SPORT&TECNOLOGIA: SOCIAL STREAMING, LA RIVOLUZIONE TANTO ATTESA / FOTO

mercoledì, 7 Marzo 2018
PALERMO - La rivoluzione che in Italia non e' ancora arrivata e' gia' realta' nel resto del mondo. I social media streaming, o ex shops on line divenuti aziende multisettoriali, o e-companies, sono gia' di fatto concorrenti dei broadcasters tradizionali. In Italia ma soprattutto all'estero, Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Twitter&co hanno gia' palinsesti e programmazioni sportive, live e in differita, di cui questa rubrica si e' gia' occupata anche in questa stagione. Alla ricerca di nuovi contenuti per intrattenere i miliardi di spettatori che li seguono, quindi niente di diverso dai media tradizionali, e con ingenti capitali da investire, i social media hanno gia' investito milioni per trasmettere sport. Alcuni esempi: il football americano ha visto il passaggio di testimone tra Twitter e Amazon per i diritti in digitale della "Thursday Night American Football", il pre-partita e i 10 match del giovedi' sera della Nfl. Dall'applicazione video Periscope ad Amazon, che ha pagato 50 milioni di dollari per accaparrarsi l'esclusiva di trasmetterla in 200 paesi al mondo e rivenderla a canali tradizionali come Cbs, Espn, Nbc, Fox. Amazon Prime Video, servizio a disposizione degli abbonati premium, trasmettera' live tutti i 34 eventi ATP di tennis. Costo 13 milioni di dollari. Facebook di milioni per la Premier League di cricket indiana fino al 2022 ne aveva offerti 600, ma non sono bastati per battere la concorrenza della 21st Century Fox di Murdoch che ha fatto saltare il banco con 2,6 miliardi di dollari, tutto incluso. La societa' di Zuckerberg e' partita nel 2016 con Manchester Utd-Everton di Premier League, poi Nba, Mlb, coppa del mondo di surf, Champions League, boxe tra le migliaia di eventi trasmessi e a budget ci sarebbero miliardi di dollari. Il video live dell'evento sportivo impone di vedere il messaggio pubblicitario, a differenza dell'inserzione classica sul web, a margine o pop up, e i piu' grossi contenitori di pubblicita' al mondo sono proprio i colossi di internet. Ma qual e' il modello di business che i giganti del web intendono seguire per offrire contenuti sportivi premium: esclusivista sullo schema classico o distributore di diritti altrui? I documentari originali sono una strada gia' battuta da Netflix con la Juventus ("First Team") e Amazon con la Liga. "Six Dreams" segue Saul dell'Atletico Madrid, Inaki dell'Athletic Bilbao, Guardado del Real Betis, due tecnici (Berrizo e Quique Carel) e la presidentessa dell'Eibar. Dopo Italia e Spagna, sara' presto la volta dell'Inghilterra con una serie programmata da Amazon sul Manchester City dominatore in Premier. E gli altri? Youtube TV e' il servizio per abbonati dell'"inventore" dello streaming video e offre canali dedicati. Tra gli ultimi accordi quelli con Seattle Sounders e Los Angeles Football Club, neonata squadra di Mls. Il costo non e' indifferente, 40 dollari al mese. Apple infine, probabilmente la meno coinvolta tra i tech giants nel business dei diritti sportivi. Con Up Next ha realizzato un software per Apple TV che permette di ricevere notifiche quando l'evento sportivo sta per cominciare. Parte del bouquet di Apple TV sono Espn, Nba League Pass e Amazon Prime Video. . cba/glb/red
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