SCOPPIA LA POLEMICA ALMAGRO

La festa iberica sembra già finita, con il prossimo forfait di Nadal e Ferrer bisogna ricostruire la squadra di Coppa Davis per il 2012 e il tennista murciano non ha accolto positivamente la sua investitura...
lunedì, 5 Dicembre 2011

Siviglia (Spagna) – A neanche ventiquattro ore dalla vittoria di Siviglia, la Spagna s’interroga già sul futuro della squadra di Coppa Davis. A far agitare le acque, subito dopo la premiazione, è stato proprio il suo gladiatore Rafael Nadal che, nella conferenza stampa post match, ha annunciato  ufficialmente il forfait per la prossima stagione.

Il motivo è chiaro, 2012 fa rima con Olimpiadi e il maiorchino sa bene che per essere competitivo, tra Atp Tour ed evento a cinque cerchi, a qualcosa bisogna pur rinunciare.  Appare quindi naturale che, per motivi di ordine superiore, a rimetterci nel calendario sia proprio la Coppa Davis, visto anche il traguardo appena raggiunto.

All’assenza di Nadal si potrebbe poi aggiungere anche quella di David Ferrer, che più di una volta nel corso degli ultimi anni è stato fondamentale per la riuscita dell’Armada spagnola. Nel corso della conferenza infatti è stato lo stesso Rafa a far calare la maschera del collega alicantino di fronte alla stampa.

Alle certezze di Nadal e Ferrer, si aggiungono poi i dubbi della coppia Feliciano Lopez e Fernando Verdasco, che tra risultati non brillanti e interessi personali potrebbero presto salutare la corte di Albert Costa.

Il paese quindi s’interroga e tra le varie analisi uscite oggi sui media spagnoli, emerge quella Emilio Sanchez Vicario che sul quotidiano El Mundo ha così espresso il suo pensiero sul presente e sul futuro: “Questa generazione di tennisti, forse la migliore che abbiamo mai visto, ha raggiunto per l’ennesima volta l’Olimpo del tennis, una vetta davvero difficile da scalare. Il gruppo formato da Lopez, Verdasco e Ferrer, con la loro passione e la loro motivazione, ci ha permesso di avere una stabilità indispensabile per raggiungere il livello dei migliori. E se a loro aggiungiamo anche l’apporto di Rafa, possiamo dire di aver toccato il cielo”.

“Ora però dobbiamo guardare al futuro – ha proseguito l’ex tennista –  e con questo non bisogna dimenticare che il 2012 è un anno olimpico e che i nostri giocatori hanno anche obiettivi personali da raggiungere. [..] Nel prossimo futuro quindi dovremo andare in cerca di energie e volti nuovi. I fratelli Granollers e Nico Almagro sicuramente avranno le loro chance per mettersi in mostra, ma è un cambio a vita breve. Molti di questi giocatori hanno fatto il loro debutto in età giovanile, mentre oggi questo appare molto difficile. La generazione dell’88 infatti ha oramai già 23 anni e il loro ranking comunque non ha raggiunto grandi altezze, vedi Pere Riba (61) e Alberto Ramos (66). Nella generazione successiva (89-91), a mio avviso, l’unico che potrebbe fare il salto è il fratello minore di Granollers, che si allena con Carlos Gomez”.

Il futuro prossimo quindi, secondo le visioni nazionali, sembra avere i suoi leader  in coloro che fino ad oggi hanno avuto poco spazio in campo e che, in qualche occasione, si sono anche ritrovati in contrasto con i vertici della squadra, come è già successo a Nicolas Almagro dopo l’eliminatoria di Marbella 2009.

Come riportato dal quotidiano ‘El Pais’, e dallo stesso tennista su Twitter, la polemica si legherebbe allo scontro che vi fu tra il murciano ed Albert Costa durante il round di Coppa contro la Germania e che avrebbe minato la fiducia del giocatore nelle sue potenzialità. In quel frangente Nicolas, già giocatore ufficiale del team, fu messo da parte per far posto a Juan Carlos Ferrero, dopo che David Ferrer fu estromesso dalla gara a causa di un infortunio.

Le motivazioni allora erano legate ad un shock che Almagro avrebbe subito a seguito dell’ictus sofferto dal suo allenatore Antonio Gonzalez Palencia e che non gli avrebbe permesso si raggiungere la giusta concentrazione in vista del match.

“Tutti credono che il futuro sarà mio – ha scritto Almagro su Twitter – ma il primo a non crederci sono io. In questi ultimi anni la fiducia nelle mie capacità ha subito un duro colpo, tanto che ho sempre creduto che avrebbero convocato  in nazionale qualunque altro giocatore all’infuori di me. Forse per questo oggi mi fa strano che questo possa accadere”.

Il dopo Nadal-Ferrer si preannuncia quindi ad alta tensione per la Spagna e forse il primo problema da risolvere per Costa sarà proprio la gestione della sua nuova squadra.  L’autunno è quindi arrivato e le castagne oramai scottano sul fuoco.


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