TOKYO 2020, I SOGNI DI NAOMI OSAKA

La giapponese si avvicina all'appuntamento di Tokyo tra un anno, tra entusiasmo e responsabilità.

TENNIS – Ha vinto due prove dello Slam consecutive a cavallo tra il 2018 e il 2019, poi un breve periodo di appannamento che l’ha lasciata in stand-by, permettendo alla concorrenza di imporsi sia negli appuntamenti più importanti, sia nel ranking femminile. Nonostante gli ultimi momenti, Naomi Osaka non demorde e mette nel mirino l’obiettivo più grande di tutti: Tokyo 2020.

Si tratta di una congiunzione astrale non di poco conto per la tennista giapponese. Il momento di massima maturità è arrivato ad un anno e mezzo dall’appuntamento quadriennale: le Olimpiadi, a casa sua, con la possibilità di contare sui favori del pronostico sia sotto l’aspetto tecnico sia dal punto di vista meramente ambientale.

Nell’intervista rilasciata a ITF World, l’ex numero uno del mondo non ha nascosto le sue ambizioni: “Sogno la medaglia d’oro come la sognano tutti, spero di arrivare preparata alle Olimpiadi come lo sperano tutti. Ma per me è diverso. Io le Olimpiadi le gioco in casa, con un peso ed una responsabilità differenti. L’approccio ad un evento del genere non è lo stesso delle mie colleghe, soprattutto perché adesso sto vivendo uno dei migliori momenti della mia carriera”.

La Osaka, infatti, ha strabiliato tutti nell’ultimo anno, rispondendo alla perfezione al concetto di “from zero to hero”. Per la tennista giapponese, una vittoria olimpica sarebbe il culmine della sua carriera: “Non ho un obiettivo più grande in carriera, la medaglia d’oro nel singolare olimpico sarebbe il punto più alto senza alcun dubbio. Tutti i tornei più importanti si giocano annualmente, le Olimpiadi ogni quattro anni. Quante probabilità ci sarebbero state? Pensateci: una tennista giapponese in vetta al ranking ad un anno e mezzo dalla manifestazione a casa propria. Indescrivibile, sia la gioia sia la tensione”.

Dopo il successo a sorpresa di Monica Puig a Rio de Janeiro, potrebbe toccare alla Osaka. “Once in a lifetime”, verrebbe da dire, considerando le ultime Olimpiadi di Tokyo: “Ho parenti, ma anche genitori e nonni di amici che mi raccontano l’atmosfera delle Olimpiadi del 1964. È una sensazione così incredibile che non riesco neanche a realizzare. Credo che dovrò somatizzarla anche dopo che si concluderà questa esperienza, ma spero di dare seguito all’entusiasmo dei giapponesi con una mia vittoria. Ce la metterò tutta”.


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