DOPO LA DAVIS UN FRANCOBOLLO? SCORDATEVELO

Troppo tempo per realizzarlo, oltre ai problemi legati ai diritti d'immagine, dicono. Ed è guerra tra le Poste e la federazione svizzera che accusa: "E' scandaloso!"
martedì, 30 Dicembre 2014

TENNIS – Sui siti svizzeri d’informazione clicchi sulla voce “Sport” e lo schermo del computer diventa bianco. Nel senso che, ovviamente, è un trionfo di sport invernali, hockey su ghiaccio soprattutto e tanto ma tanto calcio. Il tennis? Beh, la conquista della Coppa Davis dello scorso novembre da parte di Roger Federer, Stanislas Wawrinka e soci – la Svizzerissima di capitan Severin Luthi – non è certo passata inosservata: titoloni sui giornali, un Paese in festa, celebrazioni a non finire, francobolli commemorativi… Ops, no: il francobollo non c’è. Meglio: a quanto pare avrebbe dovuto esserci, ma poi le Poste elvetiche hanno fatto dietrofront e la federtennis se l’è legata al dito. Anzi, di più.

“E’ scandaloso! Pensano che la vittoria di Davis sia meno importante dell’argento vinto dal team di hockey su ghiaccio”, ha tuonato il presidente René Stammbach, riferendosi al francobollo che venne dedicato alla nazionale rossocrociata di hockey giunta seconda ai Mondiali del 2013. Dunque, da lì, la “battaglia” tra due discipline sportive che hanno portato onore e vanto alla terra del cioccolato. Da quanto riferisce “Le Matin”, le Poste si sono giustificate dicendo che la realizzazione su carta e la stampa delle facce dei tennisti avrebbe comportato un grosso problema sul fronte dei diritti allo sfruttamento dell’immagine, nonché troppo tempo per la realizzazione del prodotto. Capirai, vai a toccare il tempo agli svizzeri…

Puntuali e precisi quanto vuoi, ma un po’ approssimativi quando c’è da celebrare un successo storico. Constatazione che stride decisamente con il volto sorridente di Federer, Wawrinka, Luthi, Marco Chiudinelli e Michael Lammer che sorreggono la leggendaria insalatiera. L’immagine indelebile nella memoria (lì sì) degli appassionati, al termine di una stagione chiusa nel segno di King Roger. Le sue lacrime sulla terra di Lille, dopo il 6-4, 6-2, 6-2 a Richard Gasquet, dopo il punto decisivo del 3-1 strappato a una Francia attenta più a polemizzare che a contrastare i rossocrociati, sono finite su un’altra foto da scolpire nella memoria. Tranne che per i (senz’altro) ligi uffici postali elvetici.

Wawrinka batte Tsonga 6-1, 3-6, 6-3, 6-2 ed è 1-0 Svizzera; Monfils batte Federer 6-1, 6-4, 6-3 ed è pareggio Francia; Roger&Stan 6-3, 7-5, 6-4 al cospetto di Gasquet e dell’eterno secondo Julien Benneteau, con il 2-1 Svizzera; poi l’ultimo singolare tra il numero due del mondo e Gasquet già ricordato. I rossocrociati che alzano al cielo, per la prima volta, il simbolo della nazione più forte del mondo tennis. Dall’altra parte la nazionale di hockey che, il 18 maggio 2013, a Stoccolma, davanti a 12.500 spettatori perse 5-1 la finale iridata contro i padroni di casa della Svezia. Sconfitta onorevole (detto senza ironia, si trattava pur sempre di una finale…) e finita su un francobollo commemorativo. Alla faccia del tennis, che ora, offeso, grida allo scandalo. Ma ve le immaginate le Poste italiane rifiutare alla FIT il francobollo commemorativo di una vittoria in Coppa Davis, adducendo problemi legati ai tempi?


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