TERRA BLU, MADRID CHIEDE FIDUCIA

Tsobanian, direttore esecutivo del torneo: “Conoscete due tornei che utilizzano la stessa terra battuta? Non esistono due eventi al mondo in cui la sensazione della terra sia la stessa"...

Madrid (Spagna) – Non si arrestano le critiche in vista del Masters 1000 di Madrid, primo torneo su terra battuta ad adottare una colorazione differente rispetto alla classica rossa. Le lamentele dei giocatori si rincorrono oramai da mesi, ma l’organizzazione ha tentato in tutti i modi di placare le polemiche dimostrando più volte che, al di là del colore, non ci sono differenze rispetto alla tradizione.

In vista dell’avvio del torneo l’agenzia Dpa ha incontrato gli organizzatori per analizzare la situazione e gli stessi hanno espresso la speranza che, una volta sul posto e provata la superficie, i tennisti possano cambiare idea.

Quello che chiediamo è un po’ di fiducia, – ha commentato Gerard Tsobanian, direttore esecutivo del torneo. “Vorremo che ciascun giocatore provasse la superficie ed esprimesse la propria impressione, senza mentire”.

Tra le critiche più dure quelle di Rafael Nadal, che di recente aveva commentato: “Non sono d’accordo con questo cambiamento: Madrid è in posizione centrale rispetto al calendario in terra battuta e gli altri tornei sono tutti ‘in rosso’. Madrid inoltre è l’unico torneo in altura e ora vuole cambiare anche questo aspetto, credo sia troppo. E’ un errore, perché la terra azzurra non porta nessun vantaggio, né ai giocatori, né al torneo. Solo il padrone porta qualcosa a casa e non capisco come l’Atp possa accettare questo”.

Tsobanian è convinto che la fiducia riposta dall’Atp verrà confermata a fine torneo, in modo che la terra azzurra diventi la superficie ufficiale per Madrid dal 2013: “Per caso i tornei indoor utilizzano tutti lo stesso colore? No, quindi dov’è il problema? Qui si tratta di fare un cambio unico, mica di cambiare colore tutto il tempo”.

Tsobanian ha sottolineato poi una serie di argomenti a favore della scelta operata da Madrid, seguita in qualche modo anche dal Roland Garros che, per il giorno delle semifinali femminili, utilizzerà sul centrale una terra rosa (per motivi promozionali): “E’ terra battuta? Si. Il colore è differente? Si. Si vede meglio la palla? Si. E’ un’esperienza migliore per tutti? Si. Le risposte sono tutte positive, quindi non riesco a capire quali siano i lati negativi di questa scelta”.

Nadal sostiene che Madrid sia già di per sé un torneo particolare, visto che si gioca a 550 metri sul livello del mare, e che un ulteriore cambiamento non sia dunque assolutamente necessario. Un rifiuto che viene da lontano, visto che tra il 2009 e il 2011 il maiorchino, come la maggior parte dei giocatori (tra cui Federer e Djokovic), aveva rifiutato l’opportunità di allenarsi sui campi in terra azzurra.

Tsobanian crede che le critiche piovute sull’organizzazione non abbiano un vero fondamento: “Conoscete due tornei che utilizzano la stessa terra battuta? Non esistono due eventi al mondo in cui la sensazione della terra sia la stessa, e se c’è qualcuno pronto a testimoniare il contrario lo fa in mala fede”.

Nonostante le divergenze nate negli ultimi tempi con Nadal, la mano destra di Tiriac ha elogiato il numero due del mondo, affermando che ci sono molte similitudini tra il torneo spagnolo e il tennista: “Rafael ha rivoluzionato il tennis, è stato un innovatore. Il suo gioco fisico, la rotazione della palla, la maglia senza maniche sono tutte novità introdotte da lui e il nostro torneo è in qualche modo uguale a lui. Noi siamo giovani e innovatori, siamo uguali: Nadal potrebbe essere il nostro testimonial”.

Non siamo un torneo tradizionale – ha proseguito Tsobanian – anche perché con soli dieci anni di vita non potrebbe essere diversamente. Desideriamo essere moderni e innovatori, rivoluzionari in qualche modo. Perché bloccarci? Ecclestone cambia le regole della F1 tutte le settimane, si adatta alle esigenze del cliente”.

Qualche giorno fa il giornale spagnolo Marca aveva pubblicato un reportage proprio testando la pista azzurra e alla fine della giornata le sensazioni erano state davvero identiche alla terra rossa, appuntando che l’idea del colore poteva essere annoverata davvero ad una semplice operazione di marketing.

Manca meno di una settimana dal via e il dibattito cresce, il dubbio pertinente ora  –  dopo vari test – è sullo scontro: rimarrà alto per principio o i giocatori affermeranno davvero che non c’è alcuna differenza, rimangiandosi mesi di contestazioni?

Ai posteri l’ardua sentenza, ma la terra di Madrid – nonostante la sua tinta azzurra – brucia più del rosso.


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