SVIZZERA IMBATTIBILE, ORA PENSIAMO AL FUTURO

Si è conclusa in semifinale l’avventura dei nostri azzurri in Coppa Davis. Era dal 1998 che non arrivavamo così lontano. Ora, forti dello statusi di testa di serie, ci prepariamo all’edizione 2015, che inizia il prossimo 18 settembre, con il sorteggio del tabellone
lunedì, 15 Settembre 2014

Ginevra (Svizzera). Si è conclusa al quarto match della semifinale contro la fortissima Svizzera di Roger Federer e Stanislas Wawrinka l’avventura in Coppa Davis della nazionale italiana di Corrado Barazzutti. Un risultato prestigioso, che non raggiungevamo addirittura dalla lontana edizione del 1998, nella quale ci arrendemmo in finale, a Milano, al cospetto della Svezia di Gustafsson, Norman e Bjorkman.

Ai nostri alfieri, possiamo rimproverare davvero poco, perché sono riusciti a raggiungere un traguardo forse anche superiore rispetto alle attese, alla luce del valore effettivo della nostra squadra e del confronto con altre nazionali, cadute negli step precedenti della competizione. Pur non potendo contare su alcun top ten e senza avere la profondità di roster di altre squadre (vedi la Spagna, appena retrocessa in serie b), siamo riusciti ad arrivare tra le prime quattro del mondo, dimostrando, come ha spiegato molto lucidamente Barazzutti nella conferenza successiva al match di Ginevra, che “se c’è uno spiraglio, noi ci siamo e siamo pronti a infilarci”.

Quella contro la Svizzera, nel catino infernale di Ginevra, su questa superficie, era oggettivamente una missione impossibile. Nessuna squadra può contare su un potenziale pari a quello della formazione elvetica, che ha a disposizione due top four come Federer e Wawrinka, vincitori di 18 prove del Grande Slam e che all’occorrenza formano anche una coppia di doppio formidabile, non a caso vincitrice della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. La rinuncia di Federer alla partita di doppio ci ha concesso il punto della bandiera e ci ha permesso di prolungare il pathos fino alla domenica, ma il risultato non è mai stato in discussione, dopo il dominio elvetico della prima giornata.

Proprio venerdì forse i nostri potevano fare qualcosa di più. Non tanto Simone Bolelli, autore di un’ottima prova contro Federer e forse tornato ai livelli del 2008, quanto Fabio Fognini, che contro un pur eccellente Wawrinka ha dato l’impressione di scendere in campo senza la convinzione di poter realmente creare problemi al numero 4 del mondo, quasi rassegnato. Certo difficilmente un atteggiamento più positivo avrebbe condotto ad un risultato diverso (sia per la superficie sfavorevole, che per l’ottimo match giocato da Stan), però se c’era una possibilità minima per i nostri era quella di mettere Wawrinka sotto pressione, per sperare in un suo calo mentale e cercare di approfittarne, come avevano fatto i giocatori kazaki nei quarti di finale. Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, però qualche game in più rispetto ai sette racimolati dal nostro numero uno, era sicuramente alla portata.

Ora è il momento di pensare al futuro e all’edizione del 2015, che per il terzo anno consecutivo (dopo gli undici di assenza precedenti) ci vedrà protagonisti nel World Group. Giovedì 18 settembre ci sarà il sorteggio del tabellone e quindi scopriremo chi saranno i nostri avversari negli ottavi di finale della 103esima edizione della storia della competizione a squadre più prestigiosa del mondo del tennis. Lo status di testa di serie implica che dovremo affrontare una delle squadre che hanno vinto i playoff, disputati in questo week-end: Serbia (in casa), Brasile (in trasferta), Argentina (in casa), Canada (in casa), Usa (in casa), Australia (in trasferta), Croazia (in trasferta) o Belgio (in casa). Ci attende dunque una sfida dura comunque vada, anche se molto dipenderà dai top player e dalla disponibilità che daranno al proprio capitano. Potendo scegliere, sicuramente sarebbe meglio giocare in casa oppure in un’eventuale trasferta brasiliana, mentre è da evitare a tutti i costi l’Australia, con l’annesso viaggio transoceanico che comporterebbe.


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