TENNIS UNO SPORT DA MANIACI, SESSUALI

Le denunce per molestie e violenze sessuali sconvolgono il mondo del tennis. E’ un’epidemia che spazia dal doppista Bob Hewitt all'ex coach francese Regis de Camaret, sino a coinvolgere alcuni maestri di tennis italiani
martedì, 20 Novembre 2012

Tennis. E’ noto che da sempre, o quasi, il tennis è un porto franco per le più differenti attitudini sessuali; si spazia dall’etero al lesbo con facilità, ma questo non ha mai destato scandalo o alcun fastidio a chicchessia. Ed è giusto che sia cosi, finché a si tratta di adulti consenzienti. Tutto cambia, però, quando le attitudini sessuali diventano perversioni e si trasformano in abusi e violenze di cui vengono fatti segno minorenni e allievi in genere. Questa è la soglia di non ritorno.

Il limite invalicabile delle degli abusi sessuali e delle violenze assimilabili allo stupro sembra essere stato, purtroppo, ampiamente oltrepassato nel mondo del tennis. Ad aggravare la situazione è che ad aver oltrepassato la soglia di non ritorno non sarebbero stati personaggi oscuri, ma volti estremamente noti a livello mondiale e maestri a cui vengono affidate adolescenti nel fiore dello sviluppo psicologico. I due casi più eclatanti sono quelli dell’ex coach francese Regis de Camaret e di Bob Hewitt, uno dei più grandi doppisti di tutti i tempi, vincitore di 54 titoli, 9 Slam e 6 major in doppio misto.

Il primo, Regis de Camaret, è stato trascinato in tribunale per un’accusa di abusi sessuali, che avrebbe perpetrato ai danni di una miriade di bambine adolescenti quando era direttore del centro tecnico di Marres in Provenza. Il secondo, Bob Hewitt, ha una tale sfilza di accuse per abusi sessuali e stupri nei confronti di giocatrici, anche queste di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, da far impallidire perfino un satrapo pedofilo.

Entrambi sono accusati di aver abusato sessualmente e poi violentato giovani allieve, ponendole in uno stato di sudditanza psicologica o costringendole con la forza. Casi differenti, ma legati da un minimo comun denominatore: l’abuso di una posizione dominante.

Delitto senza castigo. La storia di Regis de Camaret è emersa nel lontano 2005 grazie al libro “Service Volè” scritto da Isabelle Demongeot, un’ex giocatrice che calcava le scene nei lontani anni ’80.  La sua denuncia ha provocato una slavina di testimonianze spontanee di altre presunte vittime, tutte ragazze che frequentavano il centro tecnico tra il 1977 e il 1989, che ha travolto il de Camaret trascinandolo in carcere. Sono seguiti vari processi che, tra una lungaggine burocratica e l’altra, si sono quasi tutti arenati nella melmosa palude della prescrizione. Quasi tutti, perché resta ancora in piedi un procedimento penale promosso da due ex giocatrici, oggi trentaseienni.

Quello di Bob Hewitt è un altro “caso di specie”, esploso dopo il reportage del Boston Globe nel quale alcune sue ex allieve raccontavano di essere state costrette a rapporti sessuali nell’età dell’adolescenza. E’ una litania di testimonianze inquiete e rabbiose, che rasentano e molte volte superano un racconto dell’orrore. Come nel caso di Suellen Sheehan, che accusa Bob Hewitt di averla violentata quando aveva 9 anni, e di Twiggy Tolken, che di anni ne aveva 12 anni.  Le fanno eco Heather Crowe Conner, Raymond Moore, Gina Read, Nicole Gold e Amanda Wienhold, tutte prima soggiogate mentalmente e poi violentate per lungo tempo.

In un caso più unico che raro, è stata la “giustizia sportiva” ad intervenire per prima nelle vesti della Hall of Fame, che ha deliberato di sospendere a tempo indeterminato Bob Hewitt, cancellandolo dai suoi elenchi.

Ma non bisogna andare lontano per incontrare orchi sui campi da tennis, poichè stando alle cronache dei quotidiani ce ne sarebbero anche in Italia. Il 23 Novembre 2010 i quotidiani Il Messaggero e Leggo raccontavano di una inchiesta della Procura di Roma nei confronti di un 53.nne maestro di tennis comasco, che svolgeva anche il ruolo di agente di giocatrici. L’accusa era violenza sessuale sui minori. A dare il via alle indagini era stata la denuncia presentata dalla madre di una ragazza minorenne, portata a Roma insieme ad altre ragazze nell’inverno del 2008 per una settimana intensiva di allenamenti. La vittima, o almeno presunta tale, aveva raccontato che mentre si trovava all’interno di uno degli appartamenti a Roma, dove alloggiavano per la trasferta, il maestro l’avrebbe invitata a sdraiarsi sul letto per poi molestarla sessualmente, approfittando delle sue condizioni di debolezza. Come sia finita l’inchiesta non è possibile saperlo, perché i giornali non ne hanno dato conto. In ogni caso è una notizia che proprio non avremmo voluto leggere.

Questa, però, non è la sola storia emersa all’onore delle cronache. Alcuni anni fa un maestro, ex giocatore di Coppa Davis, nel bel mezzo di una lezione fu arrestato dai Carabinieri con l’accusa di aver abusato di una minore, da lui definita consenziente nel corso delle contestazioni del magistrato. Idem come sopra per l’epilogo della vicenda.

Non si tratta però solo di storie legate al passato, poiché anche l’attualità riserva delle sorprese in fatto di atteggiamenti che lasciano di stucco. Questa estate, più precisamente il 27 luglio 2012, il Messaggero Veneto raccontava la storia del 30.nne Luca Fereghino di professione tennista (ed anche istruttore di tennis, stando ad un sito internet), che avrebbe tentato di violentare la sua ex ragazza ventenne a Città Giardino presso Grado. “Già conosciuto alle forze dell’ordine per episodi simili, è stato arrestato dai Carabinieri appena in tempo”, scriveva in proposito il quotidiano veneto.

Luca Fereghino, arrestato con le accuse di violenza sessuale, stalking, lesioni personali e sequestro di persona è tornato in libertà, dopo essere stato rinchiuso in carcere a Gorizia soltanto una notte. Al termine dell’udienza davanti al gip Massimiliano Rainieri, che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri di Grado, Fereghino è stato scarcerato con il divieto di avvicinarsi alla casa della ragazza. «Per quanto riguarda la violenza c’è stato solo un tentativo di bacio; ma se è per questo che si parla di violenza sessuale, per un bacio, sa quante persone finirebbero in galera- ha detto alla stampa il papà Giorgio Fereghino, che ha proseguito – Non è corretto dire che mio figlio è un pregiudicato. È vero che in passato è stato ritenuto colpevole di stalking ai danni di una sua ex fidanzata per molestie telefoniche, ma tutto si è risolto con il pagamento di 500 euro di oblazione».  Come andrà a finire lo deciderà prossimamente il Tribunale di Gorizia.

In ogni caso le storie che abbiamo raccontato presentano uno spaccato preoccupante sul mondo del tennis, in particolare giovanile. L’ultima nulla c’entra con quelle antecedenti, dove erano coinvolte minorenni, ma serve anch’essa a riflettere, per domandare alla Federazione Italiana Tennis di inserire nel regolamento, a meno che già non vi sia, una norma ferrea che imponga a tutti i tesserati di tenere un comportamento irreprensibile in fatto di molestie, stalking e abusi sessuali, sia in area tennis sia nella vita privata. La fiducia che riponiamo nella FIT è totale, per questo desideriamo che si doti di regole e strumenti di vigilanza sempre più stringenti a tutela dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.


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