TOMIC CONFESSA: “NON ME NE FREGA NULLA DI VINCERE, GIOCO PER SOLDI”

Tomic si confessa, dopo la sconfitta con Misha Zverev: le sue parole provocano sgomento, ma non stupore
mercoledì, 5 Luglio 2017

Tennis. Che le cose stessero più o meno così, non solo per lui, era sembrato piuttosto palese. Bernard Tomic vuota il sacco, lo fa con la consueta follia e sfacciataggine: non male per uno che a 20 anni raggiungeva i quarti a Wimbledon e la top 20. Ora è già stufo, gioca per soldi e poco gli importa se vince un torneo o esce al primo turno. Non siamo noi a dirlo, ma la confessione giunge diretta dalla sua bocca.

A volte ho voglia di lavorare, altre no. Certe volte gioco bene e batto giocatori buoni…sono arrivato fra i primi 20 a 19 anni e a 20, mi divertivo, ma ora è un saliscendi, ora su e ora giù. Non è che io non dia il mio meglio… mi sono arrabbiato con me stesso perché sbagliavo e steccavo delle palle… Ferrer è diverso da me ovviamente“. Questo, sinceramente, non c’era bisogno precisarlo.

L’aussie parla dei suoi colleghi più illustri, delle motivazioni che lo spingono a scendere in campo, dei programmi futuri: “Non so perché ma mentre giocavo mi sentivo un po’ come se …mi fosse venuto a noia di giocarese chiedi a Federer di restituire 500 milioni di dollari, lo farebbe oppure no? Lavoriamo tutti per i soldi. A 34 anni magari li darò in beneficienza. Se lo farà Roger lo farò anch’io! Sì, se lo faranno Roger, Novak e tutti loro lo farò anch’io, nessun problema”.

A soli 25 anni da compiere l’australiano sembra già sentirsi logoro: “È dura, ho 24 anni, sono venuto sul circuito a 16/17. Sono stato in giro un sacco di tempo e mi sento super-vecchio, anche se non lo sono. È il mio ottavo Wimbledon o il nono, è dura trovare delle motivazioni… sul campo non riuscivo a trovarle. Ho ancora 10 anni davanti, si dovrebbe rispettare lo sport ma io… non lo rispetto abbastanza. Tutti questi anni mi hanno fatto pagare dazio… per me oggi vincere un torneo, giocare bene non mi soddisfa più… Non me ne potrebbe fregare di meno perdere al primo turno o raggiungere gli ottavi all’US Open. È tutto uguale. So solo che posso giocare 10 anni e dopo questa carriera non dovrò più lavorare. Penso che per Nick (Kyrgios) sia la stessa cosa… noi siamo giocatori diversi”. Chissà che ne penserà Nick, dopo esser stato tirato in ballo.

E sulla partita con Misha Zverev? Questa la sola cosa che ha saputo dire: “Mi sento un po’ in colpa, forse avrei potuto giocare 4 o 5 set, ma lui giocava bene e io in modo orribile… non riuscivo a trovare il mio ritmo”. Forse…


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