SVITOLINA: “BRAVA ME!”

Seconda vittoria consecutiva per Elina Svitolina a Roma, che rispetto allo scorso anno ha preso consapevolezza delle proprie possibilità ed è cresciuta molto in classifica. “Non è stata Simona a giocare male, sono stata io a metterla in crisi”.

Tennis – L’ucraina Elina Svitolina si è trasformata fisicamente rispetto alla scorsa sua apparizione nella “Città Eterna” nel 2017. Allora era più tonda e più muscolosa, adesso è uno scricciolo. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché ha molta più forza e reattività ora di prima. Complice un cambio di abitudini, non solo alimentari, per cercare di raggiungere il massimo delle proprie potenzialità. Infatti, il suo motto è: migliorare sempre per non ripetere due volte gli stessi errori. Una grande testa, abbinata a una notevole forza di volontà e tantissima ambizione.

Elina, come hai promesso ti tatuerai un simbolo di Roma in omaggio a questo tuo secondo titolo capitolino?
“No, no, ho detto che lo farò solo dopo aver conquistato almeno quattro titoli degli Internazionali”.

E’  stato un match piuttosto strano all’inizio…
Non direi strano, direi che è stato ottimo per come l’ho cominciato. Cercavo di mettere molta pressione addosso a Simona, e quindi rispondevo anticipato ai suoi colpi per aprirmi il campo. Sono stata brava io.

Da cosa ti deriva tutta questa grinta?
“Dallo choc che ho avuto anni fa, quando ho perso la finale di Wimbledon juniores contro la Bouchard rimanendo praticamente pietrificata per tutto il tempo. Ero troppo emozionata. Sono stata triste a lungo dopo quella terribile esperienza, e mi sono detta che mai più mi sarei ritrovata in questa situazione, soprattutto in un match-clou. Da allora non sto mai senza fare niente, faccio in modo di condurre il gioco da subito. Per questo oggi sono stata aggressiva fin dal primo scambio”.

Sei notevolmente dimagrita dall’anno scorso, qual è la tua dieta attuale?
“Lo ho già detto che è un segreto. Voglio che rimanga un mistero. In realtà, quando ho cominciato ad ottenere buoni risultati mi sono detta che avrei voluto raggiungere il massimo delle mie potenzialità, e per farlo ho cominciato a fare caso ai dettagli: seguire una buona dieta, prepararmi atleticamente nel modo ottimale, osservare le ore di risposo ideali. Tante piccole cose che stanno facendo la differenza”.

Che aspettative hai per Parigi?
“Come dicevo tutta la mia preparazione mi ha resa più forte dell’anno scorso, quando proprio qui ho vinto il mio primo titolo importante. Ora mi trovo nelle alte sfere della classifica mondiale e mi accingo ad affrontare il Roland Garros con uno spirito diverso. Prenderò un match alla volta e cercherò di trarre piacere dall’atmosfera speciale che solo gli Slam regalano. La pressione nei Major però è certamente maggiore, e non si può ignorare, perché ognuno degli iscritti in tabellone è davvero motivato”.


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