TARPISCHEV: SHARAPOVA POTREBBE NON GIOCARE PIU’

Sharapova è stata ascoltata in udienza a Londra nel procedimento per la sospensione al meldonium. Per Tarpischev i tempi del rientro saranno lunghi. La sentenza non è ancora fissata.
venerdì, 20 Maggio 2016

 

TENNIS – Maria Sharapova è stata ascoltata in udienza a Londra nell’ambito del procedimento legato alla sua provvisoria sospensione per positività al meldonium durante l’ultimo Australian Open. Nulla trapela sui contenuti della testimonianza della siberiana. Rimane solo il commento del presidente della federazione russa, Shamil Tarpishchev. “La sua è una situazione piuttosto pesante” ha detto, secondo quanto riferito dall’agenzia R-Sport, “dubito che possa tornare a giocare”. Il presidente ha poi parzialmente corretto il tiro rispetto alle sue prime dichiarazioni. “Volevo solo dire che non può tornare in campo subito, perché non ci sono tempi certi per la sentenza” ha aggiunto.

Il Meldonium, sviluppato dall’Istituto Lettone di Sintesi Organica di Riga per trattare l’ischemia, situazioni in cui i tessuti sono privati dell’ossigeno, migliora la prestazione atletica e la mobilità, proprio perché modula la quantità di ossigeno per i tessuti e così aumenta le possibilità di resistenza alla fatica. Un farmaco, sottolinea la Grindeks, la compagnia produttrice lettone, che si prende a cicli di quattro, sei settimane, con trattamenti che si possono ripetere due o tre volte l’anno. “Solo i medici possono seguire e valutare le condizioni dei pazienti e valutare se dovessero aver bisogno del meldonium per un periodo di tempo più lungo”.

L’aspetto centrale da considerare è il tempo di permanenza, su cui la stessa Wada non è stata chiara, tanto da lanciare una sanatoria di fatto l scorso aprile. I dati, scrive la WADA nel comunicato inviato alle federazioni, sono ancora pochi e gli studi ancora in corso. Studi che avrebbero dovuto essere, razionalmente, completati prima dell’inserimento della sostanza nell’elenco delle performance enhancing drugs, in modo da far iniziare i controlli quando le tracce di assunzioni precedenti al divieto sarebbero sparite. «Se la concentrazione di Meldonium è misurata tra 1 e 15 µg/mL e il test è avvenuto prima del 1° marzo 2016» oppure «se la concentrazione è inferiore a 1 µg/mL in un controllo successivo al 1° marzo», l’atleta potrebbe vedere cancellata la sospensione provvisoria, nel caso in cui l’organizzazione ritenesse che l’atleta non avrebbe potuto ragionevolmente sapere per quanto tempo il Meldonium sarebbe rimasto nel suo organismo, in quanto una tale bassa concentrazione è compatibile con un’assunzione antecedente al 1° gennaio 2016.

Tra russi e georgiani, sono già 14 gli atleti inizialmente sospesi che potranno tornare alle gare, almeno fino alla decisione definitiva sul caso, come l’argento olimpico di lotta Davit Modzmanashvili, la quattrocentista Nadežda Kotljarova (semifinalista agli ultimi Mondiali). LaIAAF, la federazione internazionale di atletica, ha annunciato anche la cancellazione della sospensione provvisoria della triplista Gabriela Petrova, votata a dicembre Atleta bulgara dell’anno e quarta ai Mondiali di Pechino. ¡Adesso posso respirare – ha detto, riferisce ilGuardian – è la notizia che aspettavo da tanto tempo». Petrova, che non ha potuto prendere parte ai Mondiali indoor di Portland a marzo, è stata trovata positiva al mildronato il 6 febbraio, ma ha detto di non averlo più assunto dallo scorso settembre.

Resta però il mistero su quale sia la reale quantità di sostanza nel campione di Maria Sharapova. Certo, la sua prima dichiarazione in conferenza stampa, la difesa basata sulle prescrizioni mediche e sul non aver letto l’email che annunciava l’inserimento del meldonium nella lista delle sostanze proibite, lascia intendere che l’assunzione ultima possa essere avvenuta nel 2016. Altrimenti, sarebbe stato più logico sostenere da subito di aver preso il meldonium per l’ultima volta nel 2015, quando comunque era ancora lecito, anche senza prescrizioni mediche.

La stessa decisione di tenere la conferenza stampa prima ancora che ITF e WADA rendessero nota la sua positività, poi, è uno degli indicatori che potrebbe portare la pena massima a scendere da quattro a due anni. Una decisione che si farà, comunque, attendere ancora.

 


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