STARACE E FOGNINI, NIENTE FINALE

Potito viene rimontato da Giraldo dopo avere controllato il primo set e perso il secondo al tie-break. Anche Fognini vince il primo ma poi cede a Robredo. A Zagabria finale Dodig-Berrer, a Johannesburg Anderson-Devvarman
sabato, 5 Febbraio 2011

Uno dopo l’altro, la giornata di oggi ci ha rivelato i nomi dei sei finalisti che domani si contenderanno i tre titoli ATP di questa prima settimana di Febbraio. Purtroppo tra essi non ci saranno Potito Starace e Fabio Fognini, entrambi eliminati in semifinale nel torneo di Santiago del Cile. Il primo  per quasi due set è sembrato in pieno controllo del match contro Santiago Giraldo, mentre il secondo si è arreso in tre set a Tommy Robredo al termine di un incontro nervoso e decisamente poco bello. La finale di Johannesburg proporrà Somdev Devvarman nel compito di guastafeste contrapposto a Kevin Anderson, mentre Dodig continua la sua corsa a Zagabria, e dovrà vedersela domani con Michael Berrer. Partiamo da due brevi cronache da Santiago per poi commentare in qualche dettaglio gli altri due tornei

Starace solidissimo. Numero 49 del mondo, Potito Starace precede di 8 posizioni il suo avversario colombiano. Anche grazie alla maggiore esperienza, il campano controlla il match con una certa sicurezza contro un’avversario in palla. Tutti e due tengono il servizio con facilità, con l’italiano che non concede nessuna palla break nel primo set e nei primi cinque turni di servizio del secondo. Il colombiano concede le briciole, ma sono briciole sufficienti a prendere un importantissimo vantaggio. Starace riesce infatti a cogliere il break sul 4-4, per poi mettere rapidamente il suo sigillo sulla prima partita. Nel secondo set non ci sono palle break fino al 6-5 Giraldo, quando arriva la prima opportunità per il sudamericano, che però si rivela meno concreto del nostro. Il set giunge al tie-break, in cui Potito coglie il primo minibreak, ma poi finisce per cedere nettamente per 7-2 senza realizzare un solo punto sul proprio servizio.

Crollo finale. Purtroppo spesso ci vuole pochissimo a mettere in crisi un meccanismo perfetto. Questo è il destino del servizio di Starace. Impeccabile fino al tie-break, disastroso nel “gioco decisivo”, Potito non ritrova più la battuta, ed il terzo set è un’agonia che termina con un 6-1 Giraldo che non richiede troppi commenti. Starace appare stanco, o fiaccato dall’epilogo della seconda partita, mentre il colombiano appare sollevato ed esprime un tennis di alto livello. Il match finisce quindi 4-6 7-6(2) 6-1 per Giraldo, che coglie la prima finale ATP in una città con cui condivide il nome. Tra breve scopriremo se il suo avversario sarà Fabio Fognini o Tommy Robredo.

Poco gioco, tante emozioni. Fin dalle prime battute la seconda semifinale ha mostrato le sue caratteristiche. Grazie ad un Fognini abulico Robredo si porta avanti per 3-0 e 0-40 sul servizio del ligure. Punteggio decisamente favorevole che però curiosamente induce il numero 40 del mondo a sbagliare l’impossibile rimettendo in gara Fognini. Si arriva al 3-3, e poi addirittura ad un nuovo break azzurro che propizia il 6-4 finale nel primo set. Fognini sembra avere una ghiotta occasione contro un Robredo fallosissimo (inguardabili alcuni dritti) e nervoso, ma è ora il suo turno per quanto riguarda i regali. Pur senza brillare Robredo porta a casa il secondo set per 6-2 e sale 4-0 nel terzo set. Ancora una volta il punteggio positivo induce il giocatore in vantaggio alla generosità. Arriva un controbreak, con esso il 4-2, e c’è anche la palla per il secondo controbreak, ma sfuma e lo spagnolo sale 5-2. Rimane poi il tempo per un 15-40 sul 5-3 e servizio Robredo, ma alla fine il ventottenne iberico chiude il match al primo match point: 4-6 6-2 6-3. Il match finisce senza stretta di mano: Robredo, apostrofato in malo modo per tutto il match, si rifiuta.

Ivan Profeta in patria. Rimonta e prima finale in carriera anche per Ivan Dodig, che a tutto questo aggiunge il piacere di realizzare l’impresa davanti al pubblico di casa (per quanto Ivan sia nato in Bosnia-Erzegovina, a Medjugorje). Ultimo rappresentante del tennis croato dopo avere superato Ljubicic e dopo l’eliminazione di Marin Cilic, Dodig ha fatto di tutto per esaltare il pubblico di Zagabria. Sotto di un set e di un break (6-4 4-2) contro il numero tre del tabellone Guillermo Garcia-Lopez, si è attaccato al match con i denti, ed ha recuperato il secondo set, portato a casa al tie-break, prima di confezionare il 6-4 finale nel terzo set contro un avversario che lo sopravanzava di 55 posizioni (84 contro 29). Il secondo finalista è una sorprendente conferma. Il piccolo ossimoro porta il nome di Michael Berrer, finalista già nel 2010. Il tedescone non sembrava in gran forma in questo 2011, ma si era issato fino alla semifinale grazie anche al ritiro di Richard Gasquet. Molto più caldo appariva il suo avversario, il connazionale Florian Mayer, autore dell’eliminazione del campione in carica Cilic. Eppure il derby ha prodotto un netto 6-1 6-4 per Berrer, che avrà una nuova chance per vincere un titolo ATP.

Tutti per Kevin. Il torneo di Johannesburg presentava un tabellone non di altissimo livello, e di difficilissima lettura, anche a causa della locazione diversa dai tipici palcoscenici del circuito (eviteremo però l’insensata retorica che ha accompagnato i mondiali di calcio sudafricani). In un torneo così imprevedibile, era possibile individuare una stella polare in Kevin Anderson. L’altissimo giocatore di casa appariva ed appare il naturale favorito del torneo, vista la buona condizione mostrata e la sua continua ascesa. Quarto favorito grazie alla sua 59-sima posizione mondiale, Kevin ha avuto un ulteriore aiuto dall’uscita al primo turno dei primi tre, Feliciano Lopez, Lu e Tipsarevic. Oggi Anderson ha fatto il penultimo passo verso il primo titolo ATP superando in tre set Adrian Mannarino, numero 67 del mondo. Il francese è riuscito a creare preoccupazioni all’idolo di casa solo nel primo set, vinto al tie-break, ma ha poi ceduto a zero il secondo set (conquistando solo 6 punti) ed ha rapidamente concesso il break decisivo anche nel terzo set.

A guardare bene il tennis sudafricano ha sfiorato un’impresa clamorosa. Se ieri Rik De Voest avesse vinto contro Somdev Devvarman (e ci siamo andati vicini), ci sarebbero stati ben tre sudafricani in semifinale, e la sfida tra le due Wild-Cards De Voest e Van Der Merwe avrebbe decretato il finalista che si sarebbe opposto al compatriota Kevin Anderson. Oggi però Izan Van der Merwe non è riuscito a vendicare De Voest, ed ha lasciato strada abbastanza nettamente a Somdev Devvarman che è il finalista a sorpresa della parte bassa del tabellone. Il netto 6-2 6-4 di questo pomeriggio regala all’indiano un’insperato risultato dopo un periodo veramente grigio. Basti pensare alla netta sconfitta per mano di Goffin nel torneo di casa a Chennai. Anche per Somdev è la seconda finale ATP della carriera.


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