BECKER: RESTO CON NOLE PERCHE’ MI DIVERTO

L'ex Boom Boom annuncia il rinnovo della partnership con Djokovic e rilancia: "A Londra l'obiettivo è vincere"
venerdì, 7 Novembre 2014

TENNIS – Un altro anno al fianco di Novak Djokovic. Un altro anno vicino al serbo attualmente numero uno del mondo. Un 2015 da trascorrere lavorando e divertendosi. In un’intervista rilasciata al sito del quotidiano tedesco “Bild”, Boris Becker ufficializza il rinnovo dell’accordo di collaborazione iniziato nel dicembre del 2013. Resterà dunque personal coach di Nole anche per il prossimo anno.

“Negli ultimi dodici mesi – ha detto l’ex ‘Boom Boom’ – il nostro rapporto è stato assai fruttuoso e per questa ragione continuerà. Per quanto mi riguarda sono molto felice di restare a lavorare con tutta la squadra. Il ritorno al tennis mi ha dato un sacco di divertimento”. Quanto durerà il nuovo contratto? “Fin quando i successi arriveranno”. Risposta diplomatica o, piuttosto, dichiarazione di guerra?

Boris Becker, 47 anni il prossimo 22 novembre, da giocatore “appena” sessantaquattro titoli vinti di cui sei slam e tre master, dice di aver posto la firma su un contratto con il 27enne di Belgrado sebbene “con uno sportivo come lui sarebbe bastata una semplice stretta di mano”. Si riparte, allora. E si riparte da Londra, dalle Atp Finals. “L’obiettivo – dichiara colui che sui giornali tedeschi è stato ribattezzato ‘Beckovic’ – è ovviamente vincere”. Ma prima ci sarà da affrontare un girone non facile contro Marin Cilic, Stanislas Wawrinka e Tomas Berdych.

Da quando Becker è entrato nel suo staff, Novak Djokovic ha ottenuto sei titoli, in tutto cinquantasette le partite vinte a fronte delle otto perse. Successi a Wimbledon (senz’altro il più importante, anche per la vittoria in finale su Roger Federer), Indian Wells (3-6, 6-3, 7-6 rifilato ancora a Federer), Miami (doppio 6-3 a Rafael Nadal), Roma (4-6, 6-3, 6-3 ancora a Nadal), Pechino (6-0, 6-2 a Berdych) e l’ultimo a Parigi-Bercy (6-2, 6-3 a Milos Raonic). Finale al Roland Garros (battuto da Nadal); semifinali a Dubai (sconfitto da Federer), Montecarlo (ancora da Federer), US Open (da Kei Nishikori) e Shangai (Federer per la terza volta). Ma anche eliminazioni cocenti agli Australian Open (serbo battuto ai quarti di finale da Wawrinka), a Toronto (terzo turno da Jo-Wilfried Tsonga) e Cincinnati (terzo turno da Tommy Robredo).

Ma la partnership, come visto, ha portato moltissimo anche a Boris Becker. E non soltanto sul piano spirituale. Il ritorno al tennis di Boom Boom non poteva infatti passare inosservato e, tanto per citare un esempio, di recente un noto marchio sportivo tedesco ha messo in commercio una riedizione della scarpa che Boris indossò in quell’incredibile Wimbledon 1985, quando vinse sull’erba più bella del mondo ad appena 17 anni e 227 giorni. Fuori dal tennis, tantissime le attività seguite negli ultimi quindici anni. Dall’esperienza di commentatore tv per la BBC alla sua arcinota passione per il poker Texas Hold ’em. Anche piuttosto remunerativa, visto il suo ruolo di testimonial e per i tornei vinti. Nel 2000, inoltre, ha sfidato a scacchi la leggenda Garri Kasparov. Ha perso alla diciottesima mossa. Giusto, mica si può avere tutto…


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