TOMAS BERDYCH: “ORA POSSO VINCERE UNO SLAM”

Dopo la breccia aperta da Wawrinka agli Australian Open, Tomas Berdych pensa che questo sia l’anno buono per strappare, anche lui, uno slam ai Fab-Four. In una intervista al britannico “The Guardian” lo svedese rivela che a Wimbledon potrebbe presentarsi l’occasione giusta.
martedì, 15 Aprile 2014

Tennis – “Bisogna solo mettere insieme tutti i pezzi, ma il puzzle è davvero grande” Tomas Berdych apre cosi la sua lunga ed interessante intervista rilasciata al quotidiano britannico “The Guardian”.

Il tennista della Repubblica Ceca, esce dagli schemi, mostrando un nuovo volto: meno serioso e più coinvolgente e divertente.

Devo essere sempre estremamente professionale. Questo è quello che mi serve per esprimere al meglio il mio tennis. Spesso la gente vede questo in me” e qui inizia il Berdych show mimando la faccia concentrata di chi sta subendo uno sforzo oltre limite “Oppure pensa che io sia un ragazzo noioso che fuori dal campo non fa nulla. Il problema è che noi dobbiamo rispondere sempre alle stesse domande, se si fa una statistica probabilmente viene fuori che ci sono 10 domande ripetute dopo ogni match. Ecco perché mi piace Twitter, è un modo per mostrare un diverso aspetto della mia persona”.

In effetti il tennista numero 5 al mondo, attraverso i social, si lascia andare sfoggiando un umorismo nascosto a chi è abituato a vederlo solo in campo. Recentemente sul profilo Twitter di Berdych è apparso un commento divertente sulla scelta di Roger Federer di nominare Stefan Edberg nel suo staff.

“Ultime notizie #tb noleggio nuovo allenatore…#wearefamily” Sottile l’ironia celata dietro la foto che riproduceva un vecchio autobus con tanto di didascalia: Vintage Noleggio pullman.

Rincarando poi la dose subito dopo, con un altro “cinguettio” ironico in cui dichiarava di avere problemi con il suo nuovo coach, accusato di bere tanto. Ed anche qui la foto allegata dice tutto: una pompa di benzina pronta a riempire il suo immaginario allenatore ad alto consumo.

Torna poi serioso il 28enne ceco che nel Principato di Monaco, sua casa di adozione, rivela l’obiettivo stagionale: vincere uno Slam.

Sulla spinta del successo firmato da Stanislas Wawrinka agli Australian Open, Berdych pensa che questo può essere l’anno giusto per entrare definitivamente nell’elitè del tennis mondiale.

“Stan ha dato a tutti noi una nuova speranza, ha dimostrato che è possibile. Dal 2005 pochissimi giocatori sono riusciti ad insidiare il dominio di quei quattro, è incredibile”

In effetti solo Juan Martin del Potro nel 2009 riuscì a rovinare un monopolio di ben 34 titoli del Grande Slam condivisi da dai tre tenori con l’aggiunta di Andy Murray trionfatore a agli Us Open del 2012 ed a Wimbledon lo scorso anno.

E proprio dall’esempio del tennista scozzese che Berdych vuole ripartire per la sua caccia allo Slam.

Ora ci sono buone possibilità, ed è per questo che non mi sento stanco nonostante i 12 anni di tour. Ho nuovi stimoli e mi sento pronto. Devo trovare energia extra per ottenere i massimi risultati pensando al lungo e duro lavoro che Andy ha svolto prima di vincere uno Slam. Lo scorso anno Murray è tornato al successo e tanto ha influito nella sua crescita la presenza di Lendl. Tecnicamente non credo sia cambiato ma dal punto di vista psicologico, Ivan ha fatto molto”.

L’argomento allenatori interessa molto Berdych che, oltre alle analisi umoristiche affidate a Twitter, considera il rapporto giocatore-coach una sorta di alchimia.

“Dopo Lendl, Murray potrebbe scegliere un altro grande nome o un ragazzo più ordinario, questo non importa. Lui ora ha bisogno di fare clic e per fare questo deve avere con il suo nuovo allenatore la giusta alchimia”.

Quando qualcuno allena Federer si pensa che stia pagando per imparare da Roger. Il feeling è il vero segreto ed il rapporto Federer-Edberg è un giusto esempio. È una situazione è molto bella perché quando Roger era giovane, Stefan era il suo idolo. Non dico che Edberg non può dare il suo apporto tecnico, ma in realtà cosa si può insegnare ad un ragazzo che ha già vinto 17 Slam? Si tratta solo di chimica.

Dal canto suo Berdych  parla del suo rapporto duraturo ma non infinito con Tomas Krupa.

“Da giocatore lui è stato 250 al mondo ma ha allenato Radek Stepanek nel suo momento migliore, spingendolo fino al numero 8 della classifica Atp. Molte volte mi viene chiesto se cerco altri nomi per farmi da coach, ebbene si,  è una possibilità”

Candidamente Tomas afferma che sarebbe pronto ad un cambio, facendo largamente intendere, che  il nome di Magnus Norman, attuale coach di Wawrinka, sarebbe stato molto gradito.

La collaborazione tra Stan e Magnus non è stata certo una buona notizia per il tutti noi!” Rammarico evidentemente aumentato dopo il successo dello svizzero a Melbourne.

Guardano indietro Berdych rivede molte occasioni sprecate ad un passo dal successo. Come a Wimbledon nel 2010 quando dopo aver superato Federer ai quarti e Djokovic in semifinale, si arrese all’ultimo atto contro Rafael Nadal. Ma è proprio sull’erba verde dell’All England che il tennista della Repubblica Ceca vorrebbe finalmente porre le mani sul suo primo Slam in carriera, anche se quel manto erboso non è il suo preferito.

Wimbledon rappresenta una delle mie migliori speranze di diventare campione, ma rido ripensando a quanta fatica facevo i primi anni giocando sull’erba. Poi la mia prima finale in uno Slam proprio a Wimbledon! Quindi tutto è possibile. È un terreno particolare ed ora si adatta molto al mio gioco. Lo scorso anno ho giocato al Queen’s per la prima volta e mi è piaciuto molto, per questo sono contento di tornarci anche quest’anno. Non credo che a Wimbledon farà piacere sentirlo dire, ma l’erba del Queen’s è di gran lunga migliore”

Il riferimento al match sul verde del Queens è un altro argomento caro a Berdych che insieme ad Ivan Lendl giocò una partita di beneficenza in doppio contro Murray e Tim Henman, per sposare la lotta al cancro di Ross Hutchins tornato a calcare i campi di gioco dopo aver sconfitto un tumore.

“Ho amato giocare quella partita per Ross. Abbiamo la stessa età e ci conosciamo dai tempi del circuito juniores. Lui è un bravo ragazzo ed è incredibile quello che ha fatto, mentre il resto di noi si lamenta di quanto male stiamo giocando

Un tennista fuori dalle righe Tomas Berdych anche quando rivela che durante Wimbledon, nei momenti liberi, ama girare per Londra assieme alla sua fidanzata.

“A volte basta prendere la metropolitana ed andare in città. Quando c’è un pomeriggio libero ci piace andare in giro per Londra, è una città bellissima”.

Non c’è da meravigliarsi nel pensare a Berdych che usa i mezzi pubblici. Nonostante la fama e la popolarità che il tennis regala, sembra avere sempre i piedi per terra ed anzi vede in altri mondi, come quello della moda dove lavora la sua fidanzata, situazioni meno agevoli per vivere e svolgere una professione.

“Ho avuto modo di conoscere questo mondo attraverso lei e trovo alcune similitudini con il tennis anche se lì la vita è più dura. Devi stare lontano da casa come per noi ma la differenza è che nel tennis puoi controllare maggiormente le cose. Li puoi sentirti bella e muoverti bene ma se non hai la persona giusta vicino è difficile emergere. Per noi è diverso, se lavori bene, i risultati li puoi raggiungere”

E di risultati Berdych ne ha raggiunti molti finora, soprattutto in Coppa Davis. Due successi storici con la sua Repubblica Ceca, non adeguatamente ripagati dalle “solite” domande ricevute dopo i traguardi raggiunti.

“Quando abbiamo vinto la seconda volta, la prima domanda che mi fecero fu: Cercherete la tripletta? Prima ancora, quando abbiamo vinto la semifinale contro l’Argentina mi chiesero cosa pensavo del sorteggio per l’anno successivo. Risposi: Olanda a casa! Stavamo per giocarci la seconda finale di fila e mi chiesero un parere sul primo turno per l’anno successivo”.

Un Berdych divertente che non cambia umore, quando gli fanno notare che in un’altra epoca, senza la presenza dei Fab 4, probabilmente sarebbe stato numero uno al mondo.

Forse in un altro periodo sarei potuto essere numero uno per un paio di settimane. Ma posso competere con loro e fare parte di questa storia di tennis. Sono riuscito a battere tutti loro almeno una volta e quindi non mi lamento”

“Ora c’è più di una possibilità. È estremamente difficile ma può diventare realtà e riuscire a sollevare un grande trofeo sarà ancora più speciale. Penso di poter vincere uno Slam. Questo è il mio obiettivo principale e se potessi sceglierne uno direi Wimbledon”


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