PICCOLO MAESTRO

E' il ventunenne tedesco Cedrik-Marcel Stebe il vincitore della prima edizione delle Atp Finals riservate al circuito Challenger
domenica, 20 Novembre 2011

Roma – Della serie: non tutte le cose inutili vengono per nuocere. Infatti, in molti nel corso dell’anno si erano chiesti quale potesse essere l’utilità del master riservato ai migliori giocatori impegnatisi nel circuito challenger, quasi uno scimmiottamento marcato ATP del già di per sè ridicolo Master International della WTA. Come spesso accade, infatti, le manifestazioni che servono a determinare il migliore non a livello assoluto (come potrebbe essere il Master londinese), ma ad un livello relativo non hanno un valore tale da stimolare fino in fondo i giocatori. In questi casi, infatti, il vincitore può non essere il migliore, perché le motivazioni dei partecipanti difficilmente sono all’apice. A questo aggiungeteci pure che la kermesse in questione è stata organizzata in Brasile, a Sao Paulo, motivo supplementare che ha spinto alcuni degli invitati a non prendere armi e bagagli e dirigersi verso il Sud America

L’invito non meritato. Inoltre l’attenzione mediatica rivolta a questo avvenimento era pari al numero di spettatori che, nella prima fase, sedevano sugli spalti del palazzetto che fungeva da unico campo dell’intera manifestazione: vicina allo zero. Il formato, che riprendeva in tutto e per tutto quello del Master dei “grandi” – 8 giocatori suddivisi in 2 gironi da 4, poi semifinali e finale – permetteva agli organizzatori di utilizzare un’unica cornice, ma, almeno nella fase eliminatoria, una folla degna di tal nome popolava la struttura solo quando a scendere in campo era il tennista locale, Thomaz Bellucci, che col mondo challenger, in verità, centra bene poco, ma era stato invitato tramite una wild card che, come accade nel già accennato Master International femminile, stravolge e non di poco la logica dello stesso torneo.

Gli altri partecipanti. Eh sì, perché questo espediente, utilizzato per attirare pubblico in platea, ha tolto valore a quello che era, fino a quel momento, l’unico modo per essere ammessi al “Gran Finale”, ovvero essere inseriti tra i migliori 8 (poi 7, visto l’invito tributato a Bellucci) nel ranking challenger, calcolato considerando i 10 migliori risultati ottenuti nel corso della stagione a questo livello. Idolo incontrastato di questa graduatoria era il portoghese Rui Machado, prima testa di serie della manifestazione, ma se già il secondo, Eric Prodon, ha preferito saltare l’appuntamento – pur essendo stato impegnato in Sudamerica fino a pochi giorni prima – si desume l’interesse generale per la gara. Ed oltre a Prodon, nell’ evitare il volo verso il Brasile si sono uniti il ceco Lukas Rosol, l’uzbeko Denis Istomin (che era settimo in classifica nonostante avesse giocato 4 tornei, vincendoli), il rumeno Adrian Ungur e il francese Stephane Robert. E così, oltre ai già citati e agli ammessi per diritto Martin Klizan, Andreas Beck e Matthias Bachinger, venivano ripescati l’israeliano Dudi Sela, lo statunitense Bobby Reynolds e il tedesco Cedrik-Marcel Stebe, il più giovane tra i giocatori in gara.

Un bel successo. Ed è proprio grazie a quest’ultimo se questa manifestazione può non venire archiviata con un bel “who cares?”, come si sosteneva nell’incipit. Il giovincello tedesco, di cui già avevamo avuto modo di parlare durante la stagione per gli strepitosi risultati che lo avevano portato dal mondo ITF fino ad essere protagonista sulla terra battuta europea ATP nel corso dell’estate – passando per i challenger, chiaramente – si è infatti appropriato del gradino più alto del platonico podio, nonostante una sconfitta nel primo match assoluto, quello che aveva aperto la manifestazione, contro il giocatore – come spesso il Master impone – che avrebbe poi battuto nell’atto conclusivo, Dudi Sela. Dal 4-6 6-7 del mercoledì si è passati ad un agevole 6-2 6-4, che ha messo ben in mostra i progressi del giovane mancino, allievo di Alexander Waske. Interessante, inoltre, che lungo il suo cammino Stebe si sia aggiudicato due partite tiratissime contro due connazionali – erano infatti ben tre i tedeschi in gara – la prima contro Matthias Bachinger e la seconda contro Andreas Beck, in semifinale, vinta solo per 7-6 al terzo e dopo essere stato sotto di un set ed un break. Cedrik, inoltre, ha avuto il merito di eliminate nettamente, per 7-5 6-0, il primo giocatore del seeding, Rui Machado, nell’ultimo match del girone che ha costituito un autentico “dentro-fuori”. Una prova di carattere mica da ridere, questa, perché il tedesco, per superare il turno, doveva battere l’esperto lusitano in due frazioni e con almeno 5 giochi di margine. E dopo il 7-5 del primo set non erano in molti a dargli fiducia, prima che si concretizzasse un clamoroso 6-0. In sintesi, una vittoria a tutto tondo e non solo questo.

Pioggia di soldi. Infatti al 21enne teutonico, per aver vinto questa competizione, spetta una cifra di poco inferiore agli 85.000 dollari, montepremi ragguardevole per la categoria, se si pensa che nello stesso giorno, lo slovacco Lukas Lacko, vincitore della pur valida manifestazione di Bratislava, si è intascato una cifra pari a 11.500 dollari. Insomma, visto lo scarso appeal del torneo, i vertici dell’ATP non hanno voluto lesinare sul lato economico: d’altronde è pur sempre il miglior incentivo universalmente riconosciuto. E nonostante ciò, per tornare a quanto si diceva prima, il torneo è stato snobbato da parte dei tennisti aventi il diritto. A prescindere da questo, il Master Challenger, se avrà un futuro, comincia col piede giusto per quanto concerne l’albo d’oro, perchè fregiarsi del nome di Cedrik-Marcel Stebe sarà una cosa di grandissimo prestigio. Se non già ora, non passerà poi molto tempo per poter affermare questo.

Risultati Gruppo Verde
Andreas Beck b. Martin Klizan 6-3 6-1
Thomaz Bellucci b. Bobby Reynolds 6-3 6-3
Bobby Reynolds b. Martin Klizan 6-2 3-6 6-1
Andreas Beck b. Thomaz Bellucci 6-4 4-6 6-4
Thomaz Bellucci b. Martin Klizan 3-6 6-4 7-6(7)
Andreas Beck b. Bobby Reynolds 6-3 7-5

CLASSIFICA GRUPPO VERDE
1. Andreas Beck 3-0
2. Thomaz Bellucci 2-1
3. Bobby Reynolds 1-2
4. Martin Klizan 0-3

Risultati Gruppo Giallo
Dudi Sela b. Cedrik Marcel Stebe 6-4 7-6(3)
Rui Machado b. Matthias Bachinger 3-6 7-6(4) 6-4
Cedrik Marcel Stebe b. Matthias Bachinger 6-4 2-6 6-4
Rui Machado b. Dudi Sela 6-2 6-2
Dudi Sela b. Matthias Bachinger 6-2 6-2
Cedrik Marcel Stebe b. Rui Machado 7-5 6-0

CLASSIFICA GRUPPO GIALLO
1. Dudi Sela 2-1 (4-2 set)
2. Cedrik Marcel Stebe 2-1 (4-3 set) (37-32 giochi)
3. Rui Machado 2-1 (4-3 set) (33-33 giochi)
4. Matthias Bachinger 0-3

Semifinali
Cedrik Marcel Stebe b. Andreas Beck 5-7 7-6(3) 7-6(4)
Dudi Sela b. Thomaz Bellucci 6-4 6-4

Finale
Cedrick Marcel Stebe b. Dudi Sela 6-2 6-4


Nessun Commento per “ PICCOLO MAESTRO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • FRENCH OPEN IN CHIARO SU RAISPORT Durante la presentazione del torneo RaiOpen, prima tappa romana del Challenger Tour dell’Atp, il direttore di RaiSport Eugenio De Paoli ha annunciato la scelta di trasmettere 60 ore del […]
  • DUBAI, TRA DJOKOVIC SENIOR E JUNIOR Nel primo turno Novak passa contro Stebe con il punteggio di 6-4 6-2, mentre il fratello Marko, wild card, si arrende a Golubev per 6-3 6-2. Ottimo il debutto di Fish che rifila un doppio 6-1 a Beck
  • ATP CHALLENGER TOUR FINALS 2015: PRESENTI LORENZI E CECCHINATO Saranno 7 i tennisti che si sfideranno alle ATP CHallenger Tour Finals di San Paolo. Nella lista figurano i nomi di Paolo Lorenzi e Marco Cecchinato.
  • CHALLENGER, IL MAESTRO È VOLANDRI TENNIS - Settimana tinta d'azzurro quella appena trascorsa. Filippo Volandri ha trionfato alle ATP Challenger Tour Finals di San Paolo battendo in finale Alejandro Gonzàlez mentre […]
  • ATP CHALLENGER TOUR FINALS: BOLELLI FRA GLI 8 FINALISTI Al Pinheiros Sport Club di San Paolo andrà in scena l' Atp Challenger Tour Finals. Otto i partecipanti, ci sarà anche Simone Bolelli.
  • SELA TRIONFA A TASHKENT, MAHUT SI PRENDE RENNES TENNIS - Dudi Sela batte Gabashvili e vince il Tashkent Challenger, Nicolas Mahut fa suo l'Open de Rennes. Vincono anche Polansky a Tiburon, Joao Souza a São José di Rio Preto e Andreozzi a San Juan

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.