ENQVIST E L’EREDITA’ IMPOSSIBILE

Compie trentotto anni Thomas Enqvist, erede mancato di Borg ed Edberg, ma colonna della Davis svedese, prima in campo ed ora in panchina
martedì, 13 Marzo 2012

Non è facile essere svedesi nel circuito ATP. Ai primi passi nel circuito juniores le lunghe ombre di Bjorn Borg e Stefan Edberg caleranno sul malcapitato, condannandolo ad imitare la proverbiale regolarità del primo o l’altrettanto celebrato gioco d’attacco del secondo.

Se questi confronti sono un problema per i tennisti di oggi, figuratevi cosa sono stati per un ragazzo che nel 1991 trionfa nelle versioni junior di Wimbledon e Australian Open, e raggiunge la seconda finale consecutiva al Roland Garros raggiungendo di conseguenza la vetta del tennis giovanile.

Tutto questo mentre Stefan Edberg stava per imboccare il viale del tramonto, consegnando idealmente il testimone all’allora diciassettenne di Stoccolma, ma anche il peso di un’eredità difficile da gestire. Ancora oggi wikipedia esordisce descrivendo Thomas come “precocemente esaltato come il solo svedese in grado di seguire le orme di Stefan Edberg e Bjorn Borg”, ma subito dopo rivela l’agrodolce verità di una carriera che ha visto la quarta posizione ATP come acme almeno a livello di classifica.

Con queste aspettative una finale di Slam, il contributo a due vittorie in Coppa Davis e tre titoli in quelli che oggi chiamiamo Masters 1000 appaiono come un bottino non troppo soddisfacente. Il confronto, gratuito ed ingeneroso, ha finito per pesare anche sulla fama di Thomas, spesso descritto come un brutale picchiatore, un destino inevitabile se la pietra di paragone è il leggiadro Stefan Edberg. Spesso è stato dipinto come dissennato, una sorte naturale se confrontati con la roccia (in campo) Borg.

Riguardando Thomas Enqvist, lo svedese appare piuttosto come un prototipo quasi perfetto del tennista moderno, solido atleticamente, fisicamente piazzato e tecnicamente completo sia pur senza fronzoli. Un tennista che si è scontrato contro una generazione di fenomeni capitanata da Pete Sampras ed ha potuto assaggiare l’inizio dell’era di Roger Federer senza sapere approfittare dell’interregno tra i due, anche per i problemi fisici che hanno frenato la sua carriera.

Eh si, come spesso capita, alla radice di una carriera meno brillante del previsto c’è molto spesso la sfortuna, nella forma di un fisico fragile. Nel 1994, a soli 20 anni, Thomas fu infatti operato ad entrambe le ginocchia, e fu solo l’incipit di una lunga serie di interventi concentrati soprattutto su ginocchia e caviglie, ma, soprattutto nella seconda parte della carriera, anche alle spalle. Un calvario che ha regalato solo pochi periodi di pace al nostro eroe.

Dopo la sua difficile carriera di giocatore, ora Thomas è chiamato ad un compito improbo, la gestione della squadra svedese di Coppa Davis. I tempi d’oro sono lontani e solo Robin Soderling difende l’onore scandinavo ad alto livello. Così il talentuoso Thomas è costretto a preparare nozze con i fichi secchi (con tutto il rispetto per i volenterosi tennisti svedesi) o a sperare nelle estemporanee partecipazioni di Joachim Johansson, un ragazzo a confronto del quale Enqvist può dirsi fortunato.

Il trentottesimo compleanno di Thomas Enqvist porta quindi con se’ l’augurio di riuscire a ricostruire una compagine degna dei vichinghi di qualche tempo fa, e di riscattare la sfortuna che ha afflitto la sua carriera attraverso i suoi più giovani eredi.

Salutiamo infine Thomas con un filmato che lo vede opposto proprio a Stefan Edberg nel torneo di Bercy del 1996


2 Commenti per “ENQVIST E L'EREDITA' IMPOSSIBILE”


  1. giovanni colombo ha detto:

    Come Edberg è difficile giocare. Comunque Enquist è meglio di Soderling. Come capitano di Davis, lo vedo bene.

  2. Mariarosa ha detto:

    Ciao Massimo, ci hai dato giù duro con Enquist 🙂 mio marito ed io lo ricordiamo un pò debole di testa ma tutto sommato un buon giocatore che ha vinto ben 19 tornei di singolare ed uno di doppio, due coppa Davis e una finale agli Australian Open, nonchè numero quattro del mondo…forse il tuo articolo è un pò troppo severo 🙂 Se ritorniamo alla sua migliore classifica possiamo notare che era dietro a tennisti del calibro di Agassi, Kafelnikov, Sampras e Kuerten a seconda delle settimane.


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