STATISTICHE ATP, NADAL GIGANTEGGIA

TENNIS - Le statistiche raccolte dall'Atp incoronano ancora lo spagnolo, autentico mattatore della stagione appena conclusa
martedì, 17 Dicembre 2013

Tennis. Sempre e solo Rafa Nadal. Il rischio, analizzando statisticamente una stagione che lo ha visto (quasi) sempre vestire i panni dell’assoluto dominatore, è quello di diventare oltremodo ripetitivi. C’è sempre lui in testa, i numeri parlano sempre spagnolo. Del resto, quando ti ritrovi a esaminare e commentare una stagione in cui un giocatore è stato capace di mettere insieme uno score di 75 vittorie e sole 7 sconfitte, 10 titoli Atp e 4 finali, le sorprese finiscono giocoforza per essere poche. Quando poi si parla di giocatori che giocano meglio quando si trovano sotto pressione, la mente vola subito a lui, è quasi inevitabile.

Così scopriamo – con poca sorpresa, ça va sans dire –  che Nadal è il giocatore che quest’anno ha fatto meglio nei match disputati contro i top 10 (tra quelli che ci hanno giocato almeno 5 incontri). Il maiorchino ha ottenuto 24 vittorie a fronte di sole 5 sconfitte  (quasi tutte maturate, tra l’altro, nell’ultimo mese). Nei primi 9 mesi ha ceduto il passo una sola volta, contro Novak Djokovic (allora numero 1 del mondo) a Monte Carlo. Poi a novembre è stato ancora il serbo a batterlo nella finale di Pechino, prima di ripetersi nell’ultimo atto delle Atp World Tour Finals. In mezzo, le battute d’arresto in semifinale contro Del Potro a Shanghai e contro Ferrer a Parigi-Bercy. Al secondo posto di questa speciale classifica c’è proprio Nole, con 24 vittorie e 6 sconfitte (tre delle quali giunte per mano di Rafael Nadal). Al terzo posto, a far compagnia ad Andy Murray (5-5), troviamo inaspettatamente Michael Llodra (3-3), prima vincitore su Tipsarevic (allora numero 9 del mondo) a Montpellier, poi giustiziere dei connazionali Tsonga (a Dubai) e, più recentemente, Gasquet (a Basilea). Subito dietro ci sono Juan Martin Del Potro (6-7) e Stanislas Wawrinka (9-12).

Dicevamo prima delle poche sorprese. Be’, tra queste possiamo tranquillamente annoverare anche i dati della prossima classifica, concernenti i giocatori che hanno vinto più tie-break rispetto a quelli disputati (partendo da un minimo di 15). In testa, col 76,2% di vittorie, c’è lo spagnolo Roberto Bautista Agut, capace di vincere 16 tie-break su 21. In seconda posizione, col 72,7%, c’è Dmitry Tursunov (16-6), mentre sul gradino più basso del podio non poteva certo mancare Rafael Nadal (18-7). Seguono Murray (16-7) e Delbonis (9-4); “solo” sesto Novak Djokovic (22-10).

Ok, a ben vedere forse anche la prossima è una piccola grande sorpresa. Sì, perché nel coacervo di numeri e statistiche riguardanti i giocatori che hanno fatto meglio sotto pressione, c’è spazio finanche per Richard Gasquet (lo avreste mai detto?). Il transalpino può infatti vantare il 100% di vittorie nelle finali disputate quest’anno – in Qatar contro Davydenko, a Montpellier contro Paire e a Mosca contro Kukushkin -; nessuno meglio di lui (tra chi ne ha disputate almeno 3). Immediatamente dietro c’è Andy Murray (4-1), uscito sconfitto solo nell’ultimo atto degli Australian Open contro Djokovic, che si posiziona subito dietro al britannico con un totale di 7 vittorie e 2 sconfitte (patite a Wimbledon contro Murray e agli US Open contro Nadal). Proprio il maiorchino occupa la quarta piazza col 71,4% di vittorie (10-4). Da menzionare anche il quinto posto (a pari merito con Del Potro, Haas e Youzhny) di Fabio Fognini, assoluto protagonista nel mese di luglio con 3 finali consecutive (2 vinte, a Stoccarda e ad Amburgo, e 1 persa, a Umago).

Dopo questa breve parentesi, torniamo alla normalità delle cose, riprendendo il filo del discorso da dove lo avevamo lasciato, vale a dire da Rafael Nadal. Il numero 1 del mondo guarda tutti dall’alto anche quando si tratta di match vinti dopo aver conquistato il primo set. Sulle 66 volte in cui è andato in vantaggio, Rafa ha perso solo in un’occasione, contro Horacio Zeballos a Vina del Mar – 7-6(2), 6-7(6), 4-6 il risultato finale -, nel primo torneo disputato dopo lo stop forzato di 7 mesi. Più o meno simile il rendimento di Djokovic, uscito sconfitto una volta in più dello spagnolo (64-2). Gli stop di Nole sono arrivati contro Del Potro (Indian Wells, semifinale, 6-4, 4-6, 4-6) e Berdych (Roma, quarti, 6-2, 5-7, 4-6). Completa il podio Tommy Robredo, battuto una sola volta su 29 (da Raonic per 7-6(5), 3-6, 6-7(2) nei quarti del 500 di Barcellona). Seguono – nell’ordine – proprio il canadese nato a Podgorica (37-2), Andy Murray (34-2) e Nicolas Mahut (16-1).

Nadal davanti a tutti anche per quanto riguarda la percentuale di partite vinte dopo aver perso il primo set. Lo spagnolo, che può contare su un ottimo 62,5% (10-6), è seguito a ruota da Andy Murray, fermo al 60% (9-6). Terzo Djokovic col 58,8% (10-7), ultimo col bilancio in attivo. Dietro al numero 2 del mondo troviamo Del Potro (11-13), Isner (9-14) e Ferrer (12-19). Nono Federer col 35% (7-13).

Altra statistica interessante è quella relativa alla percentuale di vittorie nei set decisivi. Chi ha fatto meglio di tutti? Sempre lui, Rafa Nadal, che quest’anno non è riuscito a vincere il parziale decisivo in una sola circostanza: a Vina del Mar contro Horacio Zeballos, quando ha perso il terzo e – per l’appunto – decisivo set. Poi solo vittorie (14). Incredibile anche il rendimento di Murray (9-1), che ha mancato l’appuntamento con la vittoria solo contro Del Potro a Indian Wells (sconfitto per 7-6(5), 3-6, 1-6). Abbastanza staccati dai primi due ma comunque oltre il 70% di vittorie ci sono Tommy Robredo (14-4), David Ferrer (20-8) e Novak Djokovic (15-6).

Chiudiamo infine con la classifica dedicata ai giocatori che hanno avuto la miglior percentuale di vittorie nelle partite finite al quinto set. Due uomini al comando: Tommy Robredo e Evgeny Donskoy (3-0), mai sconfitti quando il match si è protratto fino al quinto parziale. Donskoy, classe 1990, numero 113 del ranking, ha vinto al quinto contro Youzhny nel secondo turno degli Australian Open, in coppa Davis contro James Ward e contro Peter Gojowcyzk nel secondo turno degli US Open. Robredo ha fatto ancora meglio, mettendo in fila 3 vittorie consecutive al quinto set (partendo sempre da uno svantaggio di 0-2) al Roland Garros, eliminando prima Sijsling, poi Monfils e infine Almagro. Lo spagnolo è stato il primo a compiere una simile impresa dal 1927, anno in cui Henri Cochet vinse a Wimbledon tre partite consecutive partendo da uno svantaggio di 2 set.  Al terzo posto non poteva mancare il nostro Andreas Seppi (7-1), vero e proprio habitué del quinto set. Prima della sconfitta rimediata da Istomin agli US Open, l’altoatesino era addirittura imbattuto nei match protrattisi al quinto.

 

 


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