CIAO 2017, L’ANNO D’ORO DEL RITORNO DI FEDERER E NADAL

Cala il sipario su una stagione storica, che ha visto lo svizzero e lo spagnolo tornare a dominare Slam e Masters 1000 come accadeva dieci anni fa, ma possono sorridere anche Grigor Dimitrov e Alexander Zverev
lunedì, 27 Novembre 2017

TENNIS – Con il trionfo della Francia nella finale di Coppa Davis, alzata al cielo dai transalpini per la decima volta nella storia dopo il successo conquistato ieri ai danni del Belgio, è calato ufficialmente il sipario sulla stagione 2017 del tennis mondiale. E anche se la vittoria dei francesi rimane negli occhi essendo arrivata poche ore fa, una cosa è certa: è stato senza dubbio l’anno di Federer e Nadal. Sì, perché i due amici-campioni hanno riportato indietro il tempo di dieci anni, monpolizzando il circuito proprio come facevano a metà degli anni 2000.

FEDAL

L’inizio del 2017 poi è stato addirittura epico, con la vittoria di Federer agli Australian Open nella splendida finale della Rod Laver Arena vinta proprio contro Nadal in cinque meravigliosi set, ma lo svizzero, tornato a vincere uno Slam a distanza di quattro anni e mezzo, è stato capace poche settimane dopo di mettere in tasca anche un incredibile “Sunshine Double”, trionfando ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami con un tennis a dir poco sublime. Roger quindi si è preso un periodo di riposo, ed è stato Rafa a prendere in mano il testimone, dominando letteralmente la stagione sulla terra rossa culminata con la vittoria della “Decima” al Roland Garros, anche se l’estate è stata ancora di Federer, perché a Wimbledon è arrivato l’ottavo sigillo del re, salito così a quota 19 titoli Slam in carriera tra l’emozione del pubblico di Church Road. Roger e Rafa poi hanno letteralmente fatto impazzire il pubblico di Praga durante la prima edizione della Laver Cup (la sfida tra Europa e Resto del Mondo che il prossimo anno verrà replicata a Chicago), giocando insieme un match di doppio che è già passato alla storia, e dopo aver aiutato l’Europa ad alzare al cielo il trofeo, Nadal ha trovato il modo di vincere alla grande anche gli Us Open, e poi i due si sono ritrovati di nuovo l’uno contro l’altro nella finale del Masters 1000 di Shanghai, vinto ancora dallo svizzero con un’altra prestazione praticamente impeccabile. Nadal però si è potuto consolare chiudendo l’anno da numero uno del mondo, seguito nel ranking Atp proprio da Federer (vittorioso anche al torneo di “casa” di Basilea), e nel 2018 c’è da scommettere che si ripresenterà ancora più competitivo.

ANDY E NOLE

Di certo però, a dare una mano a Federer e Nadal ci hanno pensato anche Andy Murray e Novak Djokovic, tutti e due costretti ad alzare bandiera bianca per infortunio a metà stagione (lo scozzese per un problema all’anca, il serbo fermato dal gomito). Entrambi hanno iniziato la stagione in ombra, incassando due premature eliminazioni agli Australian Open, e da lì in avanti per loro è stato una specie di calvario, tra prestazioni opache e consulti medici sempre più frequenti, culminati con l’arrivederci al 2018 quando la stagione era ancora al giro di boa, seguiti poche settimane dopo da Stan Wawrinka e Kei Nishikori, anche loro appiedati da problemi fisici che li hanno portati a tirare una linea sopra questo 2017 a dir poco da dimenticare.

RAONIC, ANDERSON, ZVEREV E DIMITROV

Cosa che avrà fatto sicuramente anche Milos Raonic, protagonista di un’altra stagione a singhiozzo segnata più dagli infortuni che dalle vittorie. Il canadese, atteso da tutti al definitivo salto di qualità, non è mai riuscito a giocare con la continuità che avrebbe voluto, e ha salutato definitivamente la compagnia dopo gli Us Open per l’ennesimo problema al polpaccio. E’ stato proprio il cemento di Flushing Meadows invece a certificare il ritorno ad alti livelli di Kevin Anderson, arrivato fino alla finalissima (persa da Nadal) e apparso finalmente ai livelli di un paio di stagioni fa, ma i riflettori dell’ultima fetta di stagione spettano di diritto a Grigor Dimitrov, capace prima di portare a casa il primo Masters 1000 della sua carriera a Cincinnati, e poi di trionfare addirittura alle Atp Finals, battendo in finale un ottimo David Goffin al culmine di una settimana da sogno per il bulgaro, che ora sogna nel 2018 di vincere anche il suo primo Slam. Il futuro però sembra sorridere decisamente anche ad Alexander Zverev, capace a 20 anni di chiudere l’anno alla posizione numero 4 del ranking Atp, grazie anche al successo ottenuto al Masters 1000 di Montreal, e deciso a rilevare lo scettro dalle mani dei “Fab Four” già a partire dal 2018.

ITALIANI

E gli azzurri? Gli acuti certamente non sono stati tantissimi, di sicuro però da questo 2017 il tennis italiano si tiene stretto la semifinale raggiunta dal neo-papà Fabio Fognini al Masters 1000 di Miami (persa contro Rafa Nadal) e gli ottavi di finale conquistati agli Us Open da Paolo Lorenzi, protagonista di un’altra stagione di sostanza che lo ha confermato stabilmente nella Top 50 della classifica mondiale. Ma l’Italia ha avuto il piacere e l’onore di ospitare anche la prima edizione delle Next Gen Atp Finals nella splendida cornice di Milano, che ha consacrato il carattere del giovane coreano Hyeon Chung e riportato Gianluigi Quinzi ai livelli che tutti sperano possa confermare nel 2018, e per tutto il movimento del tenni azzurro è stata sicuramente una vittoria importante.

(Nella foto Roger Federer e Rafa Nadal – www.zimbio.com)

 


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