Ekaterina e Anastasia non hanno saputo confermare l’ottimo 2011. Tutt’altro discorso per Vera Zvonareva e Svetlana Kuznetsova, autrici di un anno completamente disastroso, e lontane dal tornare nel breve ad alti livelli. Per loro due l’unica vera gioia è arrivata ad inizio stagione, quando hanno conquistato l’Australian Open di doppio, in finale sulla coppa italiana Errani-Vinci. Vera ha poi pagato anche importanti problemi fisici, che l’hanno costretta a saltare buona parte della stagione estiva, Us Open compresi, facendole perdere molte posizioni in classifica. Per quanto riguarda la Kuznetsova c’è stato l’acuto al Roland Garros, dove ha battuto al terzo turno Agneszka Radwanska. Anche lei poi ha saltato l’appuntamento di Flushing Meadows, interrompendo una striscia di 40 partecipazioni consecutive in un torneo dello Slam.

L’avventura in Fed Cup è stata soddisfacente a metà. Battuta agevolmente, nonostante il ritiro proprio di Svetlana Kuznetsova in doppio, la Spagna, la Russia è uscita di scena con la Serbia. Una sfida tosta, ma alla portata, che ha lasciato grossi rimpianti a Sharapova e compagne.

Per quanto riguarda la nuova gioventù, due nomi sentiremo in un futuro non tanto lontano: Maria Solovieva e Darya Gavrilova. Non ancora maggiorenni, si sono già ben disimpegnate nei tornei minori, e adesso potranno cominciare ad acquisire ulteriore esperienza grazie al nuovo circuito 125.


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