TIM HENMAN: “MURRAY GUIDERÁ LA GRAN BRETAGNA ALLA VITTORIA”

“Troverà la giusta condizione per vincere la Davis”. A dirlo è l’ex numero 4 del mondo e sei volte semifinalista Slam, che però diserterà la finale in Belgio per paura di attentati terroristici.
martedì, 24 Novembre 2015

Tennis – La Gran Bretagna non vince la Coppa Davis dal 1936 e non gioca una finale dal 1978. Ci proverà nel prossimo weekend contro il Belgio nella finalissima di Ghent. Il team britannico è già arrivato a Bruxelles dopo aver rimandato la trasferta di 24 ore a causa dell’allerta terrorismo vigente in tutto il quadrante geografico dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre.

Proprio per questo Tim Henman ha deciso di disertare l’appuntamento con la storia della nazionale britannica di tennis: “Volevo portare con me mia famiglia, ma ho deciso di restare a casa” dice in un’intervista alla Bbc. Non si dimentica facilmente il trauma subito durante gli attacchi alle Torri Gemelle del 2001: “L’11 settembre stavo andando in Ecuador dove avrei giocato la Coppa Davis. Il mio volo era diretto a Miami, ma fu dirottato sulle Bermuda e poi fatto rientrare a Londra. È stato inquietante e per nulla divertente essere su un aereo in quel momento”.

Non si dimenticano nemmeno i fatti di Parigi di dieci giorni fa. Un’atmosfera di tensione che coinvolge tutta l’Europa e che ha portato, tra le altre cose, a pensare addirittura di non giocare la finale di Coppa Davis. Lo conferma lo stesso Henman: “Si stanno consultando un sacco di persone esterne al mondo del tennis, come le ambasciate e i governi britannico e belga, al fine di capire quali possono essere le misure di sicurezza da approntare. Incrociamo le dita. Sarebbe molto deludente se la finale non si potesse giocare”.

Una prospettiva fortunatamente smentita. È di qualche ora fa, infatti, il comunicato congiunto della Itf e della Reale federazione Belga (Rbtf): “La finale di Coppa Davis si giocherà. Sono stati consultati funzionari competenti e consiglieri per la valutazione dei rischi e della sicurezza. Non vi sono cambiamenti rispetto al programma annunciato per la finale di Coppa Davis” fanno sapere da Ghent. “Stiamo intraprendendo tutti i passi necessari per garantire la sicurezza delle squadre, degli spettatori, dei media e di tutti gli addetti. Inoltre – assicura la Itf – la finale è sold out, quindi sul posto non ci saranno biglietti in vendita e sarà proibito l’accesso a chiunque non abbia il tagliando”. Insomma, la macchina della sicurezza si è messa in moto.

Meglio dunque parlare di sano tennis. E in particolare delle condizioni di Andy Murray, apparso stanco e appannato nelle ultime due partite giocate alle Atp Finals di Londra della scorsa settimana: “Andy Murray ha trascinato la squadra” dice Tim Henman, che conferma il ruolo di favorita per la sua nazionale: “Penso che la Gran Bretagna vincerà 3-1. Murray si presenterà al top davanti agli avversari”.

Dunque le prestazioni poco convincenti della O2 Arena non sarebbero state causate da una condizione fisica non eccellente: ”Penso sia evidente che alla O2 Andy era un po’ distratto e questo è perfettamente accettabile se devi giocare una finale di Coppa Davis dopo pochissimi giorni”.

Un aiuto per il britannico numero 2 del mondo potrebbe arrivare paradossalmente dal pubblico belga. Tim Henman ne è certo: “Il 90% del sostegno sarà per la nazionale belga e questo lo aiuterà a concentrarsi al meglio. Sono sicuro che giocherà bene come ha fatto durante tutto l’anno”.

Anche perché il vincitore di Us Open 2012 e Wimbledon 2013 ha vinto tutte e sei le partite di singolare e doppio giocate in Davis durante questa stagione. È quindi lui il vero trascinatore della nazionale, colui che ha portato la Gran Bretagna in finale dopo 37 anni e che potrebbe portarla a un trionfo dopo 79. Tim Henman la prende larga: “Non pensavo fosse possibile. La teoria dice che i team «one man» non vincono la Davis, infatti ci sono stati altri giocatori che hanno fatto la loro parte come Jamie Murray, James Ward e Leon Smith, il capitano. Ma quando si riflette su quello che ha fatto Andy c’è una sola parola da dire: fenomenale”.

Il vincitore di ben 29 incontri di Davis in carriera difende poi il numero 2 Atp dalle critiche rivoltegli contro dall’ex capitano David Lloyd, che aveva accusato Murray di fare poco per il tennis britannico: “Non posso essere d’accordo considerando che ha portato la nazionale in finale di Coppa Davis. Ha vinto Wimbledon, gli Us Open e l’oro olimpico. La cosa migliore che può fare è concentrarsi sulla sua preparazione e sulle sue prestazioni in campo. Penso che stia facendo tutto alla perfezione”.

Foto: Tim Henman in coppia con Andy Murray durante un match di esibizione (www.zimbio.com)


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